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Sfruttamento dell'opera mediante licenza del diritto d'autore

La tesi in questione si propone di far chiarezza sulla materia regolata prevalentemente dalla legge 22 aprile 1941, n. 633 (LDA) ed inoltre tiene conto del progresso tecnologico, elemento essenziale per analizzare un argomento così complesso e dalle molteplici sfaccettature.

Sin dal primo capitolo non vengono trascurati i principi fondamentali del diritto d’autore come il “diritto di riproduzione”, il “diritto di comunicazione al pubblico” ed il “diritto di distribuzione”; trovano spazio in questa parte dell’elaborato anche il “copyright” ed il “copyleft”, quest’ultimo recente fenomeno nato dal concetto di “software libero” e sviluppatosi come frutto della svolta digitale.
La distinzione tra diritti d’autore e diritti connessi è alla base dell’ultimo paragrafo del primo capitolo ed anche in tale situazione non si perde di vista il progresso tecnologico, poiché a proposito della cosiddetta utilizzazione libera dell’opera, si parla anche delle licenze Creative Commons.

Il secondo capitolo è molto esplicito sin dal titolo: “I soggetti e le licenze del diritto d’autore: quando un’opera si può utilizzare a fini economici?”. I paragrafi sono nell’ordine: “Il produttore di fonogrammi”, “I programmi radiotelevisivi”, “Gli artisti interpreti ed esecutori”, “Le fotografie”, “Le opere cinematografiche”, “Le opere letterarie”, “Le nuove tecnologie: opere multimediali, Internet e tecniche digitali”; tra i sottoparagrafi più interessanti vanno segnalati senz’altro “La copia privata” e “La SIAE” all’interno de “Il produttore di fonogrammi”, così come assume una grande importanza “La tutela dei “format”” all’interno de “I programmi radiotelevisivi”, oltre che tutto il terzo paragrafo “Gli artisti interpreti ed esecutori”: questi ultimi sono soggetti simili, ma allo stesso tempo molto diversi rispetto agli autori. L’ultimo paragrafo “Le nuove tecnologie: opere multimediali, Internet e tecniche digitali” funge sia da riassunto dei paragrafi precedenti, sia da anello di congiunzione con l’ultima parte della tesi.

Il terzo ed ultimo capitolo tratta de “I casi più diffusi di sfruttamento dell’opera senza licenza del diritto d’autore: il plagio e la pirateria”. Per quanto concerne il plagio, riveste notevole importanza “il plagio musicale”, che racchiude al suo interno un sottoparagrafo dedicato al celebre “caso De Gregori” ed un altro dedicato al “campionamento o sampling”. Seguendo l’ordine del capitolo precedente, viene dato spazio anche ad altri tipi di plagio: “radiotelevisivo”, “fotografico”, “cinematografico” e “letterario”. Infine, riguardo a “La pirateria”, va segnalato senz’altro il “caso Napster”, precursore alla fine degli anni ’90, di innumerevoli discorsi incentrati sulla legalità o meno di alcuni siti Internet che permettono il file-sharing.

“Un buon artista non imita, ruba” (Igor Fëdorovič Stravinskij)

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1 I CAPITOLO: I PRINCIPI FONDAMENTALI IN DIRITTO D’AUTORE ALLA LUCE DEL PROGRESSO TECNOLOGICO 1 IL DIRITTO D’AUTORE NELLA SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE 1.1 Il diritto di riproduzione; 1.2 Il diritto di comunicazione al pubblico; 1.3 Il diritto di distribuzione ed il principio dell’esaurimento comunitario; 1.4 Il “copyright” e le sue differenze principali con il diritto d’autore. 1.1 Il diritto di riproduzione Il diritto di riproduzione è il primo diritto che deve essere garantito nella società dell’informazione. Il legislatore comunitario ha concesso all’autore e agli altri titolari dei diritti di controllare gli atti di riproduzione delle opere soprattutto con riferimento all’ambiente digitale assumendo allo stesso tempo una posizione piuttosto severa quanto alla difesa del diritto. Si afferma così che la «diffusione della cultura non può essere veramente promossa se non proteggendo

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Leonardo Follieri Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2388 click dal 14/09/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.