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Aquileia Caput Viarum

Informazioni tesi

  Autore: Claudio Riboldi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze geografiche
  Relatore: Giovanna  Bonora Mazzoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

Quello che oggi è un piccolo paese di provincia immerso nel verde della bassa pianura friulana, in epoca tardo repubblicana e imperiale romana era uno tra i centri più importanti della romanità; per Aquileia infatti transitavano uomini e merci diretti principalmente verso settentrione e verso levante e, grazie alla sua posizione strategica, costituiva una base di appoggio militare per assoggettare sotto la sfera d’influenza romana le vicine province del Norico, della Rezia e della Pannonia. Dalla fondazione della colonia, avvenuta nel 181 a.C., Aquileia godette di un progressivo ed intenso sviluppo economico e di una espansione territoriale funzionale alle mire espansionistiche di Roma.
In questo contesto, l’elaborato si è proposto di analizzare i percorsi delle strade consolari che giungevano, attraversavano e partivano da Aquileia, con l’ausilio delle fonti di carattere itinerario, nella fattispecie della Tabula Peutingeriana e degli Itineraria Antonini e Burdigalense, di fonti letterarie antiche, delle testimonianze archeologiche e delle produzioni dei massimi studiosi in materia.
Le numerose strade di collegamento con le province non ancora romanizzate, con le altre regioni augustee e con importanti centri urbani, hanno fatto di Aquileia un nodo stradale, un caput viarum crocevia per i commerci e per l’organizzazione militare, un luogo di passaggio dal quale difficilmente si poteva deviare. Questo nonostante sorgesse in un difficile contesto ambientale: infatti molte delle terre appena circostanti Aquileia risultavano allora depresse con frequenti divagazioni dei corsi d’acqua, che mutavano il paesaggio a seconda delle stagioni. La particolare morfologia del territorio ha imposto un grande sforzo infrastrutturale di bonifica, arginatura e regimentazione delle acque per la costruzione delle direttrici che attraversavano la bassa pianura friulana, così come i lavori non furono agevoli per la realizzazione delle vie che dovevano valicare le montagne. Un simile impegno logistico garantì la floridezza di Aquileia, ma allo stesso tempo anche la sua rovina, poiché le orde barbariche, per raggiungere e devastare la città, si servirono proprio dell’efficiente sistema viario romano.
Le direttrici affrontate in questo testo non hanno solo un carattere regionale, bensì una dimensione territoriale più ampia: la via Postumia attraversava diametralmente la pianura padana toccando capita viarum come Placentia, dove vi perveniva la via Aemilia, e Dertona, da cui si diramavano percorsi per Augusta Taurinorum (Torino) e per la Gallia, per giungere infine a Genua, sul Mar Ligure; la via Annia-Popilia con il suo sistema integrato di vie terrestri e vie d’acqua permetteva un duplice collegamento con Ariminum, terminale della via Aemilia; le vie per Aguntum e Virunum, sfruttate per la transumanza, la via Gemina diretta a Iulia Emona, l’odierna Liubjana, e le vie della penisola istriana dirette in Dalmatia. Inoltre il porto fluviale di Aquileia sul fiume Natissa (il Natiso cum Turro, descritto da Plinio nel Naturalis Historiae) costituiva lo snodo dei traffici verso l'Europa settentrionale e verso l'Illiria ed era raggiunto da una via per acque interne che toccava i più importanti scali portuali dell’arco adriatico.
L’articolato e capillare sistema viabilistico, che contribuì per secoli a conferire un volto unitario alla Regio X, insieme al capoluogo aquileiese, subì una graduale involuzione con l’avvento dei popoli barbari. La città, continuamente esposta a razzie e devastazioni, declinò fino a ricoprire un ruolo del tutto marginale, nemmeno di passaggio, perché si preferivano utilizzare strade a nord di essa.
Oggi Aquileia conta circa 3000 anime e vive di turismo culturale dal momento che è il massimo centro archeologico del Friuli, risentendo dei positivi influssi turistici della vicina Grado.

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PREMESSA Aquileia caput viarum si propone di porre in rassegna le direttrici viarie che giungevano, attraversavano e partivano da Aquileia nell’età tardo repubblicana e imperiale romana. A quel tempo quello che ai giorni nostri è un piccolo paese di provincia, era capoluogo della X regione augustea e quarta città della penisola per numero di abitanti. Centro politico-amministrativo, Aquileia doveva la sua importanza alla posizione strategica per i fini commerciali e militari, considerata la vicinanza alla provincia del Noricum, a Pannonia e Dalmatia. In questo contesto diviene rilevante l’indagine sulle strade di collegamento, analizzate secondo le fonti letterarie ed itinerarie, le testimonianze archeologiche e gli scopi di sfruttamento. Inoltre il suo porto fluviale sul fiume Natissa era lo snodo dei traffici adriatici verso l'Europa settentrionale e verso l'Illiria; successivamente alla presentazione della viabilità stradale, verrà pertanto affrontato il tema delle vie per acque interne.

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Parole chiave

vie consolari romane
aquileia
regio x
natiso
virunum
aguntum
noricum
via annia-popilia
via postumia

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