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La Scultura del Vuoto

L’uso della parola, al principio, non era destinato alle opere d’arte, anche se con esse ha un legame molto stretto. Già nell’antichità gli unici testi reperibili erano trattati di architettura o scultura che servivano per lo più da manuali per gli artisti più che a valorizzarli come oggi spesso accade.
La scultura del vuoto si presenta come nuova ed innovativa, una tipologia di opera che a differenza dalla statuaria classica, che grazie alla materia di cui era composta e alla perizia tecnica si rendeva “arte”, o dalle opere più recenti dove il loro contenuto d’arte si riscontrava nel semplice lavoro concettuale, essa si rende opera d’arte grazie al suo donare.
Questo avviene grazie alle potenzialità nascoste del vuoto.

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1 Introduzione L’opera d’arte e la parola L‘opera d‘arte accompagna l‘uomo si dai tempi antichi, come la parola. Col tempo la parola è divenuta sempre di più una componente essenziale del lavoro artistico. L‘opera d‘arte è, divenuta, nel corso del tempo, sempre più arricchita dall‘immaterialità della parola, e dell‘immaterialità in senso ampio. Nell‘arte contemporanea a volte basta un buon testo di critica per far divenire un oggetto opera d‘arte. Già Duchamp lo aveva fatto con il suo comune, ma poi divenuto famosissimo, orinatoio. Un semplice sanitario grazie ad una giusta presentazione letteraria è divenuto una delle opere che hanno cambiato la storia dell‘arte del nostro tempo.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Accademia di Belle Arti

Autore: Angelo Scardino Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.