Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il conflitto israelo-libanese dell'estate 2006

Il conflitto israelo-libanese dell'estate del 2006 analizzato nel suo percorso storico, partendo dal rapimento dei soldati israeliani e dal contemporaneo bombardamento del nord di Israele, e arrivando alle reazioni diplomatiche descritte attraverso documenti e dichiarazioni ufficiali delle personalità coinvolte. Le prese di posizione di Hezbollah, di Olmert e della Livni, di Siniora, di Bush e della Rice, di Solana. La Conferenza di Roma, il ruolo della diplomazia italiana ed europea. Gli effetti geopolitici del conflitto: il ridimensionamento israeliano e le forti critiche. La Commissione Winograd. Il rafforzamento di Hezbollah, il sostegno iraniano e il ruolo della Siria. Il fallimento della politica mediorientale dell'amministrazione repubblicana. Gli effetti umanitari del conflitto, le critiche delle organizzazioni umanitarie e i costi della ricostruzione.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione Anche il decennio appena trascorso, come i precedenti, ha visto l‟area mediorientale al centro della scena internazionale. Il motivo principale va ricercato nella politica estera promossa dall‟amministrazione americana del Presidente George W. Bush, basata sulla guerra senza quartiere al terrorismo nelle enclavi in cui questo si riteneva avesse le sue basi. In questo quadro, tutta l‟attenzione dell‟opinione pubblica è stata catturata dagli eventi susseguitisi in Afghanistan prima e in Iraq dopo. Per questa ragione, il conflitto che nell‟estate del 2006 ha visto confrontarsi nel territorio libanese l‟esercito israeliano e le milizie di Hezbollah ha colto molti di sorpresa, non perché la zona sia solitamente tranquilla, ma piuttosto in quanto la rapidità dell‟escalation, la durata insolitamente lunga e la violenza dell‟ennesima guerra che insanguinava l‟area sono state certamente inattese. Tutto ciò ha riportato l‟attenzione internazionale su una regione la cui visibilità era passata in secondo piano, a causa delle guerre ben più lunghe e cruente che si combattevano contemporaneamente nei Paesi vicini. Questo lavoro si propone di analizzare quanto accaduto per fornire una chiave di lettura che ne valuti l‟importanza complessiva e per poter meglio comprendere le dinamiche geopolitiche che interessano non solo i due attori direttamente coinvolti, ma anche lo Stato libanese, la Siria e l‟Iran, oltre ovviamente agli Stati Uniti e all‟ONU. Per farlo, è stata necessaria un‟analisi approfondita dei numerosi documenti che sono stati pubblicati sia nel corso dei giorni di guerra che successivamente. Rivestono un‟importanza fondamentale le Risoluzioni dell‟ONU che si sono occupate delle vicende libanesi nel corso dei decenni, per arrivare alla Risoluzione 1701, che rappresenta lo sbocco finale della crisi. Altrettanto importanti le numerosissime conferenze stampa e comunicazioni ufficiali degli Stati coinvolti, in primis quelle del Gabinetto israeliano, in particolare del Primo Ministro e del Ministero degli Esteri, gli interventi del Primo Ministro libanese, oltre alle dichiarazioni rese attraverso canali non ufficiali da Hezbollah, contendente atipico che si esprimeva attraverso le frequenze della propria televisione. Per comprendere la concatenazione e lo sviluppo diplomatico che ha portato al cessate il fuoco sono state analizzate anche le varie conferenze stampa e le comunicazioni ufficiali rilasciate dal Segretario Generale dell‟ONU, dal Presidente e dal Segretario di Stato americano, dal G8 e dall‟Unione Europea. L‟abbondanza di fonti relative alle posizioni dei Paesi occidentali contrasta con la difficoltà riscontrata nel reperire altrettanto riguardo ai Paesi arabi coinvolti, i quali, pur giocando dietro le quinte un ruolo decisivo, non hanno prodotto una mole documentale rintracciabile in una lingua diversa dall‟arabo, ma solo attraverso organi di stampa. Oltre allo sviluppo diplomatico, è stato altresì analizzato l‟effetto della guerra a livello umanitario, attraverso l‟ampia documentazione fornita sia da organismi facenti riferimento alla comunità internazionale, come lo Human Rights Council, che opera in seno all‟ONU, sia ai organizzazioni non governative dal valore ampiamente riconosciuto, come Amnesty International e Human Rights Watch. I documenti ufficiali resi pubblici dallo Stato di Israele sono stati inoltre necessari per descrivere le conclusioni cui è giunta la Commissione Winograd, istituita per indagare le responsabilità interne circa l‟andamento della guerra, mentre le conclusioni ufficiali

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Mauro Campus Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 502 click dal 19/09/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.