Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La questione cipriota nel contesto delle Nazioni Unite

Etnicamente la popolazione cipriota è divisa in due comunità: la stragrande maggioranza (circa l'80%) di lingua greca e religione cristiano-ortodossa definita come comunità "greco-cipriota", e la restante parte (circa il 20%) di lingua turca e religione musulmana definita come comunità "turco-cipriota".
la "questione cipriota" ha alla base l'applicazione di uno dei principi cardini del diritto internazionale cioè quel principio di autodeterminazione dei popoli che trova la sua disciplina all'interno di molteplici fonti del diritto internazionale (art. 11 statuto dell'Onu 1945, art. 21 dichiarazione dei diritti dell'uomo 1948 ecc..).
per i greco-ciprioti, autodeterminazione significava raggiungimento dell'"enosis" cioè dell'unione di Cipro con la Grecia, laddove, invece, per la comunità turco-cipriota autodeterminazione coincideva con il taskim cioè la tanto aspirata unione con la Turchia.
tali diverse esigenze stanno alla base del conflitto civile protrattosi fin ai nostri giorni tra queste due comunità e al quale le nazioni unite cercano da diverso tempo di trovare una risoluzione pacifica.
sono molteplici, infatti, i tentativi apportati dagli organi internazionali per trovare una soluzione pacifica alla questione cipriota. a tal proposito e' di fondamentale importanza l'analisi del "piano Annan" che può essere considerato come uno dei tentativi più concreti posti in essere dalle n.u. per risolvere pacificamente il problema di Cipro. attualmente, il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Mon, ha aperto un canale di dialogo fra i rappresentanti delle due comunità in conflitto, Dimitris Christofias per i greco-ciprioti e Ervis Eroglu per i turco-ciprioti. la soluzione del problema di Cipro sembra ancora lontana, ma tali sviluppi fanno ben sperare per una risoluzione pacifica e definitiva di tale annosa questione.

Mostra/Nascondi contenuto.
25 CAPITOLO II CIPRO E IL PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI 2.1 L’AFFERMAZIONE DEL DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE Il principio di autodeterminazione dei popoli trova posto nell’art. 11 dello Statuto dell’ONU del 1945 nel quale si afferma l’uguaglianza dei popoli e l’autodeterminazione; viene ripreso all’art. 21 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, che sottolinea nella volontà del popolo la legittimità di ogni forma di governo, ed è quindi esplicitamente affermato nella Risoluzione 1514 del dicembre del 1960, contenente la Dichiarazione per l’indipendenza dei paesi e popoli coloniali 25 . Per la prima volta un principio diffuso nella Comunità internazionale viene qualificato come un diritto: “All people have the right to self-determination”. Ma certamente il fatto più rilevante al riguardo è costituito dall’art. 1 di ambedue i Patti delle Nazioni Unite, adottati nel 1966, l’uno sui diritti economici, sociali e culturali, l’altro sui diritti civili e politici. Per la prima volta, infatti, in un accordo internazionale, quali sono ambedue i Patti, si legge esplicitamente che tutti i popoli hanno il diritto all’autodeterminazione. Questo processo, favorevole all’affermazione di un diritto nei Patti delle Nazioni Unite testé richiamati, trova ulteriore conferma anche in sede europea nell’Atto finale della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, il cosiddetto Atto finale di Helsinki del 1975. Anche in questo testo europeo si sottolinea il diritto di tutti i popoli all’autodeterminazione e a scegliere liberamente la forma di Stato, di 25 ARANGIO RUIZ G., Autodeterminazione dei popoli (diritto alla), in Enciclopedia giuridica Treccani, vol. IV, 1988.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimo Rao Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1761 click dal 08/07/2011.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.