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Il sistema pensionistico italiano: le riforme compiute e i problemi aperti

Informazioni tesi

  Autore: Ileana Crobeddu
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del Governo e dell'amministrazione
  Relatore: Federico Revelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

La tesi si concentra sul sistema pensionistico italiano post riforme. L'attenzione è rivolta in particolare sulle normative che si sono susseguite a partire dalle riforme Amato e Dini, sulle prospettive pensionistiche di cui godono i lavoratori attuali e futuri, la particolare condizione previdenziale entro cui si trovano costretti i lavoratori atipici e, infine, su alcune possibili modifiche ed innovazioni volte a migliorare il sistema pensionistico e il futuro previdenziale degli italiani.

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INTRODUZIONE Il futuro rappresenta, per ciascun individuo, un mistero. Chi non ha mai, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza, pensato a ciò che avrebbe desiderato fare negli anni seguenti, le utopistiche esperienze da realizzare non appena avuto libertà e denaro a sufficienza, le professioni cui dedicarsi e, perché no, le verosimili follie da concedersi. Quando però si inizia a scoprire com’è davvero strutturata la realtà e la società che ci circonda, il pensiero si rivolge al lavoro, indispensabile per sopravvivere e permettersi desideri e sfizi. Solo dopo i primi anni lavorativi, la riflessione si estende ad un aspetto tralasciato dalle generazioni più giovani, ovverosia la pensione. Quale lavoratore, intorno ai 45/50 anni di età, non si è mai rivolto al proprio istituto di previdenza per richiedere informazioni sullo stato contributivo personale? Probabilmente solo coloro i quali hanno perso ogni speranza di ottenere una pensione perché aventi un lavoro poco retribuito e/o solo saltuario. L’attenzione rivolta all’argomento pensioni è, assai spesso, propria solo delle generazioni più anziane. La forza lavoro giovanile si interessa maggiormente alla ricerca di un impiego e al mantenimento dello stesso per un lasso di tempo piuttosto prolungato. A tale categoria appartengo anche io, autrice del testo: solo dopo aver trattato il tema pensionistico durante un corso universitario, ho voluto attuare approfondimenti attraverso l’elaborazione di questa tesi. Tutto è cominciato da una semplice domanda: le generazioni dei giovani d’oggi, impegnati a ricercare e a mantenere un posto di lavoro, potranno mai, un giorno, andare in pensione? Potranno, come i loro progenitori, godere di una pensione che gli permetta di lasciarsi alle spalle, in modo definitivo, il mondo del lavoro e, al tempo stesso, vivere dignitosamente? Ovviamente non è possibile stabilire con sicurezza quale sia il futuro pensionistico di ciascun lavoratore, data l’incertezza di elementi quali le attività svolte, le remunerazioni percepite, i possibili periodi di disoccupazione. Tuttavia, attraverso tale testo, desidero far luce su anomalie e questioni proprie di gran parte della popolazione attiva. Le riforme attuate, l’odierno contesto pensionistico, le prospettive future sono temi a cui molti non riconoscono il giusto peso. Il testo è suddiviso in cinque capitoli. Il primo tratta l’evoluzione legislativa italiana a partire dagli anni Novanta sino ai giorni nostri. Il capitolo, partendo da una breve introduzione trattante le fondamenta legislative del sistema pensionistico italiano, si concentra non solo sulle grandi riforme attuate nel 1992 e 1995, bensì espone tutte le innovazioni legislative succedutesi nel corso del ventennio analizzato. Tale analisi normativa convoglia quindi interventi legislativi di qualsiasi tipologia ed entità, poiché ciascuno di essi, seppur ad una prima lettura appare esiguo e trascurabile, rappresenta un pilastro su cui poggeranno le pensioni delle prossime generazioni. 1

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