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Strategie di innovazione dei distretti industriali italiani

Una prima definizione di distretto industriale fu dato negli anni 70 da Giacomo Beccattini che lo defini come un'entità socio-culturale caratterizzata della compresenza, in un territorio circoscritto, di un insieme di piccole e medie imprese specializzate in una o più fasi di una stessa filiera produttiva. I distretti vantano un posto significativo nella storia economica del nostro paese in quanto costituiscono il 42% dell'occupazione maniffatturiera e circa il 50% dell'export che arriva al 70% per i beni del Made in Italy. Gli elementi che carattrerizzano i distretti sono: valore del territorio, elevata specializzazione produttiva e presenza di un mercato del lavoro altamente qualificato. I distretti possono essere analizzati sotto varie prospettive di analisi le più importanti sono quella aziendale e quella cognitiva. Hanno particolare importanza perchè le imprese per mantenere il vantaggio competitivo e far fronte all'internazionalizzazione devono adottare strategie di innovazione. A tal proposito un rapporto di intesa sanpaolo del 2010 mette in evidenza, studiando tre filiere: calzaturiero, legno-arredo e tessile-abbigliamento, che le aziende che hanno adottato queste strategie sono quelle che meglio hanno affrontato la crisi degli ultimi anni, acquistando la posizione di leader all'interno del distretto.

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1 INTRODUZIONE A partire dagli anni „60 i distretti industriali hanno apportato un contributo rilevante in termini di produzione, occupazione ed esportazioni all'economia italiana. Il primo ad introdurre il concetto di distretto in Italia fu Giacomo Becattini che lo definì come un entità socio - territoriale caratterizzata dalla compresenza attiva, in un‟area circoscritta, naturalisticamente e storicamente determinata, di una comunità di persone e di una popolazione di piccole e medie imprese specializzate in una o più fasi di una stessa filiera produttiva. Il successo del modello distrettuale è dovuto a vari fattori, ma il ruolo centrale è sicuramente svolto dal territorio, il quale rappresenta un potente mezzo di relazione e di scambio di informazioni e risorse tra le diverse imprese distrettuali. Altri fattori identificativi dei distretti sono: la diffusione del know-how, che favorisce i processi innovativi e può diventare un traino per lo sviluppo dell'intero sistema industriale; l‟elevata specializzazione produttiva, ossia le imprese che formano un distretto sono specializzate in differenti fasi della produzione e sono collegate tra loro da intensi rapporti di sub- fornitura; la forte concentrazione spaziale di imprese; l'elevata divisione del lavoro tra le imprese locali e la conseguente forte interdipendenza tra le stesse ; infine l'esistenza di un mix di complesse relazioni di cooperazione tra le imprese distrettuali. I distretti italiani, circa 200 su tutto il territorio nazionale, vantano un posto significativo nella storia e nella vita economica del nostro Paese. Contano un numero di circa 2.200.000 dipendenti, che costituiscono il 42% dell'occupazione manifatturiera italiana. Negli ultimi anni molti distretti industriali, anche se in misura diversa, stanno attraversando un periodo di crisi e trasformazioni le cui cause sono abbastanza comuni. Si tratta fondamentalmente di problematiche legate da un lato alla piccola e media dimensione d'impresa e quindi di non essere in grado di sviluppare economie di scala adeguate, di essere orientati ancora su settori troppo tradizionali e all‟incapacità di disporre di risorse da investire in funzioni immateriali, come la progettazione ed il design, la ricerca e lo sviluppo, il marketing ed i servizi post-vendita; dall'altro lato nell'ultimo decennio si sono verificati rapidi cambiamenti in ambito economico e tecnologico, favorendo l'ingresso di nuovi paesi competitori spesso capaci di realizzare prodotti simili a costi molto contenuti. Data l'importanza che il sistema distrettuale italiano ricopre nell'economia italiana, è dunque

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Laura Possumato Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

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