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Le scene della vita, la vita in scena

Ho deciso di mettere in luce in primis la mia passione e l'arte del teatro sociale in senso stretto, vista come una forma di teatro necessario, utile per indagare nella vita e nelle emozioni dell'uomo, nei suoi disagi nascosti o scoperti, e tesi alla ricerca di un'alternativa possibile per immaginare una trasformazione positiva di sé. Il presente lavoro vuole essere prima di tutto uno strumento, una riorganizzazione di idee e di concetti, per dare senso e compiutezza teorica a una possibile visione e conoscenza di un mondo a molti sconosciuto. Definire tutto ciò che appartiene all'immensa sfera del teatro sociale richiederebbe un lavoro di molti anni poiché abbracciando varie sfaccettature della realtà sociale, si richiederebbe anche la collaborazione di esperti di varie materie e di un vero e proprio lavoro di equipe.
Il tentativo è stato quello di riassumere e di integrare con conoscenze personali vari punti vitali dell'arte in oggetto cogliendo per di più le motivazioni legati al sociale e tralasciando gli aspetti tecnici. La stesura della presente tesi si divide in quattro capitoli ognuno dedicato ad un aspetto diverso della materia.

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3 INTRODUZIONE “Mai come oggi si parla tanto di civiltà e di cultura, quando è la vita stessa che ci sfugge. E c‟è uno strano parallelismo fra questo franare generalizzato della vita, che è alla base della demoralizzazione attuale, e i problemi di una cultura che non ha mai coinciso con la vita, e che è fatta per dettar legge alla vita. Prima di poter parlare di cultura, voglio rilevare che il mondo ha fame , e che non si preoccupa della cultura; solo artificialmente si tende a stornare verso la cultura dei pensieri che si rivolgono verso la fame. La cosa più urgente non mi sembra dunque difendere la cultura, la cui esistenza non ha mai salvato nessuno, dall‟ansia di vivere meglio e di avere fame, ma estrarre da ciò che chiamiamo cultura, delle idee la cui forza di vita sia pari a quella della fame.[…] Spezzare il linguaggio per raggiungere la vita significa fare, rifare ed inventare il teatro sociale.” Con queste parole Antonin Artaud ridefiniva agli inizi del secolo scorso il ruolo del teatro nella vita degli esseri umani, superando con un salto vertiginoso il problema della “cultura”. Una cultura disumanizzata, come dice lo stesso autore, non più urgente alle istanza della vita, non più una necessità ma un semplice orpello all‟esistenza. Per sua natura il Teatro Sociale si oppone a tutto questo. Fare teatro sociale non significa fare cultura, significa fare la vita. Con l‟evoluzione e i cambiamenti storici , analizzati in particolare nel secondo capitolo della presente stesura, si arriva alla nascita della tanto praticata ma poco conosciuta arte del teatro sociale. Il termine suggerisce un tipo di teatro aperto alle esigenze della società sia a livello di tematiche che di fruizione. Si potrebbe dire, in effetti, che il teatro sociale è di tutti, per tutti e su tutto. Di tutti, perché parte dal presupposto che chiunque è capace di fare teatro, anche - e specialmente - quelle categorie che in genere ne sono escluse: operai, contadini, disabili, malati psichici, ecc. Per tutti, perché non si rivolge ad un pubblico specializzato , ma a

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Marco Caracciolo Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.