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New York stories. La Grande Mela nei film di Scorsese.

Il presente lavoro si propone di trattare alcune opere cinematografiche del regista italoamericano Martin Scorsese dal punto di vista delle trasformazioni che hanno interessato New York, la metropoli per eccellenza, dall’inizio del XIX secolo ad oggi.
Si prende in esame, in primo luogo, il concetto stesso di metropoli, in particolar modo considerando l’impatto che essa ha avuto per le scienze sociali a partire dal XX secolo, alla luce della sua grande espansione e dell’influenza esercitata sui nuovi inurbati. È necessario, a questo punto, ricordare l’importanza che riveste la città americana nello scenario produttivo, oltre che immaginifico, in qualità di secondo polo dell’industria cinematografica statunitense, dopo Hollywood. In questo senso sono trattati brevemente alcuni film, filtrati per generi (il musical, la commedia rosa) e tematiche (i conflitti interrazziali, l’identità degli abitanti) nei quali New York assume il ruolo di protagonista.
La seconda parte è incentrata sulla biografia di Scorsese e ripercorre la sua vita dall’infanzia nel quartiere newyorkese di Little Italy, diviso tra la vocazione ecclesiastica e la formazione cinematografica, fino alla maturità come regista e autore di primo livello.
L’ultima parte, infine, verte sull’analisi di alcuni dei suoi film più significativi dai quali emerge una particolare rappresentazione della metropoli. Le opere su cui ci si concentra ritraggono l’evoluzione di New York negli ultimi due secoli: dalla ricerca di un’identità cadenzata dalle rivolte degli irlandesi contro i nativi (Gangs of New York), alla città osservata dal punto di vista dell’aristocrazia (L’età dell’innocenza), passando attraverso la Little Italy vissuta dallo stesso Scorsese (Mean streets), o la Soho degli anni ’80 (Fuori orario), fino ai giorni nostri, in cui il racconto della città è filtrato dalla acuta disperazione di un paramedico e dai continui e frenetici spostamenti di un’ambulanza (Al di là della vita).

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5 Introduzione Dissolvenza su un totale di grattacieli e ponti: è così che iniziano centinaia di film ambientati a New York. La grande metropoli americana, infatti, si è da sempre distinta dalle altre città per alcuni aspetti peculiari, come il melting pot di razze e culture o la vitalità brulicante dei suoi marciapiedi, che l’hanno resa unica. New York è stata anche una delle prime metropoli ad essere studiata in quanto tale da parte di intellettuali e socio- logi, nonché rappresentata in ogni forma di arte e, in particolar modo, al cinema. L’obiettivo del lavoro è quello di indagare, nella prima parte, il modo in cui la sociologia si è approcciata al discorso sulla me- tropoli sin dalla fine del XIX secolo. A partire dalla nascita del mezzo cinematografico, si prende in considerazione il modo in cui molti registi hanno tracciato i loro personali percorsi dello sguardo nel tentativo di raccontare le mille luci di questo pae- saggio urbano. Nella seconda parte, quindi, ci si concentra sulla vita e lo stile di Martin Scorsese. Il regista italoamericano, uno dei più im- portanti del cinema contemporaneo, nato e vissuto da sempre a New York, ha saputo intrecciare nei suoi film l’esperienza bio- grafica alle storie mostrate sullo schermo, filtrandole attraverso

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Elvira Fiore Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2195 click dal 11/07/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.