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La "questione indigena" nelle relazioni internazionali: un paradosso della globalizzazione

Partendo dai documenti che giustificarono la conquista dei territori americani e negarono qualsiasi tipo di diritto alle genti che li vivevano(primo fra tutti il diritto all'autodeterminazione) si giunge alla conclusione che questo tipo di sfruttamento e di dinamica si ripropone oggigiorno attraverso l'azione delle multinazionali. Così come 500 anni fa le popolazioni indigene si ritrovano relegate ai margini delle società dei Paesi nei quali vivono, subendo per giunta l'aggravarsi delle condizioni ambientali per via dell'esasperata produzione capitalistica.
Nell'ultima decade però, in particolare in America Latina, si stanno manifestando forme di riscatto da parte delle popolazioni indigene. Primo fra tutti è il caso della Bolivia, Paese tra i più poveri del Continente, dove le genti indigene hanno ottenuto la riscrittura della propria Carta Costituzionale incentrandola sui principi del "buen vivir", principio cardine delle cosmogonie andine.

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6 INTRODUZIONE Il presente elaborato affronta uno studio sul tema del riconoscimento dei diritti delle popolazioni indigene, cercando di ricostruire le modalità di approccio che il contesto giuridico internazionale ha avuto a riguardo. Nel primo capitolo si andranno ad analizzare i documenti redatti durante il periodo iniziale della Conquista delle terre americane da parte delle potenze europee e i dibattiti che ne seguirono. Questi vertevano sulla legittimità del possesso delle “nuove terre” nonché sulla problematica riguardo l’incontro con “l’altro”, l’indigeno. Si vedrà come la dottrina si divise su tale argomento, tra chi da una parte vedeva l’indigeno essere inferiore e dunque adatto a venire schiavizzato, e chi invece lottò per il rispetto e l’integrità di questo. I dibattiti dell’epoca non misero mai in discussione però la presenza europea in America, tesa a civilizzare ed evangelizzare le genti del “Nuovo Mondo”. Fu così possibile instaurare una dinamica di dominio che si estese insieme con il prosieguo delle scoperte geografiche e scientifiche, di cui godette solo una minima parte della popolazione mondiale. Con la scoperta dell’emisfero occidentale si comincia infatti a pensare il mondo attraverso “linee globali” dando vita ai germi del processo di globalizzazione. Il secondo capitolo analizzerà questo processo tanto dibattuto e controverso, del quale si cercherà di studiare le origini storiche e le conseguenze con impatto negativo nei riguardi delle realtà più emarginate ed esposte ai rischi del globalismo, che per Beck si sostanzia in quella “dittatura neoliberista del mercato che, in particolare nel terzo mondo, toglie le basi, comunque precarie, dell’autosviluppo democratico”. Il globalismo si realizza nella possibilità che hanno gli attori del mercato globale, le multinazionali, le lobby ed i governi di entrare nei Paesi in via di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Cascella Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.