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New Age: radici filosofiche di un movimento di fine millennio

La tesi “New Age: radici filosofiche di un movimento di fine millennio” rifiuta in parte la considerazione spiritualistica e parareligiosa di questo fenomeno, che ha attraversato e ancora attraversa l’intero mondo occidentale. In realtà, le due caratteristiche fondamentali della New Age sono l’attenzione al singolo e l’auspicio dell’avvento di una Nuova Era, nei modi che hanno sempre contraddistinto l’aspirazione ad un mondo perfetto, mito che appartiene al pensiero filosofico fin dall’antichità. Il lavoro si propone come un viaggio, dalla Scuola di Mileto alla “Profezia di Celestino”, preannunciando un fatto di cronaca che sarebbe avvenuto due anni dopo la discussione della tesi: la nascita di Slow City, l’accordo tra 30 sindaci italiani, che – attraverso l’utilizzazione della tecnologia – vogliono concretizzare un ambiente più a “misura d’uomo” nelle loro città.

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INTRODUZIONE Secondo Massimo Introvigne, direttore del Cesnur, il Centro studi nuove religioni della Conferenza episcopale italiana, considerato uno dei massimi esperti italiani sull’argomento, la New Age sarebbe un metanetwork: <<Mette in collegamento quelli che si occupano di psicologia umanistica, con quelli che si occupano di ecologia, con quelli che si occupano di ricerca spirituale, di particolari tecniche di meditazione, o anche di reincarnazione. Ma non necessariamente le persone all'interno di ogni singolo network aderiscono anche alle posizioni o agli interessi degli altri. Chi si interessa di yoga può non essere impegnato sul fronte dell'ecologia, o chi si interessa di psicologia del transpersonale può non interessarsi affatto di astrologia. Tutti questi network non sono ancora New Age, ma sono porte d'ingresso sul New Age, che li mette insieme e li fa incontrare. Per tenere insieme tutti questi network ci sono alcuni principi di fondo, uno di questi è che ognuno crea il suo mondo con la sua verità, che non esistono orizzonti di verità assoluti e non negoziabili>> 1 . Quindi, tracciare linee-guida che possano definire con precisione questo fenomeno culturale, che solo in Italia coinvolge cinque milioni di persone 2 , in costante aumento, è impresa difficile: troppe le componenti da prendere in considerazione, spesso accomunate tra loro esclusivamente dalla speranza di un futuro migliore, nell'avvento di una Nuova Era, appunto, 1 M. Danon, Un network di network, in <<New Age & New Sounds>>, n° 55 (marzo 1996), pag. 28. 2 Il dato è stato pubblicato nell'ambito di un'inchiesta di A. Troiano, Tutti contagiati dal ciclone della New Age, in <<Corriere della Sera>>, lunedì 15 maggio 1997, pag. 15.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Concetta Talo' Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1518 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.