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Gerhard Richter - L'astrazione nella figurazione

Nella pittura di Gerhard Richter, la rappresentazione come riproduzione e la forma astrattamente gestuale stiano l’una accanto all’altra con pari dignità, come possibilità di acquisizione della realtà. La sua pittura si sforza di rompere e mettere in dubbio la chiarezza dell’immagine rendendo irriconoscibile il soggetto e mettendo in discussione la stessa oscillando tra astrazione e figurazione. Il suo atteggiamento verso l’immagine rimane oggettivo anche quando inizia nella metà degli anni Settanta a dipingere quadri astratti che, attraverso i colori e l’uso della racla, sottrae la pittura mettendo in luce lo sgretolarsi della materia avvicinandosi cosi al processo della sfocatura. Questo processo viene illustrato nella sua raccolta e documentazione Atlas, un archivio di immagini raccolte come modelli iconografici per la sua pittura. L’Atlas che segue tutt’oggi il lavoro dell’artista, inizialmente conteneva immagini fotografiche che Richter raccolse già agli inizi degli anni Sessanta da riviste dell’epoca e da album di famiglia. Successivamente le fotografie vengono scattate da lui stesso durante i suoi viaggi e l’Atlas inizia a contenere anche degli schizzi, disegni e progetti. L’Atlas viene letto dai critici come tramite della memoria sia autobiografica che collettiva. Esso è quindi una gran testimonianza della società di quel periodo ed è importante dal momento in cui nella Germania del dopoguerra aleggiava un sentimento collettivo di negazione e rimozione della memoria culturale tedesca. Riportando l’attenzione sui lavori astratti di Richter, ho cercando di capire il loro svolgimento e la loro evoluzione, ricordando sempre che i quadri astratti di Richter rappresentano porzioni riprese dalla realtà. Si colgono i cambiamenti degli aspetti formali che compongono questi lavori, come per esempio nelle prime opere astratte erano presenti numerosi tagli e diverse direzioni di pennellate che aumentavano la profondità dell’opera mentre in opere successive vengono applicati strati di colore che attraversano tutta la superficie con movimenti verticali oppure orizzontali che coprono gli strati inferiori. Richter non inventa o trascrive un’immagine, ma assiste alla genesi delle sue opere e all’autonomia dei mondi che rappresentano. Le sue numerose mostre personali come la retrospettiva nel 2002 al Museum of Modern Art di New York chiamata “Forty years in Painting” curata da Robert Stoor lo hanno collocato tra i più importanti artisti del XX secolo.

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In copertina: Abstraktes Bild, olio su tela, 280X280 cm, 2009, (CR 912-1) GERHARD RICHTER L’astrazione nella figurazione Accademia Di Belle Arti Firenze Corso di Pittura Prof. Uamberto Bisi Tesi di storia dell’arte: Relatore Prof. Franca Corradini Candidata: Marika Sartori Anno Accademico 2010/2011

Diploma di Laurea

Facoltà: Design e Arti

Autore: Marika Sartori Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.