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Amartya Sen: economia e libertà

La mia tesi muove dall’opera di Amartya Sen, che permette di considerare l’economia sotto una luce nuova, di analizzare e proporre soluzioni alternative ai tradizionali modi di concepirla.
Dai suoi scritti emerge come centrale nell’economia il ruolo attribuito all’uomo, all’etica e ai valori, in particolare alla libertà.
La scienza economica si caratterizza, infatti, come connessa a tutte le sfere della vita, pertanto non può essere ridotta a semplici rapporti tecnico-numerici che rispondano a logiche utilitaristiche.
Egli ritiene che l’impoverimento dell’economia attuale derivi dalla distanza venutasi a creare, dalla modernità sino ai giorni nostri, tra l’economia stessa e l’etica.
La razionalità tipica della scienza economica è una razionalità basata sull’interesse personale e il paradigma in essa dominante è l’Utilitarismo, il quale afferma che ogni scelta va giudicata solamente sulla base della somma complessiva di utilità che genera.
A quest’approccio Sen ne propone un altro incentrato sul concetto di libertà sostanziale, detta anche capacitazione.
L’uomo è concepito come soggetto agente, che può scegliere tra più alternative e realizzare una vita secondo i propri valori. Attraverso il criterio della libertà l’Autore prende in esame il problema della povertà e della disuguaglianza sociale.
Lo sviluppo viene infatti, a costituirsi come un processo di espansione delle libertà godute dai singoli individui. La libertà è lo scopo primario dello sviluppo e, allo stesso tempo, il mezzo che lo rende possibile.

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2 Introduzione L’attuale crisi economica mondiale impone una riflessione sulla scienza economica stessa, sul suo funzionamento e sui principi che la informano. L’opera di Amartya Sen muove dall’intento di analizzare e proporre soluzioni alternative ai tradizionali modi di concepire tale scienza. Dai suoi scritti emerge come centrale nell’economia il ruolo attribuito all’uomo, all’etica e ai valori, in particolare alla libertà. Sen ritiene che l’impoverimento dell’economia attuale derivi dalla distanza venutasi a creare, dalla modernità sino ai nostri giorni, tra l’economia stessa e l’etica. La razionalità tipica della scienza economica è una razionalità basata sull’interesse personale, poiché si ritiene che le azioni umane siano volte al perseguimento del proprio egoistico interesse. Non trovano spazio in questa concezione considerazioni di natura etica, in cui i valori possano avere una rilevanza per il comportamento dell’uomo. Il paradigma dominante nell’economia è l’Utilitarismo, il quale afferma che ogni scelta va giudicata solamente sulla base della somma complessiva di utilità che genera.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudia Biribao Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.