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Usabilità e e-learning: uno studio sull'apprendimento dell'italiano online

Informazioni tesi

  Autore: Michele Mazzocchetti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università per stranieri di Perugia
  Facoltà: Lingua e Cultura Italiana
  Corso: Lingua e cultura italiana
  Relatore: Stefania Spina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

Sono ormai diversi anni che la tecnologia informatica e il web offrono un supporto determinante nell’ambito dell’apprendimento a distanza, ma esistono ancora pochi studi sull’usabilità didattica, e ancor meno sull’usabilità dei corsi online per l’apprendimento linguistico. L’attenzione dei progettisti e dei ricercatori in questo settore si è per la maggior parte soffermata sulle caratteristiche tecniche, sul design, sulla funzionalità del sito Internet, e poco si è parlato di come la struttura di un corso online influenzi l’apprendimento. Il mio primo obiettivo è stato quindi quello di definire dal punto di vista didattico l’usabilità, e di indagare in che modo diventa importante nel processo di apprendimento. Questo lavoro, proprio a causa della novità dell’argomento trattato, non si occupa principalmente di didattica, ma piuttosto di un nuovo approccio, dato dall’usabilità didattica in un contesto di formazione online.
Per questo, le domande che mi sono posto, e a cui ho tentato di rispondere sono state: che cos’è l’usabilità didattica? Quanto incide sullo sviluppo e sull’efficacia di un corso di lingua online?
Per parlare di usabilità didattica e usabilità in genere di un corso e-learning, ho voluto ricostruire la storia del settore dell’apprendimento online, e per farlo ho innanzitutto passato in rassegna la letteratura specifica, dalle prime esperienze della formazione a distanza fino alle ultime tendenze nel campo dell’e-learning, tentando di descrivere lo stato dell’arte della formazione a distanza nell’epoca del Web 2.0. Mi sono soffermato sui principi teorici alla base di questa modalità di apprendimento, e di come si sia arrivati a delineare un nuovo paradigma. Ho inoltre svolto un’analisi della situazione negli Stati Uniti, essendo il più grande mercato mondiale di apprendimento online e di innovazione di questo settore, comparandola con la situazione italiana, per sondare i possibili sviluppi futuri di questo strumento anche nel nostro Paese.
Successivamente ho spostato l’attenzione sull’usabilità dei siti internet, su come viene testata, e in maniera particolare su cosa rende diverso dal punto di vista dell’usabilità un corso e-learning da un normale sito web, con un’attenzione particolare ai corsi di lingua. Ho analizzato l’interazione tra alcuni studenti e il corso di lingua italiana online di livello A2, all’interno della piattaforma APRIL (Ambiente Personalizzato di Rete per l’Insegnamento Linguistico), sviluppata dall’Università per Stranieri di Perugia.
Il lavoro è incentrato in gran parte sull’analisi di un test di usabilità sottoposto a tre volontari stranieri, che si sono offerti di testare il corso. Il test è stato organizzato dallo staff che ha sviluppato il corso A2. La mia attenzione si è rivolta a problemi di usabilità che possono incidere sulla didattica, cercando di dividere le difficoltà derivanti da problemi tecnici e di design, da veri e propri problemi d’ordine didattico che potevano influire negativamente sullo svolgimento del corso. Da questa analisi sono riuscito a individuare come i problemi di usabilità incidono sulla didattica della lingua, riuscendo a separare l’usabilità generale, comune a ogni sito, dall’usabilità particolare di un corso di lingua online, definendone più accuratamente i confini.

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3 1. Storia della Formazione a Distanza (FAD) 1.1. La FAD di prima generazione La Formazione a Distanza (FAD) risale alla prima metà dell’Ottocento quando, con il potenziamento della rete postale, si svilupparono in Inghilterra i primi corsi per corrispondenza, per opera di Isaac Pitman ed il suo penny post o “corrispondenza per un penny”: lo studente riceveva per posta il materiale cartaceo con le istruzioni del corso per imparare il metodo di scrittura stenografico e i test di verifica da rispedire. Tutto il carico di lavoro gravava sul singolo studente, senza la possibilità di collaborare con altri per mettere in pratica o condividere le nozioni apprese, secondo un approccio individuale riconducibile al cognitivismo 2 . La prima esperienza di insegnamento di una lingua a distanza in Europa la troviamo in Germania, grazie alla fondazione nel 1856 dell’Institut Toussaint e Langhenscheidt, preposto appunto alla creazione di corsi di lingua per corrispondenza. Anche negli Stati Uniti inizia ad essere usata la Formazione a Distanza ed è subito vista come una grande opportunità, tanto che nel 1873 l’Illinois Wesleyan University organizza il primo corso universitario a distanza. Successivamente i corsi per corrispondenza non vengono sviluppati solo in ambito accademico, ma anche nel settore industriale: nel 1890 l’International Correspondence School eroga corsi sulla sicurezza, per operai di oltre centocinquanta società che operavano nel settore della costruzione di linee ferroviarie. In questa prima fase della FAD, l’erogazione dei corsi si sposta da singoli individui, che utilizzano la corrispondenza per diffondere il proprio sapere tecnico-scientifico, a istituzioni e aziende. In questo periodo muta anche il target, con un sempre maggior numero di studenti giovani che approfittano delle opportunità date dalla metodologia. Fino agli anni ’20 i corsi per corrispondenza saranno gli unici strumenti di formazione a distanza, fino a quando la radio non verrà utilizzata per erogare corsi, spostando la prospettiva di fruizione dal one-to-one al one-to-many e al few-to-many, ossia la 2 Nel paradigma cognitivista, l’apprendimento non deriva semplicemente dalla risposta a uno stimolo fisico (come nel comportamentismo), ma piuttosto da una serie di operazioni intellettive individuali, che portano alla creazione di schemi mentali, che lo studente mette in pratica. I maggiori rappresentanti di questo paradigma sono Ulric Neisser, che ha il merito di dare il nome alla disciplina, George Miller, K. J. W. Craick. Cfr. Pizzaleo A. G., in a cura di Eletti V., (2002) Che cos’è l’E-learning, Carocci Editore, Roma, pp. 34, 39.

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Parole chiave

lingua italiana per stranieri
usabilità
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