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Il nazionalsocialismo nel teatro del tardo Brecht

Costretto a fuggire precipitosamente dalla Germania nei primi mesi del 1933 e a vagare, privo di ogni bene, per paesi e città stranieri, a Brecht non rimane che un’unica ricchezza, un cumulo tutto personale di esperienze e di teorie la cui attendibilità aspetta d’esser messa alla prova. È un terribile hic Rhodus hic salta per il drammaturgo tedesco, divenuto l’uomo di punta della cultura tedesca di sinistra, il quale deve ora dimostrare la validità delle sue teorie dinanzi alla catastrofe che si stava consumando in Europa con l’ascesa trionfale di Hitler. Nascono così "Die Rundköpfe und die Spitzköpfe" e "Der aufhaltsame Aufstieg des Arturo Ui", due opere fondamentali che descrivono, ognuna a modo suo, la posizione di Brecht nei confronti del nazionalsocialismo.
Con questa ricerca cercheremo di presentare la posizione di Brecht nei confronti del nazionalsocialismo, analizzando questi due drammi parabolici antifascisti. Per comprendere il significato ed il messaggio contenuto nelle sue opere, è opportuno inquadrare la figura di Bertolt Brecht, introducendo la teoria del teatro epico e la tecnica fondamentale della Verfremdung, nonché discutendo sulla funzione della storia e del processo della Historisierung nell’opera brechtiana, tutti concetti d’avanguardia che rivoluzionarono la secolare tradizione drammaturgica. Verranno poi presentate le principali interpretazioni date al fenomeno del nazionalsocialismo durante il XX secolo: la teoria del totalitarismo, l’interpretazione sovietico-marxista, la tesi storicistica dello specifico sviluppo della Germania, la teoria dei conflitti, e infine la teoria marxiana del bonapartismo. Dopo lo studio di tutti questi orientamenti di ricerca, verrà esaminata la posizione di Brecht, un’interpretazione, come vedremo, fortemente influenzata da idee marxiste. Brecht non considera il fascismo come un singolo fenomeno, una rottura improvvisa nella continuità dello sviluppo della società borghese-capitalista, bensì come un passaggio indispensabile per questo stesso sviluppo. A suo giudizio il nazionalsocialismo è una conseguenza necessaria del capitalismo, Fondamentale per cogliere il senso del confronto pratico e teorico tra Brecht e il fascismo è proprio l’aspetto economico della sua riflessione: lottare contro il nazionalsocialismo significa per Brecht combattere il capitalismo, inteso come quel sistema economico che ha portato alla totale alienazione degli uomini. Questa tematica è presente soprattutto nella prima delle due opere qui analizzate, Die Rundköpfe und die Spitzköpfe, la quale riesce a dimostrare, pur con le sue mancanze ed imperfezioni, che la causa principale che ha permesso l’affermarsi del fascismo è la difesa della natura alienante e terroristica dei rapporti di produzione da parte della borghesia. Nella Rassenparabel Brecht effettua in forma parabolica l’analisi delle ragioni economiche e sociali del razzismo. È però con Der aufhaltsame Aufstieg des Arturo Ui che Brecht dà vita ad uno dei pochissimi drammi sull’esperienza del nazismo che siano artisticamente riusciti. Lo Stück sembra svelare una visione più cupa e insieme più realistica rispetto all’opera precedentemente analizzata. Se infatti Die Rundköpfe und die Spitzköpfe si conclude con una restaurazione realtivamente rapida dei rapporti prefascisti, la conclusione di Arturo Ui è di forte impatto emotivo, mostrando la vittoria del terrore e dei suoi strumenti politico-ideologici. Le allusioni alla storia nazionalsocialista emergono chiaramente già dal testo, ma vengono inoltre esposte sistematicamente nella Zeittafel in coda all’opera. L’opera presenta in modo eccezionale la manipolazione esercitata dalla propaganda fascista, uno tra i più importanti canali di disciplinamento collettivo attraverso il quale il regime conta di costringere all'obbedienza e alla passività le grandi masse. È un dramma eccezionalmente riuscito, in cui la ridicolezza delle situazioni e dei personaggi risulta trionfalmente realistica nella descrizione del grigiore e della crudeltà dei protagonisti storici. Con Der aufhaltsame Aufstieg des Arturo Ui Brecht riesce non solo a dare un’eccezionale forma drammatica ad una delle pagine più terribili della storia tedesca, ma anche a raggiungere una validità universale, dando vita ad un’opera il cui messaggio avrebbe potuto sopravvivere nel tempo.

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1    Introduzione In den finsteren Zeiten Wird da auch gesungen werden? Da wird auch gesungen werden. Von den finsteren Zeiten 1 . Bertolt Brecht è considerato uno degli autori più innovativi della drammaturgia contemporanea. Egli è stato lo Stückeschreiber per eccellenza, eminente drammaturgo, lirico, scrittore di prosa, Literaturtheoretiker, autore politico, una personalità dalle mille sfacettature e dalle straordinarie capacità. Lo scrittore di Augsburg è una fattiva presenza in tutti gli appuntamenti del mondo tedesco con la storia nella prima metà del Novecento: la Prima Guerra Mondiale, la Repubblica di Weimar che lo vide a Berlino come città di elezione, l'adesione piena al marxismo-leninismo, il volontario esilio nel Nord Europa nel periodo del Terzo Reich, l’esilio americano durante la Seconda Guerra Mondiale, il ritorno infine nel 1948 in una Germania devastata e la scelta della Repubblica Democratica Tedesca come residenza e, in definitiva, come patria. Egli passa attraverso queste tappe, in cui la sua storia personale diventa il riflesso della storia tedesca e il segno della reattività ad essa, come uomo, come coscienza critica, come artista, smanioso sempre che le cose cambino, fiducioso che cambino, anche quando perde la speranza che cambino in meglio. La vita e l’opera di Brecht sono profondamente segnate dalle finstere Zeiten, in cui egli fu costretto a vivere, ma dinanzi alle quali egli non adottò mai un atteggiamento di disillusa rassegnazione. Brecht seppe reagire, decise di descrivere questi minacciosi tempi oscuri, dando vita ad una lotta contro il terrore che avrebbe permesso agli uomini di superare questa tragica situazione. Anche se molti artisti esuli cedettero e alcuni di loro furono spinti dalle loro traversie a togliersi la vita, per Brecht queste                                                               1 Werner Hecht, et al., Bertolt Brecht: Werke, Große kommentierte Berliner und Frankfurter Ausgabe (GBA), 30 voll., Berlin, Aufbau-Verlag, 1989, vol. 12, Svendborger Gedichte, p. 16.  

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Elisa Calgaro Contatta »

Composta da 212 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2006 click dal 29/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.