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Il Gruppo

Informazioni tesi

  Autore: Federica Vano
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Analisi Bioenergetica
Anno: 2009
Docente/Relatore: Christoph Helferich
Istituito da: Società Italiana di Analisi Bioenergetica
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 25

“E’ noto, come le lingue antiche non disponevano di alcun termine per designare un’associazione fra un numero ristretto di persone, impegnate nel conseguimento di obiettivi comuni. […] In che modo il termine gruppo può darci dei chiarimenti circa i suoi significati latenti? Il significato primario dell’italiano groppo era nodo. I linguisti lo avvicinano all’antico provenzale grop e suppongono che esso derivi dal germanico occidentale kruppa, come matassa arrotolata. Sembra d’altro canto che groupe e croupe abbiano come identica origine l’idea del tondo. L’etimologia ci offre così due linee di forza che ritroviamo durante tutta la riflessione dei gruppi, il nodo e il tondo”.

Anzieu D., Martin J.Y., (1990), Dinamica dei piccoli gruppi, Roma, Borla

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1 Introduzione Nell’antichità non esisteva alcun termine per indicare un numero ristretto di persone, in interazione tra loro. Esso compare solo nel XVIII secolo, nell’accezione con la quale noi lo utilizziamo oggi, per cui è possibile affermare che il concetto e il termine “gruppo” sia relativamente recente. “E’ noto, come le lingue antiche non disponevano di alcun termine per designare un’associazione fra un numero ristretto di persone, impegnate nel conseguimento di obiettivi comuni. […] In che modo il termine gruppo può darci dei chiarimenti circa i suoi significati latenti? Il significato primario dell’italiano groppo era nodo. I linguisti lo avvicinano all’antico provenzale grop e suppongono che esso derivi dal germanico occidentale kruppa, come matassa arrotolata. Sembra d’altro canto che groupe e croupe abbiano come identica origine l’idea del tondo. L’etimologia ci offre così due linee di forza che ritroviamo durante tutta la riflessione dei gruppi, il nodo e il tondo” 1 . E’ da “nodo” e da “tondo”, quindi, che origina il significato di “gruppo”, accezione che il termine progressivamente assumerà, nell’Ottocento, anche in altre lingue europee. Il riferimento al nodo, infatti, rappresenta la coesione tra i membri di un insieme, una coesione non certo lineare, che è il risultato stesso di un fitto intreccio, una matassa. Si può quindi affermare che il piccolo gruppo rappresenti per gli esseri umani un luogo simultaneamente o alternativamente investito di speranze e minacce. Il gruppo si caratterizza come dimensione multipersonale e si propone come spazio intermedio tra la vita singola, quella di coppia e la vita sociale. Storicamente il significato potrebbe essere importato dal rito templare di disporre tutti i cavalieri intorno ad altari di forma circolare (usanza dei Cavalieri della Tavola Rotonda), in modo da essere ugualmente distanti dalla divinità. Ai giorni nostri, nel linguaggio comune, il termine “gruppo” viene usato con un’accezione sempre più ampia sino a comprendere insiemi sociali di dimensioni e strutture molto diverse che vanno, per esempio, da un concetto di collettività nazionale, alle classi sociali, fino alle realtà più limitate dei nuclei familiari, dei gruppi primari, dei gruppi di lavoro, dei gruppi terapeutici. Il solo carattere comune a questi insiemi è determinato dalla presenza di un numero plurale dei soggetti e dalla loro caratterizzazione di legame. La trasversalità del riconoscimento di appartenenza a un gruppo può, quindi, essere determinato e associato a fattori diversi. “Posso sentirmi parte di un popolo se, trovandomi all’estero, mi identifico come italiano. Ma, all’interno di uno stesso Paese, posso sentirmi legato ad una specifica comunità o realtà regionale, diversa e distinta da altre. Esiste poi un’appartenenza sociale, il livello culturale o una appartenenza ad una classe sociale. Per esempio posso sentirmi diverso da un gruppo di tedeschi in quanto italiano. Ma, posso sentirmi più simile ad uno psicologo tedesco, essendo uno psicologo italiano, piuttosto che a un italiano che fa un altro mestiere. Qual è quindi il sistema di raggruppamento prioritario che utilizziamo per definirci come gruppo?” 2 . 1 Anzieu D., Martin J.Y., (1990), Dinamica dei piccoli gruppi, Roma, Borla 2 Lo Iacono A., Milazzo P., La sala degli specchi: comunicazione e psicologia gruppale. Strumenti di lavoro per la comunicazione di gruppi in ambito psicoterapeutico e psicosociale. Franco Angeli, Milano, 2007

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