Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'attacco di Bratz a Barbie nel mercato di massa ed il fenomeno My Doll nel mercato di nicchia. Errori di posizionamento e nuove tendenze.

Sebbene nell’immaginario collettivo argomenti collegati al mondo delle bambole mal si accostano alla sfera maschile, vivi sono ancora in me gli esempi utilizzati dal Prof. Ing. Riccardo Lanzara, nonché relatore della seguente tesi, durante le Sue lezioni di Economia e Gestione delle Imprese lo scorso anno, con cui cercava di far capire a noi studenti l’importanza di un posizionamento chiaro e ben definito. Fra questi uno in particolare destò la mia attenzione in modo maggiore ovvero quello inerente all’attacco, da parte delle bambole Bratz, alla reginetta della moda Barbie. La curiosità di approfondire il tema non tardò ad arrivare, supportata inoltre da ulteriori esempi didattici, ricevuti in altri corsi di marketing, riguardanti sempre il mondo delle bambole, tra cui il caso del localissimo marchio MyDoll, fino a prima a me sconosciuto. Come il fatidico momento della laurea si avvicinava, subito fu in me chiaro che gli argomenti che avrei voluto trattare sarebbero stati, con riguardo al mercato globale, l’errata strategia di posizionamento implementata da Barbie e, con riguardo al mercato di nicchia, il fenomeno My Doll; e così è stato.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di approfondire argomenti noti alla maggioranza degli studenti di Economia, nel caso di specie il posizionamento e le strategie di internazionalizzazione, attraverso l’utilizzo di due casi pratici poco studiati, con la speranza sincera di far comprendere come scelte poco oculate e poco razionali possano creare danni enormi anche a imprese e brand, leader a livello mondiale.
Nel primo capitolo andremo brevemente a ripercorrere le tappe fondamentali che hanno caratterizzato la nascita di Barbie, bambola che sin dalla sua origine suscitò approvazione e malcontento ma che comunque è riuscita nel tempo ad entrare nel cuore delle più piccole e non solo.
Nel secondo capitolo invece entreremo nel vivo della tesi, passando in rassegna i motivi alla base del successo o insuccesso di Barbie in alcuni Paesi. Il capitolo infatti, composto di due paragrafi dedicati ai top e ai flop, dopo una breve introduzione alla tematica dell’internazionalizzazione, tratterà rispettivamente del successo di Barbie in Europa, Asia e Giappone, e concludendo infine con gli ostacoli sopravvenuti nei Paesi Medio Orientali ed in Cina.
Nel terzo capitolo sarà approfondito il caso della scalata al successo da parte delle fashion dolls Bratz ai danni di una sempre più malconcia Barbie. Capiremo che alla base della caduta di quest’ultima vi fu proprio un errore di posizionamento che non rendeva il sistema di prodotto coerente agli occhi del mercato.
Nel quarto capitolo, infine, analizzeremo nella sua globalità il fenomeno della bambola che, come personalmente amo definire, “nuota controcorrente”. Sicuramente vi saranno definizioni migliori di questa, però a me è sembrata la più giusta per una bambola che, come vedremo, in un mondo sempre più dinamico e globalizzato, cerca di mantenere vivi ed intatti gli autentici valori di una volta, trasmettendo quell’amore e quella dolcezza che un pezzo di plastica non può, e mai potrà, in alcun modo trasmettere.
Nella conclusione verranno ripercorsi brevemente gli argomenti trattati, con l’aggiunta di opinioni personali e riflessioni sul come tali fenomeni analizzati potranno in qualche modo evolversi.

Mostra/Nascondi contenuto.
~ 3 ~ INTRODUZIONE Sebbene nell‟immaginario collettivo argomenti collegati al mondo delle bambole mal si accostano alla sfera maschile, vivi sono ancora in me gli esempi utilizzati dal Prof. Ing. Riccardo Lanzara, nonché relatore della seguente tesi, durante le Sue lezioni di Economia e Gestione delle Imprese lo scorso anno, con cui cercava di far capire a noi studenti l‟importanza di un posizionamento chiaro e ben definito. Fra questi uno in particolare destò la mia attenzione in modo maggiore ovvero quello inerente all‟attacco, da parte delle bambole Bratz, alla reginetta della moda Barbie. La curiosità di approfondire il tema non tardò ad arrivare, supportata inoltre da ulteriori esempi didattici, ricevuti in altri corsi di marketing, riguardanti sempre il mondo delle bambole, tra cui il caso del localissimo marchio MyDoll, fino a prima a me sconosciuto. Come il fatidico momento della laurea si avvicinava, subito fu in me chiaro che gli argomenti che avrei voluto trattare sarebbero stati, con riguardo al mercato globale, l‟errata strategia di posizionamento implementata da Barbie e, con riguardo al mercato di nicchia, il fenomeno My Doll; e così è stato. L‟obiettivo di questo lavoro è quello di approfondire argomenti noti alla maggioranza degli studenti di Economia, nel caso di specie il posizionamento e le strategie di internazionalizzazione, attraverso l‟utilizzo di due casi pratici poco studiati, con la speranza sincera di far comprendere come scelte poco oculate e poco razionali possano creare danni enormi anche a imprese e brand, leader a livello mondiale. Nel primo capitolo andremo brevemente a ripercorrere le tappe fondamentali che hanno caratterizzato la nascita di Barbie, bambola che sin dalla sua origine suscitò approvazione e malcontento ma che comunque è riuscita nel tempo ad entrare nel cuore delle più piccole e non solo.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Gianluca Vincenti Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 687 click dal 13/07/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.