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La costruzione narrativa dell’io: Genet, Calaferte, Sarraute, Modiano

Scrivere di sé non sempre vuole dire raccontarsi per cercare l’identità perduta da riconquistare confortevolmente una volta per tutte.
Sulla pagina lo scrittore sperimenta un disfacimento di sé e la costruzione di un io che ha uno statuto diverso. Ecco che allora questa scrittura realizza esiti sempre diversi e di complessa interpretazione. I romanzi che ho qui analizzato sono, tutto sommato, abbastanza dissimili tra loro (soprattutto per quello che riguarda la forma), ma hanno in comune proprio questa distanza dalla concezione tradizionale dell’autobiografia e la consapevolezza delle modificazioni dello statuto dell’io.

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4 Introduzione Attorno alla scrittura autobiografica ci sono stati sempre enormi e fecondi dibattiti, sia all’interno del mondo della letteratura che in quello della pedagogia e delle cosiddette scienze umane. Tradizionalmente, i due punti di snodo più importanti vengono fatti coincidere con le Confessioni di Sant’Agostino e le Confessions di Jean- Jacques Rousseau. Questi due testi sono dei modelli di un’autobiografia intesa in senso tradizionale come un mettersi a nudo (davanti a Dio, a se stessi o agli altri) e tout dire. Di questo tipo di autobiografia è Philippe Lejeune uno dei teorici più importanti, se non altro in Francia. Con la modernità, però, le cose assumono forme e prospettive diverse; un ruolo importante fu giocato dalle avanguardie, di cui Philippe Forest è stato studioso e storico. Egli è un romanziere ed un critico che ha dato un grande contributo allo studio e allo sviluppo di queste nuove scritture dell’io. La base teorica di questa tesi sarà, allora, soprattutto il suo lavoro, che mira ad evidenziare lo scarto che c’è tra le autobiografie tradizionali e le nuove e più complesse realizzazioni dei romanzi dell’io. Scrivere di sé non sempre vuole dire raccontarsi per cercare l’identità perduta da riconquistare confortevolmente una volta per tutte. Sulla pagina lo scrittore sperimenta un disfacimento di sé e la costruzione di un io che ha uno statuto diverso. Ecco che allora questa scrittura realizza esiti sempre diversi e di complessa interpretazione. I romanzi che ho qui analizzato sono, tutto sommato, abbastanza dissimili tra loro (soprattutto per quello che riguarda la forma), ma hanno in comune proprio questa distanza dalla concezione tradizionale dell’autobiografia e la consapevolezza delle modificazioni dello statuto dell’io.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Orlando Bonserio Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1001 click dal 24/08/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.