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Autorità amministrativa e limitazione della libertà personale: dal fermo di polizia all'accompagnamento coattivo

Dalla diversità delle opinioni sui compiti di polizia amministrativa o di sicurezza e di polizia giudiziaria si può dedurre che è molto arduo distinguere in maniera certa e definitiva le attività dei due organi. Esse dipendono dal sistema penale adottato e dal momento politico: mentre in un regime autoritario viene meno ogni tipo di separazione tra giurisdizione ed amministrazione, in un sistema democratico, invece, le due funzioni hanno ambiti diversi. La polizia amministrativa o di sicurezza esplica un’attività di investigazione tendente a ricercare reati eventualmente commessi, ma dei quali non si abbia ancora notizia; inoltre vigila sull’osservanza delle leggi e dei regolamenti. La polizia giudiziaria comincia la sua opera in un momento successivo: dopo che un reato è stato compiuto, ricerca le prove ed il responsabile, avvalendosi dei mezzi di coercizione personale in vista di un successivo processo penale.
Tuttavia, nel tentativo di conciliare l’esigenza di tutela della sicurezza pubblica con il rispetto dei diritti di libertà costituzionalmente garantiti, è previsto che anche la polizia amministrativa possa avvalersi di un potere coattivo nei confronti di particolari soggetti, sia pure in casi determinati ed a certe condizioni.

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4 INTRODUZIONE Nel diritto vigente, il termine “fermo” indica diversi provvedimenti restrittivi della libertà personale che prendono le forme di: 1. accompagnamento coattivo presso gli uffici di polizia; 2. permanenza negli uffici; 3. “carcerazione” a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le due ultime forme rappresentano gradi diversi di limitazione della libertà personale e rientrano quindi nelle garanzie previste dall’art.13, 3°c. della Costituzione. Per quanto riguarda l’accompagnamento coattivo presso gli uffici di polizia, la misura sembra incidere sulla sola libertà di circolazione, la cui limitazione è consentita, in presenza di motivi di sanità o di sicurezza, dall’art. 16, 1°comma della Costituzione. Vedremo in seguito come tale istituto sia stato introdotto nel nostro ordinamento parallelamente al fermo di polizia e come sia stato mantenuto da tutta la legislazione successiva.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Vittoria Peterlin Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4515 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.