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Il mobbing negli ambienti di lavoro: cause, conseguenze e ipotesi d'intervento

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Antonio Di Venanzio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Carlo Odoardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

Questo studio propone un’analisi del “mobbing”, un particolare fenomeno rilevato in ambito lavorativo che consiste in una forma di molestia non di tipo fisico bensì caratterizzata dalla ripetizione per un lungo periodo, da parte di una o più persone, di atteggiamenti ostili basati sulla comunicazione che hanno come conseguenza l’isolamento sociale della “vittima” designata. Sono prese in esame le principali cause che portano al verificarsi del mobbing con particolare attenzione alle variabili del clima organizzativo e sono trattati anche gli aspetti riguardanti le possibili misure di intervento e di prevenzione da impiegare contro il diffondersi di questo fenomeno nell’ambiente di lavoro. E’ stata presa in rassegna la letteratura internazionale esistente sull’argomento, con particolare riferimento alle ricerche svolte nei paesi scandinavi (Svezia, Norvegia, Finlandia) e in Germania dove questo fenomeno è stato indagato approfonditamente. Per meglio comprendere gli aspetti legati alla prevenzione, è stata analizzata anche la legislazione vigente nei paesi europei in materia di mobbing con particolare attenzione alle leggi presenti nell’ordinamento Svedese.
I risultati delle ricerche prese in esame ci dicono che il mobbing è un fenomeno altamente distruttivo per la salute del lavoratore in quanto può causare gravi conseguenze come il Disturbo da Stress Post Traumatico (D.S.P.T); non meno rilevante risulta essere il danno arrecato da questo fenomeno all’economia organizzativa a causa dei ritiri anticipati, dell’assenteismo e dei cali di produttività del personale coinvolto in processi di mobbing. Una costante emersa da questo lavoro riguarda il fatto che il mobbing non dipende dalle caratteristiche della personalità della vittima o dell’aggressore bensì è strettamente relazionato alla degenerazione dei conflitti interpersonali che scoppiano in ambienti di lavoro mal organizzati e mal gestiti dal punto di vista delle risorse umane.
Nonostante sia il mobbing un fenomeno molto diffuso negli ambienti di lavoro esso si può prevenire tramite alcune misure come la legislazione specifica, l’informazione in azienda, la formazione del management e, soprattutto, con la creazione di ambienti di lavoro incentrati sulla cultura della partecipazione e del coinvolgimento costruttivo del lavoratore.

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6 INTRODUZIONE Giuliano, 42 anni, laureato in ingegneria, fu uno dei primi casi di mobbing analizzati dall’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Università di Milano: ”Giuliano da circa 10 anni è affetto da morbo di Chron e da ulcera duodenale. Al colloquio riferisce di aver avuto una brillante carriera scolastica, di aver vinto diverse borse di studio e di essersi recato all’estero per un corso di perfezionamento. Quando ritorna in Italia trova facilmente un impiego e dopo qualche anno si sposa. I problemi insorgono quando decide di cambiare lavoro: entrando a far parte di una nuova società gli viene fatta promessa di svolgere mansioni dirigenziali; in realtà il primo incarico è di tipo tecnico con pochissima responsabilità. Questa situazione crea in lui un forte senso di dequalificazione e frustrazione. Successivamente viene lasciato isolato dal resto del personale e dai colleghi del suo stesso livello, senza alcun incarico, minacciato, con il preciso scopo da parte dell’azienda di ottenere le sue dimissioni. Giuliano racconta anche di continui attacchi nei suoi confronti e di tentativi, sempre più riusciti, di escluderlo dalle decisioni e dalle riunioni aziendali. Alla fine la direzione decide di licenziare Giuliano. L’intenso stress che ne è derivato ha avuto ripercussioni a livello somatico, come confermato da precedenti accertamenti da lui effettuati che hanno posto un nesso causale tra patologia accusata e ambiente lavorativo”. Dovranno trascorrere sei anni prima che, in Italia, il Tribunale di Torino emetta la prima sentenza relativa al mobbing, condannando un’azienda piemontese al risarcimento del danno biologico

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