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La partecipazione dei laici al munus docendi

Questa tesi ha analizzato con un excursus storico, dottrinale, ma soprattutto giuridico l’evoluzione ed i cambiamenti in quella che è nell’ambito del diritto e della prassi ecclesiale una delle funzioni senza dubbio più importanti: la funzione di insegnare. In particolare si è analizzato come si sia sviluppata la partecipazione dei laici alla stessa. Partendo dalla definizione conciliare che indica la Chiesa come “popolo di Dio”, l’analisi si sviluppa seguendo due direttrici. La prima è l’iter storico - culturale che ha portato la comunità ecclesiale tutta a rivalutare ed a porre finalmente nella giusta luce il ruolo e la funzione del laicato senza più metterlo in “opposizione” con il clero e ciò si evince dall’attenta analisi di tutti i documenti in materia elaborati in seno alla Chiesa nell’ultimo quarantennio. Dall’altro questo lavoro, fedele all’idea che è utile ed oggi più che mai indispensabile essere attenti ai “segni dei tempi”, analizza come si è concretizzata la funzione di insegnare per le persone laiche in alcune realtà socio culturali di indubbio interesse per lo sviluppo della materia in oggetto. Le realtà del nord Europa, in particolare quella della Germania sono state oggetto di particolare approfondimento. A tutt'oggi non sono possibili elaborazioni definitive sulla materia, ma le prospettive aperte sembrano interessanti anche per la nostra realtà italiana.

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LA PARTECIPAZIONE DEI LAICI AL MUNUS DOCENDI Tesi di laurea di Clelia Del Prete Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 6/7/2000 BREVE SINTESI La Chiesa come communio è stata la grande intuizione del Concilio Vaticano II. Esso, infatti, è stato il primo concilio ecumenico che abbia avuto l’idea di trattare la tematica del laicato ed il primo che abbia inteso e definito la Chiesa tutta come “popolo di Dio”. Da tutti i documenti conciliari si evince come sia auspicabile una sempre più stretta collaborazione tra tutti i “christifideles”, anche nell’esercizio di ruoli e funzioni che, per definizione e per lungo tempo, sono stati riservati in via esclusiva ai sacerdoti. Il Vaticano II non è pervenuto ad una definizione positiva del laico: asserendo che questi non è un chierico e non è un religioso, esso ha creato una definizione che può essere validamente applicata a tutti i fedeli. Dal canto suo, il CIC/83 al canone 207 definisce laici coloro che non hanno ricevuto il sacramento dell’ordine, distinguendo poi tra laici consacrati e non. La differenza rispetto alle indicazioni conciliari è solo terminologica, vista la persistente incertezza teologica in materia e la difficoltà di definire l’indole secolare. La partecipazione dei laici al munus docendi si riallaccia alla questione della sacra potestas, che è un problema teologico – giuridico molto discusso e che non ha ancora trovato una soluzione unitaria. Si può affermare che tutti gli autori

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Clelia Del Prete Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4356 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.