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Serbo-croato e italiano a confronto: elementi di linguistica contrastiva

L'elaborato si propone di analizzare in un'ottica contrastiva gli elementi ricorrenti nel sistema linguistico italiano e serbo-croato, articolandosi in quattro sezioni, ognuna delle quali dedicata a un argomento. Nella prima parte sono oggetto di studio la fonetica e la fonologia (confronto degli alfabeti, degli accenti, doppie, elisione e al troncamento tipici dell’italiano; palatalizzazione, iotazione, sibilarizzazione e cambiamenti fonetici che interessano il serbo-croato).
Nella seconda parte si ritrova la morfologia e il conseguente confronto tra generi, numero, articoli, casi, aggettivi e relativi gradi di intensità, nonché pronomi (analizzandoli nel dettaglio), preposizioni semplici e articolate, congiunzioni, interiezioni e onomatopee, terminando con avverbi e verbi.
Nella terza parte l’analisi si concentra sulla sintassi, fornendo dapprima le spiegazioni relative ai sintagmi e alla proposizioni per poi giungere allo studio della sintassi del periodo (con relativi dettagli inerenti la coordinazione e la subordinazione) e alla spiegazione delle particelle clitiche.
Infine, nella quarta e ultima parte, sono state analizzate le particolarità lessicali rappresentate dai falsi amici.

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1 INTRODUZIONE Con il presente lavoro, nato dalla volontà di mettere a confronto due sistemi linguistici apparentemente lontani tra loro, ho analizzato i punti in comune e le differenze che contraddistinguono la lingua italiana da quella serbo-croata. Ho deciso di procedere nell‟analisi grammaticale studiando dapprima la fonetica e la fonologia, poi la morfologia, seguita dalla sintassi e dal lessico. In ogni argomento trattato ho inserito un commento, ipotizzando i possibili dubbi che potrebbero sorgere negli studenti, sia italiani sia bosniaci/croati/montenegrini/serbi; percependo gli errori come opportunità di revisione e miglioramento e tenendo sempre presenti i principi della linguistica e dell‟analisi contrastiva. Com‟è possibile desumere già dalle righe sopra, nel corso dell‟elaborato, sarà utilizzato l‟aggettivo serbo-croato (cornice linguistica dell‟area neoštokava) in relazione al sistema linguistico mentre bosniaco/croato/montenegrino/serbo sarà riferito al discente. Aspetti sociolinguistici È opportuno iniziare con una breve precisazione sulla situazione linguistica nei Balcani. Il serbo, il croato e il bosniaco, insieme al macedone, allo sloveno e al bulgaro, appartengono al ramo meridionale delle lingue slave. Come affermato dal linguista Ivo Pranjković, a livello di standardizzazione il bosniaco, il croato e il serbo sono classificati come tre varianti di una stessa lingua seppur differenziate dall‟alfabeto: cirillico per il serbo (essendo la Serbia a maggioranza ortodossa), latino per il croato (la Croazia è di rito cattolico), entrambi per il bosniaco (l‟uso del cirillico è circoscritto al territorio della Republika Srpska). 1 Alla base della lingua standard ritroviamo il dialetto štokavo, dal pronome interrogativo što o šta. Gli altri due dialetti, parlati perlopiù in Croazia, il čakavo e il kajkavo, non sono riconosciuti come lingue standard. Il dialetto štokavo si divide in tre parlate secondo come viene realizzata l‟antica vocale jat ( Ѣ o ĕ) che in alcune zone si pronuncia e (ekavo) mentre in altre je o ije (jekavo). A queste pronunce poi se ne aggiunge una terza, i (ikavo). Tuttavia esistono concezioni differenti da quella di Pranjković in quanto non tutti i linguisti, e non solo i linguisti, a riguardo della 1 Cfr. intervista su Slobodna Dalmacija del 07/02/2006.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Sara Nardicchia Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.