Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Sicurezza energetica e tutela degli investimenti nel quadro dell'Energy Charter Treaty

L’Energy Charter Treaty, firmato a Lisbona il 17 dicembre del 1994, è nato come uno strumento per creare un mercato competitivo e aperto, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, attraverso la riduzione dei rischi collegati agli investimenti nel settore energetico e al commercio di prodotti energetici.
L’elaborato inizia con una breve riflessione sulla storia dell’ECT e sul concetto stesso di sicurezza energetica. Il Trattato era stato negoziato principalmente perché i paesi occidentali volevano migliorare la loro sicurezza di approvvigionamento energetico mentre gli stati della zona euroasiatica nati dallo smembramento dell’URSS necessitavano di mezzi per sviluppare le loro risorse.
Nei capitoli successivi abbiamo analizzato le disposizioni dell’Energy Charter in modo critico, confrontando il Trattato con altri trattati sulla protezione degli investimenti e valutando le sue disposizioni alla luce dell’applicazione concreta ad opera delle corti internazionali di arbitrato nelle decisioni disponibili.
Il secondo capitolo in particolare analizza la Parte III dell’ECT, quella che riguarda direttamente la protezione degli investimenti stranieri nel territorio di una Parte contraente. L’art. 10 è la disposizione principale e sancisce il NT, il MFNT, il FET ed il divieto di discriminazione oltre ad una obbligazione di rispettare i generici obblighi contrattuali assunti dallo Stato membro nei confronti degli investitori (umbrella clause), valida però solo nei confronti di alcuni paesi. Allo stesso modo l’ECT accorda una tutela in base agli articoli 12 e 13 in caso di danneggiamento dell’investimento o espropriazione.
In caso di violazione della Parte III l’articolo 26 prevede un meccanismo di risoluzione delle controversie fra stato ospite ed investitore affidato all’iniziativa di quest’ultimo. Tale procedimento è caratterizzato principalmente dal ricorso all’arbitrato internazionale, disponibile sotto tre differenti regolamenti: ICSID, SCC e UNCITRAL.
Un intero capitolo e dedicato al caso Yukos, la controversia derivamente dalla nazionalizzazione della suddetta compagnia petrolifera, che, da un lato, ha contribuito a dare una forte visibilità all’ECT e, dall’altro, ne ha messo in crisi la sopravvivenza stessa aprendo una forte spaccatura fra la Federazione Russa e il blocco europeo.
Il lavoro termina con una retrospettiva dell’ECT ed un’analisi dei possibili scenari futuri valutati alla luce delle diverse alternative possibili.

Mostra/Nascondi contenuto.
7 CAPITOLO I SICUREZZA ENERGETICA ED ENERGY CHARTER TREATY SOMMARIO: 1.1 Introduzione - 1.2 La nozione di sicurezza energetica nel diritto internazionale – 1.3 Sicurezza energetica nell‟Energy Charter Treaty - 1.4 La storia dell‟ECT - 1.5 La situazione attuale - 1.6 Conclusione 1.1 Introduzione L‟evoluzione tecnologica della società moderna richiede e richiederà sempre di più in futuro, un immenso e continuo apporto di energia e, di conseguenza, la produzione di energia è destinata ad aumentare costantemente. Per permettere di soddisfare la domanda energetica mondiale agli attuali tassi di crescita, si stima infatti che fino al 2030 saranno necessari in media, oltre mille miliardi di dollari di investimenti internazionali ogni anno nel settore dell‟energia 1 . Si tratta di una cifra enorme, soprattutto considerando che i FDI hanno subito un forte calo negli ultimi anni 2 , che necessita, per essere raggiunta, di un‟efficace regolamentazione internazionale e uno schema di cooperazione fra gli stati che possa garantire la tutela degli investimenti effettuati da investitori provenienti dai paesi più sviluppati, nei territori dove le risorse energetiche sono ripartite. Gli altri grandi obiettivi della comunità internazionale relativi al settore energetico sono la protezione del commercio e del transito, lo sviluppo di un impianto normativo uniforme in materia di ambiente e, in ultima istanza, la creazione di una situazione di sicurezza dell‟approvvigionamento. 1 Fonte: International Energy Agency, World Energy Outlook 2010. 2 Questo calo è stato causato dalla crisi economica mondiale ed ha colpito principalmente i flussi di investimento verso i paesi industrializzati, i quali hanno subito un crollo verticale, mentre gli investimenti nei paesi in via di sviluppo sono diminuiti in maniere più ridotta. Per approfondimenti sul tema: SAUVANTS KARL P. & others, FDI Perspectives, Vale Columbia Center on Sustainable International Investment, gennaio 2011.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesco Cortesi Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2256 click dal 02/08/2011.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.