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Le politiche di dismissione dei fondi immobiliari quotati alla luce della recente normativa sulle operazioni con parti correlate.

Informazioni tesi

  Autore: Xhulieta Ibra
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Massimo Spisni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

L’analisi empirica proposta nella trattazione è stata eseguita esclusivamente sui fondi immobiliari retail le cui quote sono ammesse alla negoziazione presso Borsa Italiana nel segmento MTF (Mercato Telematico dei Fondi). Il punto di partenza del lavoro è il divario (sconto) esistente tra il prezzo cui le quote dei fondi sono negoziate sul mercato telematico e il valore contabile delle stesse in termini di NAV. Tale divario è argomento di studio che ha generato un’ampia attività di ricerca diramata verso numerose direzioni. La presente trattazione si propone di studiare una nuova causa dello sconto sul NAV: la conclusione di compravendite immobiliari con parti correlate. In particolare, l’indagine è diretta all’individuazione di possibili relazioni tra lo sconto e le dismissioni immobiliari concluse in conflitto d’interesse, alla luce della recente normativa sulle operazioni con parti correlate. La ricerca vuole comprendere se il compimento di tali operazioni può essere o meno una variabile in grado di spiegare, anche parzialmente, la quotazione a sconto dei fondi immobiliari italiani.

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10 INTRODUZIONE Le famiglie, le imprese e gli investitori istituzionali hanno da sempre dedicato all‟investimento immobiliare una parte importante delle proprie risorse finanziarie. D‟altra parte, l‟acquisto diretto di asset sul mercato immobiliare presenta alcuni inevitabili svantaggi: l‟elevato valore unitario delle attività, che rende difficile la diversificazione dei portafogli immobiliari a causa della necessità di disporre di risorse ingenti di capitale; la natura a medio lungo termine degli impieghi, che comporta una bassa liquidità e gli alti costi di transazione, che non rendono vantaggiosa la negoziazione frequente delle attività. I limiti appena citati possono essere superati solo attraverso investimenti indiretti, ricorrendo a specifici strumenti presenti sul mercato immobiliare, come i fondi immobiliari e i REITs. In Italia, fino alla prima metà degli anni novanta, la società immobiliare rappresenta il soggetto giuridico di riferimento per l‟investimento nel comparto immobiliare. Le riforme normative susseguitesi dalla seconda metà degli anni novanta consentono la nascita di nuovi strumenti di finanza immobiliare: prima i fondi comuni di investimento immobiliare, poi le società d‟investimento immobiliare quotate (SIIQ). L‟introduzione dei fondi immobiliari quotati nel sistema finanziario italiano (1994) dà il via al processo di finanziarizzazione del comparto immobiliare, offrendo agli investitori uno strumento d‟investimento innovativo che permette la partecipazione al capitale di fondi chiusi o semichiusi, le cui attività sottostanti sono costituite per almeno 2/3 da beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari. Il nuovo strumento è accolto con favore sia dagli investitori

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