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Analisi di alcune Keywords del linguaggio giuridico nella ''Convention on the Rights of the Child''

Questo lavoro è mirato ad introdurre alcuni strumenti teorici essenziali del linguaggio specialistico con riferimento a:
• gli studi linguistici eseguiti dalla Scuola di Praga, che portarono alla nascita dell’espressione lingua speciale;
• il convegno organizzato dal British Council nel 1968 dal titolo “Languages for Special Purposes”, da cui nacque l’acronimo LSP (che, inizialmente, stava per Language for Special Purposes e successivamente per Language for Specific Purposes) del linguaggio specialistico;
per poi affrontare alcuni degli aspetti più tipici dell’LSP in genere, tra cui la chiarezza, la precisione, la trasparenza, la sinteticità e la monoreferenzialità.
Il linguista Trosborg, al fine di evitare possibili ambiguità, distingue tra l’espressione di linguaggio legale, in riferimento al discorso giuridico in genere, e l’espressione di linguaggio del diritto, per riferirsi ad un’area specifica del linguaggio giuridico, ovvero a quei testi di linguaggio appartenenti all’asse diamesico dello scritto, in cui emerge l’idea di un’ “autorità parlante”, ad esempio, un giudice nell’atto di emettere una sentenza .
Inoltre, Šarčević, nel suo Legal Translation: Preparation for Accession to the European Union, opera un’ulteriore distinzione tra la funzione prescrittiva e quella descrittiva del linguaggio giuridico.
L’iter di questo lavoro prosegue con la definizione che lo stesso Šarčević dà di “convenzione”, che è definita come un “testo giuridico o strumento normativo la cui funzione principale è prescrittiva”.
Infatti, sarà the Convention on the Rights of the Child, 1989 (La Convenzione sui diritti del fanciullo, 1989) il testo giuridico su cui si baserà l’analisi grammaticale, lessicale e morfosintattica del testo e l’analisi terminologica delle “keywords” principali.
Dopo aver analizzato le caratteristiche principali dei testi prescrittivi del linguaggio giuridico - termini ed espressioni arcaiche; vocaboli stranieri, specialmente di origine latina ; la ridondanza; la sintassi passiva; la coerenza formale e sostanziale; la nominalizzazione; lo stile impersonale di scrittura (Maley 1985:25) – si passerà all’analisi terminologico-lessicale delle “keywords”, dapprima all’interno del preambolo e successivamente in alcuni degli articoli della Convenzione suddetta.

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8 CAPITOLO I IL LINGUAGGIO GIURIDICO COME LINGUAGGIO SPECIALISTICO Il capitolo si apre con una breve introduzione sulla nascita dell‟espressione lingua speciale, per poi passare alla definizione del linguaggio giuridico come linguaggio specialistico. Fu a partire dagli anni Venti e Trenta che gli studiosi della Scuola di Praga iniziarono a focalizzare il loro interesse sul cosiddetto “stile funzionale” 15 della lingua della scienza e della tecnica 16 , in cui la lingua specialistica veniva considerata di livello inferiore e separata dalla lingua comune. Tale considerazione portò gli studiosi a indagare e scoprire le differenze tra la lingua comune e le lingue speciali, di cui si sarebbe giunti ad una vera e propria definizione nel 1994 con Cortellazzo : Per lingua speciale 17 si intende una varietà funzionale di una lingua naturale, dipendente da un settore di conoscenze o da una sfera di attività specialistici, utilizzata, nella sua interezza, da un gruppo di parlanti più ristretto della totalità dei parlanti la lingua di cui quella speciale è una varietà, per soddisfare i bisogni comunicativi (in primo luogo quelli referenziali) di quel settore specialistico. 18 Una definizione, dunque, diversa da quella data alla stessa espressione da Gotti, secondo cui la denominazione di lingue speciali sarebbe riservata a 15 Gotti M., I linguaggi specialistici: caratteristiche linguistiche e criteri pragmatici, Scandicci, La Nuova Italia, 1991. 16 Fried V., (a cura di), The Prague School of Linguistics and Language Teaching, Oxford, Oxford University Press, 1972. 17 Per quanto riguarda in particolare le lingue speciali, le variazioni di registro sono dovute a variazioni di tutte e tre le sue componenti: il campo (field, la natura dell‟attività sociale che viene svolta), il tenore (tenor, il rapporto tra i partecipanti e l‟intenzione comunicativa) e il modo (mode, il ruolo della lingua e il canale attraverso il quale si realizza la comunicazione). In Scarpa F., La traduzione specializzata - Lingue speciali e mediazione linguistica, Hoepli editore, Milano, 2001, pag. 9. 18 Cortellazzo M., Lingue speciali. La dimensione verticale. Padova, Unipress, 1994, pag. 8.

Tesi di Master

Autore: Tiziana Dell'Olio Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

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