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Le politiche abitative e il caso della Provincia Autonoma di Trento

Il fenomeno del disagio abitativo è un problema al quale economisti, urbanisti, giuristi e politici hanno dedicato più di un secolo di indagini. Il tentativo è stato spesso quello di indagare le logiche che regolano il mercato residenziale, al fine di porre in essere gli interventi necessari alla risoluzione delle problematiche ad esso associate. Ad oggi, il dibattito in merito risulta essere quanto mai attuale anche a causa dell'acuirsi di nuove forme di povertà, come conseguenza della crisi economico-finanziaria globale. Negli ultimi anni sono aumentati i nuclei famigliari che manifestano disagio associato alla loro condizione abitativa. Tale disagio può concretizzarsi in una molteplicità di situazioni. Si pensi, a titolo di esempio, alla giovane coppia che deve ritardare la costituzione di un nuovo nucleo famigliare, oppure alle famiglie che sono costrette a utilizzare la maggior parte del proprio reddito per far fronte alle spese d'affitto, o ancora a quelle persone che, pur avendo acquistato casa, si trovano ora in una condizione di difficoltà a causa del mutamento delle condizioni e delle aspettative associate all'acquisto di un’abitazione. A quanto descritto si affiancano inoltre le classiche espressioni del disagio abitativo riconducibili alla mancanza o all’inadeguatezza dell’abitazione.
Per fronteggiare problemi di questo tipo il policy maker ha, nel corso del secolo passato, posto in essere una serie di strategie estremamente difformi fra loro. Spesso però, la letteratura ha giudicato l'operato del pubblico con estrema criticità, visti i risultati prodotti che talvolta, hanno sortito effetti opposti a quelli preventivati. Non v'è dubbio che il settore pubblico abbia investito negli anni passati ingenti risorse, però questi sforzi economici non hanno raggiunto livelli di efficacia, efficienza ed equità accettabili, come conseguenza di una visione poco chiara delle dinamiche sottostanti al mercato residenziale.
Nel corso della nostra analisi indagheremo le logiche che caratterizzano tale mercato, ponendo particolare attenzione a quello italiano, mostrandone le peculiarità e gli aspetti maggiormente significativi. Tale lavoro sarà propedeutico per la successiva identificazione delle forme e dell'intensità assunta da quello che la letteratura definisce il “disagio abitativo”. Il termine si riferisce tanto alle difficoltà collegate al reperimento sui mercati di un alloggio adeguato, quanto al crescente livello di insostenibilità dei costi associati al mantenimento di un'abitazione.
Fatto ciò, ripercorreremo con spirito critico le politiche intraprese nel tempo in tema di social housing, inteso nella sua accezione più ampia, al fine di valutare gli obiettivi da queste effettivamente raggiunti.
Completata questa prima parte del nostro lavoro, restringeremo il punto d'osservazione, rivolgendo l'attenzione al mercato residenziale della Provincia di Trento. Proveremo a ripercorrere con spirito critico le scelte operate in ambito provinciale dal policy maker, inerenti il tema dell'housing e del social housing, così da confrontare tali scelte con quelle effettuate a livello nazionale. Non vi sono dubbi su come all'autonomia di cui dispone la nostra Provincia sia corrisposta, negli anni, una maggiore disponibilità di risorse e di strumenti a disposizione dei pubblici poteri. Tali strumenti, talvolta difformi rispetto a quelli nazionali, si pongono alla base dei risultati ottenuti sul nostro territorio, delle differenze esistenti fra il patrimonio provinciale di edilizia residenziale pubblica creato, del modo in cui questo è stato gestito e delle differenti forme attraverso cui si declina il disagio abitativo.
Dopo aver analizzato le diverse strategie utilizzate nel corso del tempo e i risultati che da queste sono scaturiti, il fine ultimo del nostro lavoro diverrà quello di suggerire linee di intervento che, potrebbero portare a un miglioramento dell'operato della Provincia, in termini efficacia e di efficienza dei correttivi posti in essere.
Non v'è, infatti, dubbio che il fenomeno del disagio abitativo sia ad oggi una realtà estremamente attuale anche nella Provincia di Trento, nonostante l'elevato impegno profuso per soddisfare tali bisogni.
In aggiunta a ciò, l'incertezza che caratterizza il contesto economico nazionale e internazionale spinge il settore pubblico a razionalizzare sempre più il proprio operato.
Alla luce di tali condizioni risulta essere quanto mai stringente l'esigenza di ricalibrare le linee di intervento, sulla base dei risultati raggiunti in passato e, nel contempo, sulla base delle evidenze che caratterizzano oggi il mercato residenziale trentino.

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CAPITOLO I IL MERCATO DELLE ABITAZIONI 1.1) Il mercato residenziale perfetto Prima di addentrarci nella disamina dei numerosi interventi diretti e indiretti del settore pubblico nel mercato delle abitazioni, dedicheremo una parte del nostro lavoro all'analisi di alcuni aspetti fondamentali che caratterizzano il mercato degli immobili residenziali in Italia. Per giudicare l'effetto di ogni decisione inerente tale ambito è necessario chiarire alcune peculiarità tipiche di questo mercato. In primo luogo illustreremo le ipotesi che stanno alla base del mercato perfetto. Fatto ciò valuteremo se a tale forma di mercato possa essere ricondotto quello delle abitazioni in Italia. Indagheremo, successivamente, quali sono gli elementi che caratterizzano domanda e offerta di abitazioni, per poi riassumere quanto trattato in un paragrafo che illustrerà il comportamento del mercato reale. Iniziamo quindi col definire un mercato perfetto. Esso è quel mercato astratto e teorico nel quale vengono rispettate le seguenti caratteristiche: • la piena trasparenza del mercato con la possibilità per tutti gli operatori di accedere alle stesse informazioni istantaneamente e senza sostenere alcun costo; • l'impossibilità del singolo operatore di influenzare i prezzi operando come price-taker . Affinché tale condizione sia rispettata è necessario che vi sia sufficiente atomizzazione degli attori operanti tanto dal lato della domanda, quanto dal lato dell'offerta; • l'assenza di costi di transazione; • l’o mogeneità dei beni scambiati; • l’assenza di intese fra gli operatori; • l’assenza di esternalità; • l’assenza di beni pubblici. La teoria economica sostiene che un mercato perfetto garantisce contemporaneamente il raggiungimento di una situazione allocativa ottimale, tanto sul piano individuale, quanto sul piano sociale. Infatti, secondo Losa: “ La mano invisibile fa sì che il comportamento egoistico, 13

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Fia Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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