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Riti e simboli nel Cantar de mio Cid

Il poema che narra della vita e delle imprese di Rodrigo Díaz de Vivar, meglio conosciuto come il Cid (dall’arabo Sayyd › Signore), è il testo letterario più importante di tutto il Medioevo spagnolo. Il Cid, Ruy Díaz de Vivar, è un personaggio realmente esistito, fu uno degli eroi della Reconquista spagnola che si rese autore e protagonista, nel 1092, della presa di Valencia, città che dopo secoli venne tolta ai mori. Questa, come tante altre imprese militari, s’intrecciano alla vicenda umana e personale del Cid, che sul campo di battaglia si riconquista la fiducia del Re e l’onore sottrattogli, meschinamente, dai suoi nemici. Il realismo, o forse sarebbe meglio dire la storicità, del materiale narrativo è una delle peculiarità dell’epica spagnola, infatti, proprio l’assenza dell’elemento meraviglioso e fantastico la differenziano dall’epica francese.
Tantissimi sono gli studiosi che si sono avvicinati al Cantar de mio Cid ed altrettanto numerose sono le ipotesi e le teorie che lo riguardano; onde evitare di perdersi in quello che può essere tranquilamente definito un oceano di tesi e di interpretazioni ho voluto focalizzare la mia attenzione su di un aspetto specifico: la funzione ed il ruolo che la simbologia, il rito, assumono nell'economia del poema. Il Cantar, come già detto, è un capolavoro assoluto della letteratura medievale europea; è un’opera fortemente legata al suo contesto storico non solo per i contenuti espressi, ma anche e soprattutto per la sua realizzazione. Determinate evocazioni o riferimenti, infatti, potevano essere colti solo dal pubblico medievale, dato che la simbologia, e più in generale l’evocazione simbolica, è una componente portante della cultura e della mentalità medievale. Con questo lavoro mi sono proposto di provare a fornire al lettore che si avvicina al Cantar strumenti e chiavi di lettura che gli consentiranno di cogliere i significati ed i simboli nascosti dietro le scelte del poeta, i gesti, i riti e le cerimonie.

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5 INTRODUZIONE: Il poema che narra della vita e delle imprese di Rodrigo Díaz de Vivar, meglio conosciuto come il Cid (dall’arabo Sayyd › Signore), è il testo letterario più importante di tutto il Medioevo spagnolo. Si tratta di un poema epico o, più precisamente, di un Cantar de gesta e quindi è legato alla tradizione giullaresca ed è diffuso oralmente. I cantares costituiscono il nucleo fondamentale della tradizione epica spagnola ma, purtroppo, la diffusione orale non ne ha favorito la conservazione; infatti, a noi ne sono giunti pochissimi ed il Cantar de mío Cid è l’unico esemplare che ci è giunto quasi integro. La parola gesta deriva dal latino gero, termine che significa fare e che dunque designa anche le cose fatte ed accadute. In seguito gesta assume il significato di impresa, e quindi quello che i giullari narravano nei loro canti sono, essenzialmente, imprese reali ed accadute. Del resto il Cid, Ruy Díaz de Vivar, è un personaggio realmente esistito, fu uno degli eroi della Reconquista spagnola che si rese autore e protagonista, nel 1092, della presa di Valencia, città che dopo secoli venne tolta ai mori. Questa, come tante altre imprese militari, s’intrecciano alla vicenda umana e personale del Cid, che sul campo di battaglia si riconquista la fiducia del Re e l’onore sottrattogli, meschinamente, dai suoi nemici. Il realismo di cui si diceva precedentemente, o forse sarebbe meglio dire la storicità del materiale narrativo, è una delle peculiarità dell’epica spagnola, infatti, proprio l’assenza dell’elemento meraviglioso e fantastico la differenziano dall’epica francese. La storicità dei cantari è tale che, a partire dal XIII secolo, essi vengono utilizzati come fonti essenziali per la redazione di opere storiografiche come la Estoria de España, patrocinata dal re Alfonso X el Sabio. La biografia cidiana presente in questa cronaca mostra una

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Luigi De Magistris Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.