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Diventare madri altrove: un intervento di mediazione interculturale nel caso nigeriano

Il problema principale che ho voluto prendere in considerazione e che mi ha spinto ad andare più a fondo, riguarda la maternità delle donne straniere, che hanno acquisito determinate abitudini culturali nel luogo di origine riguardo la cura dei figli e i significati ad essi connessi e, incontrano usanze differenti nel Paese d’accoglienza.
Ho indagato quindi, quali sarebbero le difficoltà maggiori che devono affrontare le madri sole lontane dalla famiglia, soprattutto legate alla cultura; quale sia il metodo migliore per aiutarle a rapportarsi con il nuovo ambiente e le nuove norme di comportamento e come la mediazione interculturale potrebbe supportarle.
Innanzitutto analizzerò il contesto in cui il mediatore interculturale si trova ad agire e le possibilità di formazione e di impiego. Nel primo capitolo infatti con l’aiuto dei testi riguardanti la mediazione, porrò le basi sulle quali si sviluppa questa figura professionale.
Esaminerò in breve i modelli principali di integrazione che i Paese possono mettere in atto e un farò rapido excursus nella storia delle migrazioni in Italia. Introdurrò il dibattito riguardo la mediazione interculturale a livello terminologico e metodologico, per poi eseguire una breve cronistoria dello sviluppo della mediazione in Italia e gli ambiti di intervento. Concluderò il capitolo con un’analisi dei documenti recenti riguardanti la mediazione, in particolare quello redatto dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro .
Nel secondo capitolo introdurrò il problema della tratta di esseri umani, approfondendo quella riguardante lo sfruttamento sessuale: le ragazze che ho considerato per la ricerca sono immigrate che hanno subìto tale modello di tratta. Mi è sembrato necessario definire il contesto da cui provengono; analizzerò quindi come funziona questo particolare fenomeno.
Ho preso in considerazione soprattutto il racket nigeriano, in quanto la maggioranza delle utenti del Centro proviene dalla Nigeria, come avvengono i primi contatti e com’è organizzato il viaggio e il lavoro a destinazione. Analizzerò poi l’impegno del Centro Donna Giustizia e tutti i progetti che porta avanti approfondendo maggiormente, il progetto dedicato alla tratta. Sottolineerò infine l’importanza della mediazione interculturale, nell’ambito di intervento legato alla prostituzione.
Nell’ultimo capitolo della tesi raccoglierò, grazie al supporto e la conoscenza della mediatrice interculturale che lavora al centro, le maggiori problematiche che le madri nigeriane del progetto hanno dovuto e devono tuttora affrontare nel loro percorso, analizzando in particolare gli aspetti culturali e il ruolo della mediazione.

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3 Introduzione L’idea di redigere questa tesi, si è sviluppata durante l’attività di tirocinio curricolare che ho svolto presso il centro Donna Giustizia di Ferrara nell’ambito del progetto Oltre La Strada, di cui parlerò nel dettaglio nel secondo capitolo. Nella vita mi è capitato e succede tutt’ora, di incontrare persone con background culturali diversi dal mio, però con nessuno ho mai avuto la possibilità di intraprendere relazioni conoscitive profonde, che mi rendessero consapevole realmente di chi mi trovassi davanti. Questo è uno dei motivi per cui ho scelto quel particolare progetto di tirocinio: avere la possibilità di affrontare e relazionarmi con un’altra cultura da vicino. E’ stato un lavoro ricco di attività e di esperienze grazie alle quali sono entrata a far parte seppur per poco, della vita delle ragazze accolte. Ho potuto conoscere da vicino una cultura a me inizialmente sconosciuta, e un mondo che per molti aspetti è differente dal nostro. Per conoscere piø in profondità l’operato del Centro, mi sono documentata attraverso i reports annuali redatti dal Centro stesso, riguardanti gli obiettivi raggiunti, le statistiche e propositi per l’anno successivo: nuovi progetti da attivare, nuove strade da percorrere; mi sono inoltre informata riguardo la normativa di riferimento. Il problema principale che ho voluto prendere in considerazione e che mi ha spinto ad andare piø a fondo, riguarda la maternità delle donne straniere, che hanno acquisito determinate abitudini culturali nel luogo di origine riguardo la cura dei figli e i significati ad essi connessi e, incontrano usanze differenti nel Paese d’accoglienza. Ho indagato quindi, quali sarebbero le difficoltà maggiori che devono affrontare le madri sole lontane dalla famiglia, soprattutto legate alla cultura;

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Manuela Magnardini Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 660 click dal 26/07/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.