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Valutazione ambientale strategica del piano regolatore portuale di Cagliari

La tesi tratta la valutazione ambientale strategica del Piano Regolatore Portuale (PRP) di Cagliari, in riferimento alla parte del PRP che si occupa delle aree da destinare al turismo da diporto.
In particolare si concentra sulla modalità di redazione del rapporto ambientale,che costituisce la parte fondamentale della Vas.
La prima parte è un'analisi di tipo economico incentrata sulla situazione economica di Cagliari e sul settore del turismo da diporto (con particolare riferimento alle ripercussioni economiche di tale settore).
Segue una analisi della normativa di riferimento per la definizione di una procedura di VAS, a partire dalla direttiva europea, 42 del 2001 fino alla normativa italiana per poi arrivare alla normativa regionale sarda.
In base ai riferimenti normativi di cui sopra, nel capitolo 3 viene delinato il rapporto ambientale vero e proprio, che parte dalla definizione degli obiettivi, estratti dei vari strumenti di pianificazione regionale,prosegue con l' analisi delle componenti ambientali (paesaggio, aria, acqua,suolo e sottosuolo...) e porta alla redazione di schede di sintesi per ogni componente ambientale (ogni scheda di sintesi riporta gli indicatori che meglio descrivono e sintetizzano lo stato di fatto di quella particolare componente ambientale); in seguito viene effettuata l'analisi SWOT e la definizione di tutti gli obiettivi di piano in base ad una procedura che prima raccoglie tutti gli obiettivi dei vari strumenti di pianificazione e poi estrapola un sottogruppo di obiettivi, detti di "piano", in seguito ad'una procedura di selezione;a tali obiettivi sono successivamente associate le rispettive azioni.
Nell' ultimo capitolo viene effettuato un confronto tra il piano oggetto di tesi e il PRP vigente, sulla base di un'analisi multicriteria (effettuata con il metodo A.H.P. di Saaty);si tratta di un sistema analitico che, sulla base di un certo numero di criteri, stabilisce quale tra i due piani oggetto di valutazione sia preferibile.

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5 Il presente lavoro si propone di elaborare una valutazione ambientale strategica con l’obiettivo di individuare le linee guida per una gestione ottimale del turismo diportistico nel contesto della città di Cagliari. Lo studio si pone l’obiettivo di stabilire l’eventualità di un ampliamento del numero di posti barca del capoluogo destinati al turismo diportistico, al fine di poter gestire in maniera ottimale la crescita della domanda alla quale ha assistito il settore della nautica da diporto negli ultimi anni. Il motivo che spinge verso la scelta di un contesto cittadino anziché di un piccolo centro turistico è per lo più legato a ragioni di tipo economico ed ambientale. Si pensa infatti che sotto l’aspetto economico si possano trarre maggiori benefici inserendo la struttura portuale di cui sopra in un contesto urbano, il quale, già dotato di infrastrutture strettamente legate all’ accoglienza e allo svago del diportista, possa in tal modo instaurare un flusso netto di introiti distribuito tra tutti i soggetti, pubblici e privati, che offrono dei servizi alle utenze turistiche; viceversa si può constatare che l’inserimento del suddetto porticciolo in una realtà meno attrezzata dal punto di vista ricettivo (e di fatto pochi comuni possono competere con il capoluogo regionale per quanto concerne l’ampio ventaglio di servizi offerti al cittadino sia esso un turista o un residente) apporterà sì dei benefici economici al comune in questione, ma saranno inesorabilmente legati al porto stesso (costi di “vendita” o di “transito” dei posti barca) e a servizi di tipo alberghiero-ristorativo, mancando infatti gli ampi spazi turistico-ricettivi e commerciali di cui può disporre il capoluogo. Dal punto di vista ambientale si intende invece perseguire l’idea di privilegiare l’individuazione di un contesto urbano in quanto, essendo questo fortemente antropizzato, l’inserimento di un’ulteriore struttura portuale non arreca danni all’ecosistema marino di entità paragonabile a quelli provocati dall’inserimento della stessa struttura in una costa poco o nulla antropizzata. Preme inoltre sottolineare che in Sardegna, fin dalle origini del fenomeno turistico, la risposta che le amministrazioni comunali hanno saputo dare nei confronti dei crescenti flussi turistici è stata meramente quantitativa. Si è impostata una forte politica delle seconde case, orientata verso l’accoglimento del maggior numero possibile di turisti, con conseguente impoverimento delle risorse ambientali e paesaggistiche del territorio sardo, a causa della cementificazione dei litorali. Questo tipo di politica era peraltro giustificabile in un primo momento di sviluppo del settore turistico, quando le infrastrutture di cui disponevano i comuni costieri erano del tutto inadeguate per la gestione della crescente domanda di case, posti letto, viabilità e servizi ricettivi di vario genere. Ma non si può protrarre questo modello a tempo indeterminato se non si vogliono danneggiare inesorabilmente quelle stesse risorse che sono alla base dello sviluppo turistico in Sardegna. Senza voler essere integralisti in senso opposto (ossia proibendo ogni ulteriore edificazione in ambito costiero) si può indicare la via della qualità quale principio ispiratore dello sviluppo turistico; all’ atto pratico bisogna sostenere uno sviluppo del

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Gavino Mele Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1142 click dal 11/07/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.