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Il potere di grazia del Presidente della Repubblica

Informazioni tesi

  Autore: Ivan Piazza
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Maria Elisa D'Amico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

La presente tesi analizza il potere di grazia prima e dopo la sentenza n. 200 del 2006 della Corte Costituzionale con la quale è stata definita sia la titolarità che le modalità dell'esercizio di questo istituto. Dopo una breve analisi storica di questa clemenza dall'antichità allo Statuto Albertino, si è trattato della grazia nell'ordinamento giuridico italiano attuale (Costituzione, Codice Penale, Procedura penale, Militare e relativa dottrina). Si è dato spazio ai tentativi di modifica di questa clemenza tentati dal Parlamento tra il 2003 e il 2006. Poi si sono analizzati i pronunciamenti in tema di grazia sia dei giudici ammnistrativi che della Corte Costitituzionale pre 2006. Poi si sono approfondite l'ordinanza 354 del 2005 e la sentenza 200 del 2006, entrambe emesse della Consulta. Infine si è osservata la prassi della Presidenza Napolitano che per prima si è attenuta a quanto deciso dalla Corte, dando spazio ai numerosi dati statistici pubblicati dalla Presidenza stessa.

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5 INTRODUZIONE Dopo la storica sentenza della Corte Costituzionale ( la n. 200 del 2006 ), con la quale ha definito in modo risolutivo la titolarità di concessione della grazia, la dottrina ha per lungo tempo cessato di approfondire il tema. Solo di recente, nel novembre del 2010, durante un convegno 1 a Messina dedicato alla figura e al ruolo del Presidente della Repubblica nell'attuale fase costituzionale e politica, venne introdotto il tema relativo al potere di grazia 2 del Capo dello Stato, arricchito da numerosi dati statistici forniti dalla stessa Presidenza della Repubblica 3 . L'attenzione da parte dei media (e anche della dottrina ) a questo ritorno in scena fu minimo e poco interessato . Infatti non vennero dedicate al fatto che poche righe, peraltro molto brevi 4 . Eppure molto tempo prima, durante la XIV legislatura (tra il 2003 e il 2006) , le questioni attinenti alla grazia e, in particolare, alla titolarità del relativo potere sono state al centro dell'attenzione, coinvolgendo in aspri dibattiti una dottrina, nettamente divisa al suo interno nel definire a chi appartenesse l'ultima parola sulla concessione dell'istituto di clemenza . Infatti, nel corso di quella legislatura, da parte di un movimento trasversale ai partiti era nata la proposta di chiedere al Capo dello Stato di concedere la grazia ad Adriano Sofri e Ovidio Bompressi, condannati in modo definitivo per l'omicidio del commissario Calabresi. L'obiettivo da parte di molti politici era non solo quello di intervenire a favore dei due detenuti per via della loro difficile condizione di salute, ma era anche di usare la grazia per chiudere in modo definitivo un periodo storico, quello del terrorismo rosso, molto controverso. La spinta per tale iniziativa era stata la richiesta di clemenza, negata, presentata dalle figlie di Ovidio Bompressi. Infatti sulla strada per la concessione si frappose l'allora Ministro della Giustizia Castelli, che, respingendo l'istanza delle donne per ben due volte, suscitò la reazione negativa sia da parte di molti membri del Parlamento (e anche di molti esponenti del mondo culturale in generale ) sia della stessa Presidenza della Repubblica. L'allora Capo dello Stato Ciampi, sebbene inizialmente avesse rispettato la posizione del Guardasigilli, manifestò in seguito la volontà di concedere la grazia a Ovidio Bompressi, e invitò il Ministro Castelli a predisporre l'atto, a cui il titolare della Giustizia si oppose. Da questo diniego nacque una dura contrapposizione tra le due alte cariche dello Stato, che spinse il Parlamento, con esiti infruttuosi, a cercare di approvare progetti di legge, e anche modifiche costituzionali, per superare tale veto ministeriale. Invece nel 2006, con la citata sentenza n. 200, fu 1 Incontro studio “Evoluzione del sistema politico-istituzionale e Ruolo del Presidente della Repubblica” a Messina e a Siracusa il 19 e 20 novembre 2010 organizzato dalla Fondazione Bonino-Pulejo Messina , dalla Università di Messina e dalla Fondazione Universitaria Megara Ibleo. 2 Intervento di A.Puggiotto dell'Università di Ferrara del 19 novembre 2010. 3 Vedi Capitolo 5,p.120ss 4 Gazzetta del Sud “ Il ruolo del Presidente della Repubblica nell'evoluzione del sistema istituzionale”,p.18 del 19 novembre 2010 ; Gazzetta del Sud , “Il Presidente e le sue prerogative” p.19 del 20 novembre 2010

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