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I dipinti murali di S. Benedetto in Piscinula a Roma

La piccola chiesa di S. Benedetto in Piscinula, situata a Roma nel quartiere Trastevere, presenta ancora tracce di due distinte campagne decorative.
Questo lavoro si propone di illustrarle, ponendo l'accento sulle pitture murali del XII secolo come esempio di arte che ha recepito le indicazioni della Riforma Gregoriana.
Il primo capitolo fornisce una panoramica dell'arte a Roma tra la fine dell'XI secolo e la metà del XIII.
Il secondo capitolo mostra gli avvenimenti storici che hanno interessato la chiesa di S. Benedetto in Piscinula e la descrizione dell'edificio.
Il terzo capitolo illustra, tramite schede, le pitture murali medievali.
Il quarto capitolo pone l'attenzione sul tema del Giudizio Universale e sulla sua rappresentazione in S. Benedetto in Piscinula.

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9 Capitolo I La pittura a Roma e nel Lazio dall’XI alla metà del XIII secolo Lo scenario politico della Roma degli inizi dell‟XI secolo mostra una città dominata dalla famiglia dei Crescenzi, soppiantati nel 1012 dai Conti di Tuscolo, che per circa un secolo condizionò le elezioni papali facendo salire al soglio pontificio i propri esponenti. Verso la fine del X secolo l‟imperatore salico Ottone III, con l‟intento di portare ordine nella città fiaccata dalle rivolte promosse dal patricius Giovanni Crescenzi, decise di stabilirsi a Roma, per dar vita al sogno di ricostituire un nuovo impero romano 1 . Nella realizzazione dell‟ambizioso progetto, l‟imperatore fu affiancato da uno dei maggiori intellettuali del Medioevo, Gerberto d‟Aurillac, poi divenuto papa col nome di Silvestro II 2 . Intorno all‟anno 936 si diffuse in città il movimento riformatore promosso da Oddone di Cluny, fautore del ripristino della moralità e dei valori della Chiesa compromessi dai 1 Il 21 maggio del 996 Ottone III venne incoronato imperatore in San Pietro. L‟imperatore sognava di realizzare una renovatio imperii con Roma come sede del potere imperiale e della Chiesa, per creare una concordia fra potere civile e religioso. Cfr. R. Krautheimer, Roma. Profilo di una città, 312-1308, Roma 1981, pp. 179-183; F. Marazzi, Aristocrazia e società (secoli VI-XI), in A. Vauchez (a cura di) «Roma medievale», Roma-Bari 2001, pp. 64-69; 2 Gerberto d‟Aurillac scelse il nome di Silvestro per consolidare il forte legame con l'Imperatore Ottone III, del quale fu precettore e maestro. L'imperatore Ottone considerava se stesso un secondo Costantino e così, di riflesso, Gerberto prese il nome del pontefice Silvestro I (314-335), che all'epoca aveva guarito Costantino dalla lebbra e al quale le antiche leggende attribuivano il merito di aver convertito al cristianesimo l‟imperatore. Cfr. A. Barbero, C. Frugoni, Medioevo. Storia di voci, racconto di immagini, Roma-Bari, 1999, pp. 115-118; P. Supino Martini, Società e cultura scritta, in A. Vauchez (a cura di) «Roma medievale», Roma-Bari 2001 pp. 253-254.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Pamela D'andrea Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1517 click dal 20/07/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.