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Lo sviluppo sostenibile e i Principi di diritto internazionale in materia di ambiente - La normativa europea e italiana sulla gestione dei rifiuti.

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Campagnuolo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Massimo Panebianco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 296

Il legame tra la protezione dell’ambiente e i diritti dell’uomo è stato riconosciuto espressamente nel 1972 dalla Dichiarazione di Stoccolma sull’Ambiente Umano,mentre la Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo del ’92 rappresenta la prima vera conferma dell’attenzione dei Paesi del mondo sulla questione ambiente,con la statuizione,infatti,del concetto di sviluppo sostenibile,concepito già nel 1987 da Gro Harlem Brundtland,ultimo baluardo per le generazioni presenti e future al diritto ad un ambiente vivibile,salubre e sostenibile.Il tratto internazionalistico e comunitario è quello che consente di meglio cogliere la complessità dei problemi transnazionali.Gli inquinamenti,infatti,non conoscono frontiere nazionali e,per intervenire con misure di protezione ambientali efficaci,esiste un meccanismo internazionale di coordinamento degli Stati molto importante che è il Protocollo di Kyoto alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico stipulata nel 1992 a New York.Nel contesto europeo,poi,sembra che i valori dello sviluppo sostenibile siano usciti dal limbo delle buone intenzioni per diventare fine ed obiettivo inderogabile delle politiche comunitarie.Proprio queste ultime considerazioni,mi hanno spinto a privilegiare,da un lato,un approccio globale e,dall’altro,ad intervenire sulla materia a livello comunitario e nazionale,al fine di verificarne l’effettività e l’efficacia con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti,materia di particolare interesse data l'Emergenza rifiuti in Campania.L’organizzazione del lavoro si apre(Primo capitolo)cercando di delineare i confini e gli aspetti dell’espressione diritto all’ambiente con un’ampia panoramica sulle origini e sulla questione ambientale a livello internazionale al fine di comprendere il concetto di sviluppo sostenibile.Note giurisprudenziali della Corte internazionale di Giustizia non mancano. Poi(Secondo capitolo)s'illustrano gli albori della politica,dei principi e delle altre disposizioni dell’ambiente e,in particolare,della gestione dei rifiuti in seno all’U.E.,anche per un miglior approccio alla Procedura d’infrazione della Commissione europea.La Giurisprudenza della Corte di Giustizia europea anche qui non manca.Il lavoro prosegue(Terzo capitolo)con la descrizione dell’ingresso del diritto all’ambiente nella Costituzione italiana,citando le norme della nostra Carta e la legislazione ordinaria italiana sulla questione ambiente ed in particolare sulla gestione dei rifiuti in base all’ultimo D.Lgs. n.4/2008(in Appendice per le procedure di V.I.A. e di V.A.S.)correttivo ed integrativo del cd.Codice dell’ambiente cioè il D.Lgs. n.152/2006(in Appendice).Infine,questo lavoro si conclude con la definizione di danno ambientale e della sua risarcibilità comprendendo questo IV ed ultimo capitolo le sentenze giurisprudenziali di paradigmatici casi non trascurabili.Nell’Appendice:le due Dichiarazioni di Stoccolma e di Rio,il testo integrale del Protocollo di Kyoto alla Convenzione Quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici,due excursus storici che espongono i documenti prodotti in sede internazionale e comunitaria sull’ambiente e,infine,le parti che riguardano la normativa sulla gestione dei rifiuti,la bonifica dei siti contaminati,la VIA e la VAS delle principali leggi italiane in tema di rifiuti.Questa tesi si compone di 296 p. in totale,mentre il corpo della tesi è di 210 p.

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7 INTRODUZIONE Nel corso dell’ultimo secolo la temperatura è aumentata di circa 0,6 gradi centigradi, mentre il livello medio degli oceani è cresciuto tra i 10 e i 20 cm. e la concentrazione in atmosfera di anidride carbonica è aumentata di circa il 30%. Dall’impiego dei combustibili fossili (petrolio, carbone ecc.), come fonte di energia e di calore, è attribuita la maggiore responsabilità della crescita della temperatura. La Convenzione Quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (un trattato internazionale cioè, semplificando, una forma con la quale gli Stati danno il loro impegno a cooperare al fine di stabilire un determinato risultato da raggiungere), adottata nel 1992 a New York, e ratificata da 178 Paesi del mondo (USA nel 1992 e l’Italia nel 1994), assume come obiettivo la stabilizzazione della concentrazione di anidride carbonica a livelli non pericolosi per gli equilibri climatici. Questa politica prevede che, dopo una fase di crescita delle emissioni globali a causa dell’aumento di più del 50% dei consumi energetici mondiali, a partire dal 2025/2030 vengano adottate tecnologie e misure per ridurre drasticamente (fino a meno del 60%) le emissioni globali. Sarà quindi necessaria, nel 2020 al più tardi, una “svolta tecnologica” in grado di fare ricorso a fonti alternative ai combustibili fossili per rispondere alla crescente domanda di energia. In linea con queste evoluzioni e tendenze politico-internazionali, l’ex Segretario del Consiglio d’Europa, Walter Schwimmer, dichiarò: “Alla soglia del nuovo millennio, il diritto individuale ad un ambiente 1 salubre, ricco di diversità biologica e paesaggistica, è gradualmente sempre più riconosciuto e disciplinato negli strumenti giuridici internazionali, nelle costituzioni nazionali e nella giurisprudenza. Si sta, comunque, facendo un cammino lungo e difficile per poterlo opporre nelle sedi giudiziali” 2 . Ed, infatti, solo negli ultimi quindici anni sono entrati in vigore undici trattati multilaterali (fra più Paesi parti), ed oltre un migliaio di trattati su scala regionale o bilaterali (fra due 1 In “Enciclopedia europea”, Milano, 1976, voce Ambiente: genericamente, “lo spazio che circonda una cosa o una persona e in cui questa si muove o vive”; oppure il “complesso di condizioni sociali, culturali e morali nel quale una persona si trova e sviluppa la propria personalità”; e infine, “l’insieme delle condizioni fisico-chimiche (temperatura, illuminazione ecc.) e biologiche (presenza di altri organismi) che permette e favorisce la vita degli esseri viventi”. 2 Cfr. M. Dejéant-pons e M. Pallemaerts, “Codice di diritto internazionale dell’ambiente e dei diritti umani”, Edizioni multimediali 2003, in prefaz., p. 15, dichiaraz. del Segretario generale del Consiglio d’Europa Walter Schwimmer.

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