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Il Cinema incontra la Moda: Wim Wenders e Yohji Yamamoto in "Appunti di viaggio su moda e città"

La mia tesi guarda alla moda, al Made in Italy e alle influenze giapponesi nella cultura della moda e del costume.
Perché decidere di mettere allo specchio, di creare un confronto fra due artisti apparentemente così differenti e distanti come Wim Wenders e Yohji Yamamoto? Perché la distanza, come si vedrà nella tesi, è solo apparente. La loro comune ricerca si rivolge, seguendo vie espressive diverse, all’essenza di tale opposizione, alle dimensioni profonde che ne creano il significato essenziale e ne motivano il simbolismo.
Sia Wenders che Yamamoto sono artigiani che si immergono nel mondo con guizzo intuitivo, tirando fuori quella che per loro rappresenta l’immagine per eccellenza, la forma espressiva e ricettiva del loro mestiere.
La ricerca di Wenders è legata all’osservazione del materiale, della materia e della forma in cui rendere esplicita la materia stessa; allo stesso modo, le creazioni di Yamamoto trovano ispirazione e si pongono come risposta alla relazione profonda che intercorre fra la materia e la sua formale espressione, il senso che la materia deve interpretare e assumere.
Se Wenders ha potuto avvicinare l’arte cinematografica a quella della moda, reinterpretando la teoria e la pratica del “materiale” di Yamamoto, è evidente che i focus dei loro interessi e l’essenza delle loro ricerche sono gli stessi.
Ma cos’è il materiale, la materia che entrambi vogliono interpretare, creando nuova forma?
Ė la moda la materia, la principale protagonista del film “Appunti di viaggio su moda e città”, e l’occhio, l’obiettivo di Wenders ne determinano la forma. Il lungometraggio nasce su richiesta del Centre Pompidou di Parigi, che decide di commissionare ad un grande regista un lavoro che riesca a far uscire dalla sua dimensione apparentemente effimera il mondo della moda. Wenders, sebbene estraneo a tale dimensione, e mosso da grande curiosità, accetta.

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Introduzione : La mia tesi prende corpo da un attento studio, approfondimento ed indagine, sul maestro di stile giapponese Yohji Yamamoto; ma soprattutto questo lavoro nasce dalla visione di un film-diario del 1989, generato dall’intuizione e dalla curiosità di Wim Wenders, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico di origini tedesche: la pellicola, cuore della mia ricerca, porta il nome di “Appunti di viaggio su moda e città”. Tra moda e cinema c’è un rapporto complesso ed intrigato che da sempre si gioca su differenti fronti; la dimensione della moda ha influenzato fortemente il cinema, nelle sue forme e nelle sue funzioni; legandolo ai propri tempi e alle proprie caratteristiche ne ha contaminato la trama, gli attori, l’intera struttura portante. Il ruolo rivestito dall’abbigliamento in un film infatti è di primaria importanza per esprimere la personalità del protagonista della pellicola; grazie al talento di straordinari costumisti e stilisti, il cinema si impone come diffusore di mode e di stili. Si può dire che sotto molti aspetti lo sviluppo della moda e l’avanzare del cinema viaggino su binari non del tutto distanti tra loro; cinema e moda infatti, rimandano a fenomeni sociologici, comunicativi ed economici assai comuni. Il mio studio circa il film “Appunti di viaggio su moda e città”, analizza la moda non più come una struttura mutevole ed effimera, vetrina e passerella di prodotti di lusso e di nicchia, ma come un sistema di matrice che ama abbracciare strade secondarie, laboratori di espressioni differenti come ad esempio il cinema. L’ipotesi che si delinea analizzando il film preso in esame, è che vi sia un legame molto più stretto di quello che potrebbe sembrare tra il mondo della moda e quello del cinema, tra la creatività di Yohji Yamamoto e lo stile cinematografico di Wim Wenders.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Daniela Maggi Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4521 click dal 21/09/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.