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La rappresentanza degli interessi settoriali nel processo d’integrazione europea: le lobby agricole italiane e la riforma dell’organizzazione comune del mercato vitivinicolo

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Bruno
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Studi Europei
  Relatore: Paolo Caraffini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

La tesi si articola in quattro capitoli. Il primo e il secondo capitolo affrontano le questioni agricole comunitarie, gettando le fondamenta per la comprensione del sistema agricolo europeo, con particolare attenzione all’OCM vino.
Il primo capitolo si concentra sull’evoluzione della Politica agricola comune (PAC), mentre il secondo delinea la struttura del mercato vitivinicolo a livello mondiale, europeo ed italiano, analizzando attentamente la struttura dell’OCM vino alla luce del nuovo regolamento. L’obiettivo è quello di fornire un quadro generale del settore e delle politiche europee e italiane per l’analisi dello studio di caso.
Il terzo capitolo analizza la teoria della rappresentanza degli interessi e l’associazionismo agricolo in Europa. Attraverso la teoria dei gruppi d’interesse, dell’azione collettiva e delle strategie d’influenza e d’opportunità politica, si tenta di dare una definizione generale dell’azione di lobby.
In seguito ci si concentra sulla rappresentanza degli interessi a livello europeo, mettendo in luce le diverse vie d’accesso alle istituzioni.
Nell’ultima parte si descrive il sistema neocorporativo della rappresentanza agricola europea, in particolare analizzando la rappresentanza degli interessi settoriali con il Comité européen des entreprises vins (CEEV).
L’ultima parte della tesi esamina il ruolo delle organizzazioni agricole italiane nel processo di riforma OCM vino, alla luce degli strumenti e delle analisi di settore sviluppati nei capitoli precedenti.
Lo studio si sviluppa attraverso una serie di chiavi interpretative: la posizione degli attori nei confronti di aspetti specifici della riforma, il livello di collaborazione istituzionale, i legami internazionali, l’accesso e l’influenza nei confronti delle istituzioni comunitarie, il coinvolgimento dell’opinione pubblica e la struttura lobbistica dell’organizzazione. I risultati presentati in questo lavoro sono in larga parte il frutto di un’analisi condotta attraverso l’esame di documenti formali e informali, e attraverso una serie di interviste con attori provenienti da CIA, Coldiretti, Confagricoltura, CEEV e Ministero delle Politiche agricole e forestali italiano (MIPAF). Le conclusioni avanzeranno una chiave interpretativa dei risultati ottenuti, sia in merito al grado d’influenza sia alla capacità di azione a livello comunitario da parte delle associazioni professionali agricole italiane nell’ambito del settore vitivinicolo.

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6 INTRODUZIONE In ogni sistema democratico la partecipazione della società civile alla vita pubblica è espressione della democraticità del sistema. La costituzione in partiti politici non è mai stata la sola forma attraverso la quale la società si organizza al fine di prendere parte alla cosa pubblica. La società civile, come osservava già Tocqueville nel XIX sec., si organizza e si struttura in associazioni o gruppi, con il compito di rappresentare una parte degli interessi della società stessa di fronte ai poteri politici, di cui lo Stato è l’espressione piø alta 1 . Infatti, negli USA, per supplire alla mancanza di un collegamento tra partiti politici e collettività, si costruisce una società fondata su una moltitudine di gruppi d’interesse, che democratizzano il sistema, rendendo possibile l’accesso a tutti. Alla nascita della Comunità europea, il deficit democratico presente permise lo sviluppo di una struttura di gruppi d’interesse attratti dalle potenzialità che la Comunità poteva loro offrire. Lo spazio dell’azione pubblica, che prima si organizzava all’interno dei confini nazionali, dopo i Trattati di Roma si spostò a Bruxelles, divenuta arena di discussioni legislative con forte impatto sulle legislazioni nazionali. L’integrazione europea è stata motore della mobilitazione degli interessi che da nazionali sono divenuti europei, alimentando a loro volta l’integrazione stessa nei settori in cui la Comunità aveva competenze esclusive e/o concorrenti. In questo quadro, la politica agricola, come prima politica integrata a livello comunitario, offre un importante spunto di riflessione. Le istanze agricole sono state le prime a riorganizzare la propria struttura d’interesse a livello comunitario, costituendo il COPA-COGECA (Comitato delle organizzazioni 1 Alexis de Tocqueville, La democrazia in America , a cura di Giorgio Candeloro Milano, Rizzoli, 1989.

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