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Cogito ergo De Curtis

Totò: nascita di un canone di vita eterno

Tanto, infinito è il materiale bibliografico e cinematografico che ha immortalato Antonio De Curtis. A ragione, si è cominciato a parlare di un vero e proprio mito popolare, sorto spontaneamente, e mai costruito dalle grandi fabbriche dell’immaginario contemporaneo.
Tante sono le componenti che hanno preso parte alla nascita dell’attore comico Totò: all’origine vi furono gli insegnamenti di disarticolazioni del comico-clown Gustavo De Marco (meramente meccaniche) e le tante, impalpabili lezioni della humus scarpettiana: un autore, Scarpetta, da Totò ripreso in alcuni dei più celebri tra i suoi film. Sappiamo anche quanto abbia influito, sulla nascita del suo iniziale personaggio-maschera, l’omino con bombetta e uno squinternato abito di società, lo Charlot di Chaplin. In realtà Totò intuisce subito che Charlot è soltanto una delle componenti che deve entrare nel suo sistema. E perciò la minuziosa rievocazione dell’abbigliamento del suo personaggio non è una sua tarda pedanteria provinciale, ma al contrario è un’illuminante chiosa ermeneutica.
Nel sistema Totò entrarono, seppur in maniera molto flessibile, anche il Futurismo, la paradossalità pirandelliana e il Crepuscolarismo. La prima componente, quella futurista, si lega al teatro di varietà con Francesco Cangiullo, Raffaele Viviani ed altri artisti. La seconda componente si avverte attraverso le opere di Totò. La terza componente, crepuscolare, è legata alla cultura napoletana con Rocco Galdieri il quale è la maggior voce del Crepuscolarismo e creatore del genere della rivista.
Parlando dell’intero Totò lasciatoci dai suoi film, bisogna certamente prendere atto che la cronologia traccia da sé un confine oggettivo. Da un lato si trovano i sei film che vanno da Fermo con le mani (1937) a Animali pazzi (1939), San Giovanni Decollato (1940), L’allegro fantasma (1941), Due cuori fra le belve (1943), fino al Ratto delle Sabine (1945); dall’altro, i restanti ottantotto, susseguitisi, fino al 1967 che hanno evidenziato ed affermato il mito Totò, il nuovo canone di vita eterno.
Lo scopo del seguente lavoro è quello di scoprire il vero Totò, di catturare l’essenza del personaggio, di scavare nei meandri della sua coscienza e del suo straordinario valore artistico, divenuto negli anni un canone, ossia un valore inestimabile che riusciamo a cogliere facilmente nella vita di tutti i giorni. Quella del Principe è una vera e propria rivoluzione artistica e sociale, avvenuta in un periodo storico fondamentale per il nostro paese.
Nel momento in cui l’artista neorealista aveva il compito di trasmettere con assoluta veridicità gli orrori ma soprattutto le conseguenze del secondo conflitto mondiale, Totò ha saputo non solo trasmettere tutto ciò con carisma e irripetibile bravura ma anche promuovere uno stile di vista nuovo, a tratti innovativo, rispettoso e divertente, malleabile e fermo nello stesso tempo, spensierato e preoccupato nelle situazioni difficili, serio e comico negli eventi, protagonista o passivo delle forze sociali superiori.
Questo è il Totò che ha rivoluzionato la nostra società e l’ha costretta ad adattarsi benevolmente al suo modus vivendi, ai suoi gesti, alle sue azioni, ai suoi pensieri e alle sue idee.

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14 Encomio del Principe di Vincenzo Peluso. Il tempo trascorre inevitabilmente offuscando il passato, ma non può cancellare i facta di personaggi unici, originali che hanno lasciato un segno nella storia. Anche se molti principi hanno dato un senso al nostro mondo, il nostro Principe della risata Antonio de Curtis, in arte Totò, ha dominato in modo equanime e sarà sempre ricordato in “aeternitate vitae”. L‟uomo che ha trasmesso messaggi importanti tramite il teatro, il cinema e la televisione, annotazioni di vita quasi fossero profezie. Si è fatto portatore di insegnamenti di vita morali ed immortali in modo modesto ed elegantemente sottomesso alle sfere politiche sociali apparentemente più forti, ma la sua volontà di fare ridere in situazioni drammatiche ha distratto il popolo dalla situazione deprecabile. Totò, il ragazzo cresciuto nel rione Sanità di Napoli, il quale nonostante il successo ottenuto dopo sacrifici e dure prove, continuava a difendere le classi inferiori, povere, disadattate, anche quando veniva scacciato dai teatri non perdeva il suo entusiasmo e la comicità brillava di luce incandescente. La società muta, il tempo passa, il sistema sociale politico subisce continuamente metamorfosi, ma i capolavori di Totò vengono trasmessi indicando il suo insegnamento importante dal punto di vista del rispetto e dell‟educazione. Ancor oggi egli è riuscito a riproporre sui palcoscenici italiani la stessa stabilità e disciplina comica tanto forte del Principe, dotato di una ricca mimica ed espressività, riuscita a far ridere con semplici, ma dirette battute. Il mio tentativo è stato quello di trasmettere il profondo affetto, la

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Ornella Di Russo Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.