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Il clientelismo politico. Il Caso Mastella

Il lavoro che qui si presenta propone uno studio del fenomeno del clientelismo politico in una duplice prospettiva, che potremmo definire ‘statica’ da un lato e ‘dinamica’ dall’altro. Essa, infatti, si struttura in una parte teorica, in cui l’attenzione di chi scrive si è incentrata su un inquadramento generale del fenomeno, alla luce degli studi e delle riflessioni dottrinarie più importanti, senza ovviamente tralasciare proficui riferimenti a realtà esterne e diverse dal contesto italiano; in una parte stricto sensu empirica, in cui si è posto in risalto, sulla base delle conclusioni raggiunte in sede teorica, con riferimento al c.d. “Caso Mastella” (rectius: alle indagini coordinate e condotte, tra il 2006 e il 2007, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sulla fitta rete di clientele che facevano capo al partito politico UDEUR), oggetto di diretto interesse della presente, il clientelismo si connoti, ontologicamente, quale fenomeno politico piuttosto che sociale.
In tale ultimo senso, si è rivelata la lettura della ricostruzione dell’attività di quello che il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale casertano, Dr. Francesco Chiaromonte, non ha esitato a definire “sistema”, infatti la ricostruzione dei fatti ha portato all’emissione di svariate misure cautelari nei confronti dei soggetti indagati, sulla scorta delle indicazioni del Pubblico Ministero competente. Ritroveremo, nel riportare l’attività del gruppo dirigente del partito UDEUR, con riferimento eminentemente alla realtà politico-istituzionale campana, quei presupposti che la dottrina più moderna e attenta pone alla base dei più frequenti e attuali fenomeni di politica lato sensu clientelare.
A tal proposito, la presente propone una riflessione ragionata sul tema della raccolta del consenso, centrale nelle democrazie moderne per quanto attiene alla delicata problematica della selezione delle classi politiche e dirigenti. In una simile prospettiva, si esamineranno quelle forme di politica clientelare che in alcuni Paesi esteri trovano addirittura legittimazione normativa (basti pensare allo spoils system).
Dall’analisi teorica del fenomeno clientelare, contenuta nei capitoli primo e secondo, in cui si è dato ampio risalto agli studi effettuati da sociologi e antropologi su numerose comunità di individui, al fine di sviscerarne le relazioni umane, si presenteranno le maggiori acquisizioni della letteratura in tema di clientelismo, tanto dal punto di vista sociale quanto da quello politico. Gli ultimi due capitoli, invece, saranno interamente dedicati, come già anticipato, alla ricostruzione della vicenda giudiziaria sopracitata con un’attenzione particolare ai richiami che, nel commento di un caso pratico, sarà opportuno effettuare alle indicazioni teoriche presentate nella prima parte della Tesi.
È parso opportuno, inoltre, a chi scrive, corredare l’indagine teorica sul fenomeno clientelare con il ricorso ad una prospettiva storica, che rendesse conto dell’evoluzione dello stesso (come si vedrà, in una con il progressivo abbandono delle teorie e degli approcci sociologici al problema, con l’approdo ad una più matura visione razionalistico-politica), prendendo le mosse dalle riflessioni di quegli studiosi che si sono interessati a quel serbatoio di clientele non soltanto politiche che fu la Roma repubblicana e Imperiale.
Il lavoro si conclude, con un esame critico della vicenda giudiziaria trattata: dal tenore delle conversazioni tenute dagli appartenenti al c.d. “sistema” ruotante attorno al leader di partito e intercettate dalla Procura della Repubblica, si evinceranno e sarà possibile indagare e porre in evidenza le forme, i registri, i codici e le modalità d’azione di una capillare compagine clientelare operante al giorno d’oggi. Si avanzerà, a tal proposito, la conclusione che l’attività posta in essere dal Sen. Mastella e dai suoi più stretti e fidati collaboratori, con riferimento alla conduzione della politica di partito in terra campana, possa essere fatta rientrare nell’attività di un constituency service di matrice statunitense, vale a dire in quel complesso meccanismo in cui l’agente politico imposta il suo impegno e volge la sua influenza all’interno dei pubblici uffici al fine di garantire, prevalentemente – quando non esclusivamente – gli interessi della macchina politica cui appartiene e cui, non di rado, deve il successo elettorale.

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7 CAPITOLO PRIMO IL CONCETTO DI CLIENTELISMO: NOZIONE E GENESI STORICA 1. La nozione di clientelismo Nell‟accezione comune con il termine clientelismo si allude a quel rapporto, arricchito da elementi affettivi, che lega due soggetti di norma posti su gradi differenti della scala sociale, in uno scambio di reciproco interesse in cui si incontrano bisogno di protezione e asservimento ad un padrone (cd. clientelismo sociale). Con tale espressione si può fare anche riferimento a quelle pratiche, ampiamente diffuse nell‟ambito dell‟apparato burocratico statale, con cui funzionari infedeli elargiscono favori, benefici, attenzioni, nei confronti di cittadini che non avrebbero merito o diritto alcuno ad un simile trattamento preferenziale. Per il solo fatto di appartenere a una clientela, ovvero di far parte del seguito di un qualche importante esponente politico, in cambio dei cui favori si è garantito sostegno elettorale (di norma, con riferimento non semplicemente ad un‟unica competizione elettorale). Un individuo si vede assegnata una sorta di corsia preferenziale nel suo rapporto con l‟Amministrazione, in virtù della mediazione offerta dal politico-patrono: è

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marina Negro Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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