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I Ditirambi di Bacchilide

Il lavoro è un'analisi metrica, contenutistica, stilistica, filologica, linguistica, dei Ditirambi di Bacchilide, poeta greco del V sec. a.C.
Ho strutturato l’analisi di ciascun ditirambo nelle seguenti sezioni:
-un breve commento paleografico introduttivo;
-L’ARGOMENTO: un riassunto del contenuto;
-IL MITO: un confronto con la trattazione del mito da parte delle fonti precedenti rimasteci, letterarie ed iconografiche, per comprendere il tipo di approccio al mito da parte di Bacchilide, dato che il ditirambo ha la caratteristica precipua di essere un canto lirico con contenuto narrativo mitico;
-ANALISI DEL CARME: un commento stilistico, lessicale, strutturale;
-IL GENERE: un’analisi degli elementi che possono rimandare al genere letterario ditirambico, a prescindere dalla indicazione del sillybos e alla classificazione dei Grammatici Alessandrini
-L’OCCASIONE: congetture sul luogo della performance dell’esecuzione, e sulla festa specifica;
-Analisi metrica delle odi (è stato possibile dare un’interpretazione coerente solo ai dith. I, II, IV);
-traduzione mia; -commento dei singoli versi, con analisi delle varie lezioni proposte, e analisi lessicale sulla base del confronto dell’uso attestato in Omero, in Esiodo, nei lirici e nei tragici.

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Premessa Con l’analisi dei 6 ditirambi (odi XV [XIV] - XXI [XX]) di Bacchilide, restituiti dalle colonne XXX-XXXIX del papiro egiziano rinvenuto nel 1896 in Egitto, in una tomba di Meïr presso Al-Kussìyah, ed edito nel 1897 da Frederick G. Kenyon in un unico volumen, il cosiddetto Pap. Brit. Bibl. 733 (P. Lit. Lond. 46 = 175 Pack 2 ) 1 , mi propongo soprattutto di fornire un aggiornamento bibliografico agli studi svolti finora su queste odi, in attesa della pubblicazione di un’edizione commentata di Herwig Maehler, che si è già occupato dei 14 epinici di Bacchilide, in “Die Lieder des Bakchylides. Die Siegeslieder. I-II”, Leiden 1982. Ho utilizzato il testo dei ditirambi nell’edizione critica di B. Snell-H. Maehler, Bakchylides. Lieder und Fragmente, Darmstadt 1970, che ho confrontato con l’editio princeps di F. Kenyon 1897, e con le edizioni di R.C. Jebb (1905), di B. Snell (1961) e di J. Irigoin (1993). Per il commento generale, mi sono servita degli studi fondamentali sulla storia del ditirambo di G. A. Privitera, di A. Pickard-Cambridge e di B. Zimmermann 2 . I ditirambi di Bacchilide sono 6 componimenti intitolati con nomi o episodi mitici, come nel caso delle tragedie, e ordinati secondo le lettere iniziali dei titoli stessi: 'Anthnor…dai ¿ `Elšnhj ¢pa…thsij (dith. I - ode XIV [XV] ); <`Hrakl»j (o Dh £neira ?). e„j Dšlfouj> (dith. II - ode XV [XVI]); 'H qeoi À QhseÚj (dith. III - ode XVI [XVII]); QhseÚj. 'Aqana…oij (dith. IV - ode XVII [XVIII]); 'Iè. 'Aqana…oij (dith. V- ode XVIII [XIX]); ”Idaj. Lakhdaimon…aij (dith. VI - ode XIX [XX]). In un primo momento questi carmi furono classificati da Kenyon come “ditirambi” solo sulla base di un riferimento da parte di Serv. ad Verg. Aen. VI, 21 al carme XVII 'H qeoi À QhseÚj (Bacchylides in dithyrambis). La conferma venne in seguito al ritrovamento nel 1922 del s…lluboj del papiro O (P. Oxy. 1091, del II sec. d.C.), che riportava l’iscrizione: “Bakcul…dou diqÚramboi” e di seguito il titolo del carme “'Anthnor…dai ¿ `El»nhj ¢pa…thsij”, il primo della serie conservata. 3 Tuttavia gli studiosi si sono chiesti se questi canti corali di contenuto narrativo che il sillybos indica come “diqÚramboi Bakcul…dou” furono considerati tali da Bacchilide oppure solo dai Grammatici Alessandrini, che riunirono sotto questo titolo anche odi di genere diverso. 1 Il papiro, indicato con A dagli editori, è costituito da un totale di 39 colonne (sel…dej), ognuna con un numero di linee variabile da 32 a 36; ha restituito 20 odi di Bacchilide: le colonne I-XXIX contengono i 14 epinici (16, se se ne considerano altri 2 estremamente mutili, e che rendono oscillante la numerazione delle successive); le colonne XXX- XXXIX contengono i 6 ditirambi. E’ vergato solo sul recto in scrittura onciale, definita “maiuscola bacchilidea” da M. Norsa, La scrittura letteraria greca dal IV sec. a.C. all’VIII d.C., Firenze 1939, tav. 10a e id. “Analogie e coincidenze tra scritture greche e latine nei papiri” in: Miscellanea Mercati (Studi e Testi, 126) 1946, pp.105-121(vd. anche Montevecchi, La Papirologia, Torino 1973, p. 57 e tav. 66), grafia che permette di datare il papiro intorno al 50 a.C., alla fine dell’età Tolemaica; correzioni e titoli, della prima mano correttrice di se stessa (A 1 ) e di altre mani correttrici (A 2 , A 3 , A 4 ), sono databili intorno a I-II sec. d.C. (una dettagliata analisi paleografica del papiro, cui si sono aggiunti nuovi ritrovamenti da Ossirinco, è fornita da Jebb 1905, pp.121-144; da Snell-Maehler 1970, pp. VIII-XIII; e da Irigoin 1993, pp. XXXIII-XXXIX). 2 Vd. bibliografia, infra pp. 277sg.. 3 Vd. Snell-Maehler 1970, p. IX.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Barbara Bendolini Contatta »

Composta da 303 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2042 click dal 24/08/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.