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«El cuentero nace, no se hace» Gabriel García Márquez tra letteratura e cinema

Quando si accosta il nome di uno scrittore di fama internazionale al mondo del cinema viene immediata, quasi automatica, l’associazione tra opere letterarie e rispettivi adattamenti. È ormai ampiamente noto, tanto da apparire superfluo ribadirlo ancora, che la sete di storie di cui si nutre da sempre il cinema abbia portato registi e sceneggiatori ad attingere costantemente alle fonti della letteratura. È proprio sulla base di questa evidenza che appare legittimo pensare che la relazione tra l’attività letteraria di uno scrittore e il suo legame con l’universo della celluloide si esplichi e si esaurisca nell’adattamento cinematografico di una o più opere. Senza dubbio quanto detto è riscontrabile in molti casi ma è un limite non attribuibile al Nobel colombiano Gabriel García Márquez il cui rapporto con la settima arte è nato ancora prima che la sua opera narrativa divenisse oggetto di interesse per il grande schermo.
La passione di Gabo per il cinema è un fatto tutto personale in cui i ruoli canonici si ribaltano: non è lui – in qualità di scrittore e con il suo universo di storie a disposizione – a richiamare l’attenzione dell’industria cinematografica ma è quest’ultima a sedurre e attirare a sé l’aspirante scrittore, fin dagli inizi tortuosi della sua lunga ed illustre carriera. Guardando oggi all’intero percorso artistico garciamarquino appare evidente che la sua relazione con l’arte cinematografica è stata sempre intensa e costante ma soprattutto varia, se si pensa ai diversi modi in cui si è concretizzata.
Le attività da lui svolte in relazione al mondo del cinema – e dell’audiovisivo in generale – vanno dalla critica recensionistica degli esordi al confronto con la scrittura cinematografica: soggetti e sceneggiature per mediometraggi, film e serie televisive; la maggioranza portati sullo schermo, altri rimasti irrealizzati. Nell’ambito dell’adattamento il processo più frequente – la cessione dei diritti di un’opera per permettere la realizzazione di un film ad essa ispirato – non è che l’ultimo approdo per una personalità versatile già coinvolta in prima persona nell’adattamento di opere altrui e proprie.
Gli esempi appena elencati sono solo un aspetto circoscritto della costante operosità di una vita dedicata all’arte del raccontare, sulla pagina bianca come sullo schermo, il cui degno coronamento è stata la creazione della Fundación del Nuevo Cine Latinoamericano e della scuola di Cinema e Televisione di San Antonio de los Baños a Cuba, strumenti volti a promuovere lo sviluppo del cinema in America del Sud. Oltre che esserne fondatore e direttore García Márquez ha voluto occuparsi in prima persona della formazione degli aspiranti cineasti, impartendo egli stesso dei periodici seminari di scrittura per il cinema.
Nelle pagine che seguono si cercherà di delineare un quadro generale ma esaustivo della relazione tra Gabriel García Márquez e il cinema considerandola vincolata alla sua produzione giornalistica e letteraria in quanto inserita, insieme a queste ultime, in un unico vasto panorama interconnesso.

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Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Rossana Grieco Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

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