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Sartre. La fenomenolgia della coscienza, la dialettica della libertà (1934-1943)

Lo studio ha ricostruito la genesi del pensiero di Sartre dagli esordi fenomenolgici fino all'ontologia eleborata in L'Essere e il Nulla. Ho circoscritto il concetto di libertà cercando di mostare come da esso possa nascere la possibilità di una morale.

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Capitolo I. Il retaggio fenomenologico. “Né del cielo né della terra, né mortale né immortale ti abbiamo creato, sicché potessi essere libero secondo la tua propria volontà e onore, per essere il tuo proprio creatore e costruttore. A te abbiamo dato crescita e sviluppo dipendenti dal tuo libero arbitrio. Tu porti in te i germi di una vita universale”. Pico della Mirandola. 1. Introduzione Oltre a Nietzsche e Kierkegaard 1 l’esistenzialismo ha un altro precedente storico di rilievo: la fenomenologia di Husserl. Heidegger esplicitamente riconosce a Husserl il merito di aver visto nella ragione il manifestarsi delle cose così come esse sono; e di aver perciò concepito la fenomenologia come il metodo che consiste nel far sì che le cose stesse manifestino la propria essenza, cioè si rivelino per quello che sono. Solo perché la ragione è una siffatta manifestazione essa può poi anche esercitare la funzione dimostrativa che tradizionalmente le si attribuisce e che sostanzialmente consiste nel mostrare il fondamento di ciò che si dice nell’essenza stessa delle cose di cui si parla. “Adottando il metodo fenomenologico, l’esistenzialismo si avvicina a costituirsi come ontologia: giacché l’analisi dell’esistenza sarà allora il manifestarsi o il venire alla luce dell’essere che è proprio dell’esistenza o che ne è il fondamento 2 ”. Dunque Husserl sarà di fondamentale importanza per i grandi esponenti dell’esistenzialismo, tra cui Sartre, tema di questa ricerca. In un passo della Cerimonia degli addii di Simone De Beauvoir, ma anche in Questioni di metodo, viene ricordato come le Università francesi dell’epoca fossero dominate filosoficamente dall’idealismo che, per il fatto di assimilare l’oggetto al soggetto – la “filosofia alimentare” – , era votato alla sconfitta costitutivamente. Intorno agli anni Trenta, ricorda Sartre, giunse voce a Parigi che in Germania un “certo Husserl”, 1 Cfr. l’introduzione di PIETRO CHIODI, L’esistenzialismo, Loescher editore, Torino 1969, p. 15. 2 Voce Esistenzialismo curata da NICOLA ABBAGNANO per l’Enciclopedia del Novecento, p. 753. 6

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ottavio Vito Coppa Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.