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Studi sul ''crimen ambitus''

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Luvrano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Luraschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 179

Analisi dei crimini in materia di propaganda elettorale nell'evoluzione repubblicana (dal 509 al 27 a.C.)

L’oggetto di questo studio è la politica romana nella repubblica, o meglio i sistemi della sua corruzione sotto l’aspetto elettorale; in sostanza, quello che oggi si definirebbe "voto di scambio", benché questa definizione, per la specificità dell’argomento che si tratterà in seguito, nonché per le varie forme assunte dalla corruzione politica, sembra troppo generica e riduttiva. Il tema specifico di questo lavoro è dunque lo studio del crimen ambitus. Nel corso dell’indagine (si veda il cap. III, § 3) sarà analizzata anche la relativa terminologia. Qui è sufficiente dire che il termine, benché specificamente riferito ad un reato (un crimina, appunto), nel suo generico senso, e volendo guardare ai tipi di comportamenti concreti da esso sanzionati, può comprendere tutte accaparramento di voti nelle elezioni alle magistrature. In sostanza, il crimen ambitus è un reato, quindi, che sanziona genericamente il broglio elettorale, a prescindere dalle concrete modalità della sua attuazione. Infatti, il suo sistema sanzionatorio comprende, come si vedrà più avanti, varie condotte che, col passare degli anni, sono state considerate interdette e quindi contenute nella fattispecie. L’indagine è volta alla trattazione del crimen ambitus nella sua evoluzione repubblicana (dal 509 al 27 a. C.). In primo luogo, perché è all’inizio di tale epoca che si manifestano i primi comportamenti ritenuti condannabili, e sempre in età repubblicana il crimen vive la sua evoluzione, per raggiungere poi la massima considerazione verso la fine del periodo repubblicano, soprattutto in concomitanza con i sanguinosi conflitti sociali dell’epoca. Alla fine della repubblica, e soprattutto con l’avvento del principato, il crimine considerato perde i suoi caratteri peculiari di broglio elettorale in senso stretto e tende a trasformarsi, anche a causa dei mutati sistemi elettorali di queste epoche.

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INTRODUZIONE La repubblica romana, che ha sempre suscitato un certo fascino, soprattutto per il ricordo delle sue grandi conquiste, quantomeno stupefacenti per quell’epoca, costituisce soprattutto un eccellente esempio di politica. Infatti, in essa sono racchiuse tutte le rappresentazioni concrete della politica: prima la comunità, poi l'organizzazione dei poteri e quindi delle istituzioni per governarla, quindi le lotte e le rivendicazioni dei più deboli contro i grandi e le successive conquiste sociali. L’oggetto di questo studio è proprio la politica romana nella repubblica, o meglio i sistemi della sua corruzione sotto l’aspetto elettorale; in sostanza, quello che oggi si definirebbe “voto di scambio”, benché questa definizione, per la specificità dell’argomento che si tratterà in seguito, nonché per le varie forme assunte dalla corruzione politica, sembra troppo generica e riduttiva. Il tema specifico di questo lavoro è dunque lo studio del crimen ambitus . Nel corso dell’indagine (si veda il cap. III, § 3) sarà analizzata anche la relativa terminologia. Qui è sufficiente dire che il termine, benché specificamente riferito ad un reato (un crimina , appunto), nel suo generico senso, e volendo guardare ai tipi di comportamenti concreti da esso sanzionati, può comprendere tutte

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Parole chiave

elezioni
clientela
propaganda elettorale
crimen ambitus
brogli

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