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Tipico alimentare e Grande Distribuzione Organizzata

L’Italia non è un paese ricco di risorse naturali e la sua economia sta reggendo a fatica l’impatto con la concorrenza globale, ma possiede un patrimonio agroalimentare di ampiezza e diversità tali da renderlo unico al mondo.
Tale patrimonio, un vero e proprio insieme di “giacimenti”, è il nostro minerale prezioso: una variegata ricchezza che, purtroppo oggi, ancora più virtuale che reale, potrebbe essere valorizzato, attribuendogli così una valenza economica, mentre la maggior parte di esso tende a scomparire, per incuria e ignavia, poiché tale patrimonio è stato ignorato e sottovalutato per decenni.
Diviene dunque improcrastinabile un’azione protettiva e propulsiva per questi prodotti agroalimentari tipici, poiché essi sono soprattutto una chance per interi territori del paese di accrescere il proprio reddito e la propria occupazione, ritagliandosi così un ruolo nel mercato globale.
L’area strategica di valorizzazione del prodotto tipico su cui si pone più l’attenzione è quella della commercializzazione: essa è di fondamentale importanza, sebbene non sia quella che crea fisicamente il prodotto, è senza dubbio quella in cui tutte le risorse, tutte le specificità, ricevono un controvalore in moneta, e, il successo o meno di questa fase, determinerà l’ammontare di questa monetizzazione e la conseguente possibilità di remunerare o meno tutti i fattori produttivi,e perciò gli attori del territorio.
L’attenzione si focalizzerà soprattutto sui canali distributivi, per decenni l’unico canale distributivo di questi prodotti è stato quello tradizionale, adatto ad una cerchia di consumatori locali, che già conoscono e apprezzano il prodotto, ma non ad accrescerne il valore e a stimolarne le possibilità di traino dell’economia.
I canali che offrono più possibilità di creare valore e di stimolare e far perdurare un trend economico positivo, sono quello innovativo e quello moderno.
Il primo attraverso la sinergia con gli altri attori amplia l’effetto economico che il prodotto ha sul territorio e perciò la schiera di soggetti che ne godono i vantaggi,il secondo capitolo verterà proprio sull’analisi di come il prodotto tipico possa divenire medium di un territorio, gli attori economici ad esso connessi possano diventare da canali distributivi a servizi accessori compresi nel “pacchetto turistico” messo in vendita dal territorio, che riesce così a qualificare se stesso e a trovarsi un posto nel mercato globale.
Il secondo permette l’accesso ad un mercato dai grandi volumi di vendita, offrendo così la possibilità di uscire da una produzione di nicchia , ma è proprio la dimensione dei volumi prodotti a creare problematiche e rischi, il terzo capitolo analizzerà opportunità e problematiche derivanti da questo connubio.

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1.Il tipico alimentare e la sua valorizzazione 1.1 Il concetto del prodotto tipico Non vi è una definizione universalmente accettata di prodotto tipico ma qualunque sia quella scelta essa fa del legame del prodotto con il territorio d’origine la sua caratteristica più importante. Il prodotto tipico ha caratteristiche e peculiarità uniche, figlie delle specificità di un particolare contesto territoriale, infatti il processo produttivo con cui viene creato fa un ampio uso delle risorse specifiche locali. Tali risorse specifiche sono in primis di tipo fisico: l’ambiente pedoclimatico, esso è molto spesso alla base della tipicità di molti prodotti agroalimentari tipici; le risorse genetiche del territorio, la difesa della biodiversità di un territorio è basilare per la sopravvivenza dei prodotti tipici che vi si producono. Considerare solo le risorse specifiche di tipo fisico è riduttivo, poiché è sempre l’azione dell’uomo che permette alle risorse naturali di esprimere le loro potenzialità e non solo nei prodotti trasformati, ad esempio le varietà vegetali autoctone attuali sono il frutto di operazioni di selezione consapevole messe in atto nel tempo. Ovviamente nei prodotti trasformati l’intervento dell’uomo risulta più evidente nelle pratiche e tecniche di condizionamento e trasformazione della materia prima. Le scelte fatte dalla comunità locale in uno specifico territorio (modalità di coltivazione, tecniche di trasformazione, di stagionatura, la selezione delle varietà) sono giustificate dalla storia ossia sono state fatte dagli attori locali in base alle caratteristiche e alle specificità delle risorse territoriali e del contesto socioeconomico, in tal modo la storia del prodotto viene intimamente saldata alla storia della comunità di persone, perciò il legame con il territorio può essere riferito anche agli aspetti di cultura e di identità locale.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Giacomo Rosati Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

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