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''Senza ricordi non abbiamo identità'': la memoria nel cinema di Koreeda Hirokazu

Informazioni tesi

  Autore: Paola Alioto
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Musicologia e Scienze dello spettacolo
  Relatore: Valentina Re
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

«Senza ricordi non abbiamo identità» afferma Koreeda durante un’intervista rilasciata a Mark Schilling in seguito all’uscita del suo secondo lungometraggio After Life.
La privazione e il desiderio, l’assenza e la presenza, la vita e la morte, l’identità e la differenza, la mimesi e la rivelazione: dal documentario Without Memory passando al cinema di narrazione, di cui Maboroshi rappresenta l’opera capostipite, il suo lavoro si spinge sempre più in una direzione in cui l’evidenza della realtà si trasfonde nella dimensione differente di una distanza tra il reale e l’esistenziale. L’elemento di cui si serve Koreeda per connettere questi due emisferi è la memoria, che si rivela essere fondamentale non solo in quanto facoltà grazie alla quale gli esseri umani stabiliscono una relazione tra il passato e il presente, ma anche in quanto ingrediente basilare dell’identità:
«[…] un individuo difatti può sviluppare un’identità personale e mantenerla attraverso lo scorrere dei giorni e degli anni solo in virtù della memoria […]»,
caratteristica quest’ultima che non è una funzione passiva, ma si accompagna sempre a un “volere”, a una “intenzionalità” che tende a mettere in primo piano quegli elementi del passato (sia esso reale o presunto) che possono avere un senso per l’azione presente.
Memoria allora non solo come ponte di collegamento tra un prima e un adesso dell’individuo, ma anche come sede dei processi di selezione automatica, rimozione, interpretazione, elaborazione dei lasciti del passato, di episodi, di ricordi che, proprio perché conservati in essa, divengono momento formativo della nostra esistenza. Il cinema di Koreeda, il senso profondo del suo filmare, tenta proprio di indagare, di cogliere questo “momento formativo”:
«Più che la morte in sé stessa, mi interessa il modo in cui chi subisce il lutto affronta la perdita. […] Devono decidere se conservare alcuni ricordi o se cancellare il passato. Il mio più grande tema, sia nel documentario sia nel lungometraggio di finzione è il modo in cui la gente […] si confronta con ricordi che adesso esistono solo in loro».
Il significato e l’influsso della memoria tanto sul singolo individuo quanto sui rapporti umani; i ricordi come tasselli che compongono la nostra individualità: ecco gli elementi significanti e fondanti l’agire del cineasta.

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2 Introduzione Non c‟è, forse, niente di più importante della memoria per gli esseri umani. Senza di essa non potremmo svolgere le più banali azioni quotidiane, né riconoscere gli amici, leggere, parlare, costruire il nostro passato o, in definitiva, dare un senso finito al nostro modo di vivere nel mondo. In un certo senso si potrebbe asserire che noi siamo “la nostra memoria”. È caratteristica che ci dà un passato, ci fa capire chi siamo e ci apre prospettive sul futuro. In un continuo (ri)mescolarsi di Tempo e Spazio. Nel nostro sistema culturale contemporaneo, le varie forme della comunicazione mediatica o mass-mediatica (il cinema, il giornalismo, la comunicazione pubblicitaria, il digitale), svolgono il ruolo di veri e propri agenti dinamici, capaci di incidere, nel tempo e nello spazio, rispetto alla memoria. Difatti, non portano solo all‟acquisizione di mémoires, ma anche alla costruzione di ―ambienti di memoria‖ 1 . Tali luoghi deputati preservano le informazioni e il sapere, comunicano attraverso il tempo, influenzando, dunque, la nostra percezione “dello scorrere” e, inevitabilmente, i processi mnemonici 2 . In virtù della loro capacità di azione diretta sui meccanismi di costruzione dei processi memoriali, le forme della produzione mediatica e mass-mediatica, portano anche a riflettere sul rapporto tra storia e memoria nel suo divenire, ovvero, sulla costruzione, nel tempo, di un insieme di esperienze ricordate proprio a partire dai cosiddetti ―mediatori di memoria‖ 3 . Tra questi, si possono annoverare le fonti documentarie, ma anche i mezzi che appartengono alla sfera dell‟invenzione e dell‟immaginazione. All‟interno di un territorio oggetto di continue rinegoziazioni, dove narrazioni differenti competono per avere un posto nella storia, un ruolo importante è giocato dal supporto tecnologico e dalla forza mediatica di ciascuna forma del discorso memoriale. Il cinema, basandosi su una tecnologia capace di rendere concreta 1 Agazzi Elena, Fortunati Vita (a cura di), Memoria e Saperi. Percorsi interdisciplinari, Meltemi editore, Roma, 2007, pag. 375. 2 A subire l‟“effetto media”, sono soprattutto i processi culturali di costruzione e trasmissione della memoria che, nel tempo, hanno ripercussioni complesse sulla definizione del senso storico, sull‟idea di appartenenza, sulle questioni identitarie di gruppo ed individuali. 3 Agazzi Elena, Fortunati Vita (a cura di), Memoria e Saperi., op. cit., pag. 376.

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Parole chiave

giappone
simbolo
memoria
distance
ricordo
koreeda
hirokazu
maboroshi
afterlife
without memory

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