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L'analisi per indici nella determinazione del rating bancario

Informazioni tesi

  Autore: Christian Craba
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Gianluigi Roberto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Lo scenario economico nazionale ed internazionale, in modo particolare il settore bancario, è stato caratterizzato da significativi cambiamenti nel corso degli ultimi anni.
L’entrata in vigore delle nuove disposizioni sull’adeguatezza patrimoniale delle banche, definite dagli accordi di Basilea, hanno introdotto negli istituti di credito meccanismi più sofisticati per la valutazione della bontà del richiedente credito, con un’attenzione particolare al «cliente-impresa».
In questo quadro, l’analisi della situazione economico-finanziaria delle imprese rappresenta un punto cruciale per la valutazione del merito creditizio operata dalle banche, dove l’impiego delle analisi di bilancio diventa uno strumento indispensabile.
Con questo lavoro ci si propone di formare una descrizione del ruolo ricoperto dall’analisi di bilancio nei processi di affidamento delle imprese che fanno ricorso al credito bancario. Vedremo pertanto, dal punto di vista del creditore finanziario, in che modo l’analisi di bilancio contribuisce alla formazione del rating, espressione sintetica del merito creditizio del cliente. Cercheremo poi di capire, attraverso il calcolo dei principali indicatori di analisi, come i vari aspetti dell’attività aziendale «pesano» nel processo di determinazione del rating e come questi possano essere migliorati, eventualmente proponendo azioni correttive.

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La riclassificazione del bilancio d’esercizio 9 CAPITOLO II LA RICLASSIFICAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO 2.1 La riclassificazione del bilancio: aspetti generali. – 2.2 La riclassificazione dello stato patrimoniale. – 2.2.1 I modelli di riclassificazione dello stato patrimoniale. – 2.2.2 La composizione dell’attivo e del passivo. – 2.3 La riclassificazione del conto economico. – 2.3.1 Le differenti gestioni. – 2.3.2 I risultati intermedi del conto economico. – 2.3.3 I modelli di riclassificazione del conto economico. – 2.3.3.a) Il modello di conto economico «a valore della produzione e valore aggiunto». – 2.3.3.b) Il modello di conto economico «a ricavi e costo del venduto». – 2.3.3.c) Il modello di conto economico «a margine di contribuzione». 2.1 La riclassificazione del bilancio: aspetti generali. Gli schemi di bilancio sono previsti dal Legislatore agli artt. 2424 e 2425 c.c. ed hanno come obiettivo prioritario ed istituzionale quello di «rendere conto» a tutti coloro che ne hanno diritto e/o interesse (stakeholders) dell’andamento della gestione aziendale 1 . La normativa civilistica, però, delinea una classificazione dell’attivo e del passivo dello stato patrimoniale, nonché del conto economico, che solo in parte consente di ottenere direttamente tutte quelle informazioni che possono rilevare lo stato di salute in cui versa un’azienda. Appare dunque necessaria un’operazione di «ristrutturazione» degli schemi di bilancio e dei valori che esso contiene, consistente nel “convertire la struttura finalizzata alla resa dei conti nella struttura finalizzata all’analisi” 2 . Tale operazione viene detta comunemente «riclassificazione». 2.2 La riclassificazione dello stato patrimoniale. Lo stato patrimoniale offre la rappresentazione del cosiddetto capitale di funzionamento dell’impresa, ovverosia l’insieme di quegli elementi che attraverso un loro utilizzo coordinato ed unitario consentono di dar vita all’attività d’impresa. Convenzionalmente, è un prospetto a due sezioni contrapposte, denominate «attivo» e «passivo». “L’attivo comprende l’elenco dei beni posseduti dall’impresa ed i relativi valori, mentre il passivo riporta le fonti di finanziamento che hanno consentito l’acquisizione delle risorse contenute nell’attivo stesso. In altri termini, l’attivo evidenzia gli impieghi, ossia come sono stati investiti i finanziamenti ricevuti (destinazione delle fonti), mentre il passivo indica le fonti, ossia chi ha reso disponibili le fonti finanziarie” 3 . 1 Si veda C. Caramiello, F. Di Lazzaro, G. Fiori, Indici di Bilancio. Strumenti per l’analisi della g estione aziendale. 2° edizione, Giuffrè 2003. Pag. 13. 2 V. Antonelli, R. D’Alessio, V. Dell’Atti, Analisi di Bilancio e Basilea 2. Indici, rating di settore, valutazioni. 2°ediz. IPSOA 2007. Pagg. 16 – 17. 3 M. Muscettola, Analisi di bilancio ai fini dell’accesso al credito . Franco Angeli 2010. Pag. 34.

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