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I nuovi luoghi del consumo. Produzione di senso e ricerca identitaria attraverso la pratica dello shopping

Informazioni tesi

  Autore: Luigia Meriano
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Antonello Petrillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Nella mia tesi ho cercato di analizzare i diversi livelli della fenomenologia dello shopping insistendo soprattutto sulla percezione da parte del cittadino consumatore di quelle che sono le “interfacce” degli spazi dello scambio.
Il consumo non può più essere ridotto alla sola dimensione materiale, per cui è sovente condannato; ma deve essere giudicato come un modo comune di usare le cose, di confondersi con esse e stabilire rapporti umani con altri soggetti.
Il consumo può essere considerato un sistema di mediazione simbolica attraverso cui l’individuo costruisce o interpreta identità diverse. Nel corso della storia, la definizione e il concetto di consumo hanno subito una certa evoluzione. Da atto di distruzione e totale eliminazione fisica dell’oggetto di consumo, passando attraverso una concezione “emozionale” del consumo nelle teorie motivazionali, si è arrivati alla considerazione del consumo come un fenomeno la cui complessità investe il piano economico come quello sociale e naturale.
Pertanto, anche le nuove cattedrali del consumo possono essere riviste come luoghi liminali, di transito, in cui è piacevole perdersi in una dimensione senza tempo, in uno spazio che isola dal mondo esterno e che riproduce nel suo interno un mondo a misura d’uomo in cui è possibile vagare, incontrare altre persone, giocare con le vetrine dei negozi e i loro prodotti, concedersi ad un’esplorazione ludica totale.
Talvolta il risultato finale di questo processo è la condizione di “iperrealtà” dello shopping center nella quale si viene assorbiti dal momento in cui si varca la soglia: “lo spazio del non luogo libera colui che vi penetra dalle sue determinazioni abituali”.
Malgrado le accezioni negative ad essi attribuite (de-semantizzazione, spaesamento, omologazione) con questa mia ricerca ho cercato di dimostrare che i luoghi del consumo e del commercio sono spesso anche luoghi di risemantizzazione e reinvenzione.

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53 2. CONSUMO DI SPAZI E SPAZI DI CONSUMO NELLA REALTA’ DI DUE CENTRI COMMERCIALI: GALLERIA UMBERTO I E LE PORTE DI NAPOLI 2.1 LUOGHI DI CONSUMO E LORO INSERIMENTO NEL TESSUTO URBANO Come i non luoghi di Marc Augè, i centri commerciali possono essere rivisitati come luoghi liminali, di transito, in cui è piacevole perdersi in una dimensione senza tempo, in uno spazio che isola dal mondo esterno e che riproduce nel suo interno un mondo a misura d’uomo in cui è possibile vagare, incontrare altre persone, giocare con le vetrine dei negozi e i loro prodotti, concedersi ad un’esplorazione ludica totale. 80 Così come gli shopping centers, i parchi tematici sono spazi che non appartengono al locale, che non si limitano a sedurre e servire soltanto il passante del luogo. Oltrepassando la tradizionale scena urbana rispondono ad un modello non abitato in modo stanziale, ma usato e percorso da consumatori che ne sanciscono, con la loro presenza, la dimensione esistenziale, antropologica e politica. Il territorio multisala delle città contemporanee è costellato da grandi edifici ludico- commerciali, centri commerciali integrati, multisala, grandi impianti sportivi, centri ricreativi, raggiungibili direttamente dalla propria abitazione seguendo le indicazioni pubblicitarie. Questi grossi contenitori che assorbono intensi flussi di consumatori erranti ed aspirano a risucchiare ogni forma di tempo libero si propongono come fantasmagorica alternativa di una città che è invasiva e fa paura, come tranquillo rifugio che ospita il cittadino illuso di riottenere quella socialità che gli era stata sottratta da una città oppressa dal sovraffollamento, dalla violenza e dalla criminalità. Ma il risultato finale di questo processo è la condizione attuale di “iperrealtà” dello shopping 80 Cfr. Vanni Codeluppi, op.cit..

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Parole chiave

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centri commerciali
luoghi del consumo
ricerca identitaria
luoghi dello shopping
shopping

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