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''La grazia danza''. La coreusi ad Alessandria d'Egitto tra I e IV secolo d.C.

Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Pini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Remo Cacitti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

La tesi analizza la funzione della danza nell'antichità e in particolar modo nell'Alessandria d'Egitto cristiana. Grazie all'analisi di testi (Clemente Alessandrino, Atti apocrifi di Giovanni) e comunità (Terapeuti, Meleziani) fa ritornare alla luce pratiche e liturgie smarrite, evidenziando il valore anche religioso della danza.
Oggi queste prassi coreutiche alessandrine non sono nient’altro che liturgie smarrite di comunità perdenti. Non abbiamo finora a disposizione che queste esigue testimonianze, anche perché i gruppi in cui questi riti coreutici avvenivano, non essendosi integrati nella religione ufficiale, furono sopraffatti. Tanto i Terapeuti quanto i Meleziani e l’ambiente gnostico in cui ebbero origine gli Acta Johannis furono comunità ai margini rispetto all’esperienze religiose più diffuse, comunità di cui presto la storia cancellò le tracce. Pur se divisi da ambienti diversi, fedi discordi e differenti significati attribuiti alla coreusi, le testimonianze che possediamo hanno qualcosa in comune. Innanzitutto praticano un’unica modalità di danza, fatta di salti e battiti di mano in cerchio; in secondo luogo concedono all’arte coreutica un ruolo prioritario all’interno dei riti del proprio gruppo. Vi è un vero e proprio filone coreutico alessandrino, iniziato dai Terapeuti, continuato negli Acta Johannis, conosciuto da Clemente e ancora vivo coi Meleziani, lo stesso filone a cui Pambone accennava nel suo aneddoto. L’importanza attribuita alla danza ad Alessandria dà origine a una tradizione tanto varia quanto compatta, in cui differenti correnti religiose si accostano fra loro e si influenzano. Abbiamo ancora grosse lacune nella nostra ricostruzione, tuttavia ci è possibile tentare di ricomporre alcuni legami tra i vari gruppi. Si può ipotizzare che nelle sue fasi iniziali la coreusi ad Alessandria ebbe come protagonisti gli asceti della Mareotide, comunità inserita nel pieno del contesto mediogiudaico della diaspora; si è già visto poi come il racconto della danza di Cristo, che sostituisce l’ultima cena negli Acta Johannis, presenti la medesima finalità di ermeneutica biblica propria delle veglie terapeutiche.

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3 INTRODUZIONE All’inizio di questa breve ricerca bisognerà innanzitutto determinare cosa s’intende specificatamente con “coreusi” ( : con questo termine si indicherà ogni attività svolta da un coro ( ), accomunando sotto questa medesima definizione sia la pratica della danza sia quella del canto, strettamente correlate tra loro. Nata spontaneamente dall’espressione dei propri sentimenti e dallo stimolo della comunità ad avere cerimonie rituali che ne scandissero la vita, l’arte coreutica si sviluppa e trova diffusione in tutto il mondo antico: nella stessa civiltà greca basterà pensare alla lirica corale o al coro nelle rappresentazioni sceniche per intuire quanto fosse nota; si può ipotizzare addirittura che probabilmente, presso i Greci, non ci fosse festa né cerimonia religiosa in cui la danza non avesse un ruolo da protagonista 1 . Anche il popolo ebraico conosceva molto bene questa forma creativa, tanto che non mancano nella Bibbia molte citazioni di canti in coro e di danze 2 . 1 T. ORTOLAN, s.v. Danse, in Dictionnaire de Théologie Catholique, IV, 1 coll. 107-108; O. PASQUATO, s.v. Danza, in Dizionario Patristico e di Antichità Cristiane, II, coll. 888-889. Oltre che negli spettacoli, le pratiche coreutiche erano in voga nel mondo greco anche nel culto: con contorsioni e movimenti rotatori per procurarsi l’estasi ( APULEIO, Metamorfosi, VII, 27) o nelle feste orgiastiche come quelle per la dea Siria con canti religiosi e musica strumentale (LUCIANO, Dea Syria, 50). Lo stesso Platone, nel Fedro, rappresenta le anime che contemplano la Bellezza come facenti parte di un coro beato (Fedro 250b) e nell’Eutidemo parla di una danza rituale per l’iniziazione ai misteri (Eutidemo 277d-e). 2 Es 15, 20-21; Sal 30, 12-13; 87, 1-7; 149, 1-4; 150; Qo 3, 4; Ger 31, 13; Lam 5, 15; Ez 6, 11; Ct 7, 1; Gdc 21, 21; 2Sam 6, 5; in 1Sam 18, 6-7 le donne danzano e cantano in onore della vittoria di Davide

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Parole chiave

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eretici
clemente alessandrino
coreusi
clemente d'alessandria
atti apocrifi
terapeuti
meleziani
danza religiosa
pambone

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