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Immigrazione e commercio internazionale: teoria ed evidenza sul caso italiano

Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Valeriani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e commercio internazionale
  Relatore: Raffaella Coppier
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

L'immigrazione è da sempre nella storia dell'uomo una imprescindibile opportunità di migliorare la propria condizione di vita. Da sempre infatti, l'uomo si è spostato da un paese all'altro in cerca di un miglior lavoro, maggiori possibilità di ascesa sociale, migliori possibilità per i propri figli.
Ciò che ha portato ad interessarmi di questo fenomeno è la centralità del problema agli occhi dell'opinione pubblica italiana (vedremo come per l'Italia il fenomeno migratorio rappresenti una novità). Del resto è inevitabile che chiunque decida di spendere la propria vita in un altro paese porti con sè una differente cultura, differenti usanze, religione e costumi, che devono interagire e incontrarsi in un nuovo mondo. Le conseguenze di tutto ciò andrebbero analizzate dal punto di vista demografico, sociale ed economico.
In questo lavoro mi limiterò purtroppo a elencare e prevedere le conseguenze sul piano economico, visto la crisi in cui grava il nostro paese e che il fattore PIL (crescita o non crescita) è diventato determinante per avere credibilità nei mercati finanziari internazionali.
Per fare questo sono partito dalle teorie classiche del commercio internazionale, per vedere cosa succede all'economia quando il fattore lavoro si sposta da un paese all'altro. Nel capitolo secondo ho trovato dei riscontri nel passato, cercando così di capire cosa sia successo quando effettivamente una mole rilevante di persone si è spostata da una parte del globo ad un altra (mi sono occupato cioè dapprima della teoria, poi della pratica). Nel terzo ho iniziato a parlare del fenomeno in Italia, dando alcuni numeri e spiegando come in realtà il problema spaventa i cittadini più del dovuto. Successivamente ho descritto come si inserisce il lavoro immigrato in Italia, distinguendo per zona e per settori lavorativi. Nel quarto capitolo ho analizzato le conseguenze per il lavoro dei nostri concittadini: in Italia il lavoro immigrato si sostituisce a quello italiano o è complementare? Dopo aver risposto a questa domanda ho delineato le conseguenze che il processo migratorio potrebbe avere sull'economia italiana nel futuro prossimo e suggerito possibili sviluppi di mercato per le nostre imprese.

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Introduzione L‟immigrazione è sempre stata nella storia dell‟uomo una imprescindibile opportunità di migliorare la propria condizione di vita. Sempre, in epoche passate e in quella più recente, si sono avuti ingenti flussi di migranti; gente proveniente da qualsiasi regione del globo terrestre diretta verso quei paesi che, a sua vista, reputava fertili circa la possibilità di trovare un miglior lavoro, maggiori possibilità di ascesa sociale, migliori possibilità per i propri figli: insomma un miglior tenore di vita. Inoltre l‟uomo, che illuministicamente potremmo definire „scientifico‟, ha insita la voglia di conoscere il mondo che lo circonda, di viaggiare, di esplorare nuove possibilità, l‟uomo è di per sé un migrante. Ciò che mi ha portato ad interessarmi del fenomeno migratorio è l‟attualità del fenomeno stesso, (esporrò in seguito il caso „italiano‟ in cui si vedrà che questo problema è nuovo per un paese che, nella sua storia, è sempre stato di emigranti) e la centralità dello stesso, dovuta all‟impatto di culture differenti, della ricerca della loro pacifica convivenza, delle derivanti sul piano economico, di quello demografico e, infine, sociale. È inevitabile infatti pensare che chiunque si sposti da un paese all‟altro non si trascini con sé il background personale (la propria cultura: tradizioni, religione, usi e costumi, oltre alle proprie esperienze personali) che deve integrarsi ed interagire in un nuovo mondo. Mi limiterò ad esporre gli effetti dell‟immigrazione in ambito economico cercando di descrivere il caso dell‟Italia (nonostante non si possa slegare il fenomeno completamente dagli altri aspetti sopra elencati). In particolare nell‟ Italia (e nel sud- Europa) le migrazioni di extracomunitari provenienti da Albania, Marocco, Cina, Paesi del Medio-Oriente, dalla neo-comunitaria Romania hanno subito una accelerazione improvvisa negli ultimi anni. I dati Istat relativi a gennaio 2009 per l‟ Italia parlano di una immigrazione con un incremento del 13,4% rispetto al 2008, passando così il belpaese ad essere un paese di destinazione dopo aver vissuto una storia da paese di partenza. È per questo che il problema dell‟immigrazione ha guadagnato centralità sull‟opinione pubblica italiana, sia nel dibattito politico in merito a possibili politiche da attuare, che nelle conversazioni quotidiani, nelle quali ci si chiede: ma l‟immigrazione, economicamente parlando, giova all‟Italia? Quali sono le implicazioni sul benessere economico di un tale flusso di persone? Quali sono le conseguenze sui salari e sul tasso di disoccupazione del lavoratori autoctoni? L‟idea di fondo alla base della mia ricerca è stata quella di provare a rispondere a queste domande. 2

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Parole chiave

rimesse
extra-comunitari
produzione
occupazione
pil
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complementarietà
commercio
immigrazione
evidenze
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