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Fatima Mernissi: analisi del linguaggio di una scrittrice marocchina.

Musāwāh vuol dire letteralmente “uguaglianza”.
La Mernissi è una scrittrice marocchina che ha improntato i suoi lavori sul concetto di uguaglianza, inteso questo come equità fra le classi, i pensieri religiosi ed il rapporto uomo-donna, non in contrapposizione con il pensiero islamico, bensì secondo l’idea di Muḥammad, da lei considerato il “primo femminista della cultura islamica”. Le interpretazioni soggettive delle sacre scritture e le tradizioni radicate in periodi antichissimi, hanno spesso relegato il ruolo della donna islamica “alla pari di un asino o di un cane” ed allora l’autrice marocchina parte alla riscossa con una traduzione più attenta e precisa dei testi ed una divulgazione capillare di quello che certamente era il principio del Profeta che invece tendeva a sublimare l’elemento femminile. Come Šahrazād nelle Mille e una notte, ella attinge ad una cultura che non limita i propri confini nel solo mondo arabo, ma divulga al di fuori dell’ḥarem domestico le sue idee, gridando al mondo intero la sua condizione di interprete della società alla pari degli uomini.

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3 INTRODUZIONE Mus w h vuol dire letteralmente “uguaglianza”. La Mernissi è una scrittrice marocchina che ha improntato i suoi lavori sul concetto di uguaglianza, inteso questo come equità fra le classi, i pensieri religiosi ed il rapporto uomo-donna, non in contrapposizione con il pensiero islamico, bensì secondo l’idea di Mu ammad, da lei considerato il “primo femminista della cultura islamica”. Le interpretazioni soggettive delle sacre scritture e le tradizioni radicate in periodi antichissimi hanno spesso relegato il ruolo della donna islamica “alla pari di un asino o di un cane” ed allora l’autrice marocchina parte alla riscossa con una traduzione piø attenta e precisa dei testi ed una divulgazione capillare di quello che certamente era il principio del Profeta che invece tendeva a sublimare l’elemento femminile. Come ahraz d nelle Mille e una notte, ella attinge ad una cultura che non limita i propri confini nel solo mondo arabo, ma divulga al di fuori dell’ arem domestico le sue idee, gridando al mondo intero la sua condizione di interprete della società alla pari degli uomini. Il velo spesso indicato dalla cultura occidentale come mezzo di discriminazione da parte dell’uomo, assurge al significato di elemento distintivo e non divisivo. Esso deve essere una libera

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cira Ponzo Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.