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Logica del tempo in Guglielmo di Ockham e Arthur Norman Prior

Informazioni tesi

  Autore: Gabriella Galbiati
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Michele Malatesta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 205

Un’indagine sul tempo, richiede di prendere le mosse dal libro IV della Physica di Aristotele. Lo Stagirita discute prima del moto e dopo del tempo. Questi due concetti risultano connessi fra di loro. Il tempo è la misura del prima e del poi del movimento. Gli Stoici, da parte loro, sono concordi nel vedere il tempo come estensione del movimento. Plotino inizia da ciò ma le sue pagine mostrano un radicale mutamento di interesse e prospettiva. Il problema del tempo è inquadrato nel contesto di un universo visto come struttura eterna, stratificata in base alla gerarchia di Uno, Intelletto e Anima. La speculazione plotiniana è rivolta a cogliere la realtà metafisica del tempo e non la sua apparenza fenomenica. Plotino critica Aristotele per la definizione esposta prima, in quanto ci dice solo cosa fa il tempo e non cosa esso sia. Il tempo inoltre non è estensione del movimento piuttosto l’estensione di quest’ultimo è nel tempo. Per di più Plotino preferisce affermare che il tempo è misura e non numero del movimento, in quanto il moto è continuo. Il movimento manifesta il tempo ma esso rimanda sempre all’eternità. Tempo e eternità si collegano mediante l’Anima che produce l’universo a imitazione del mondo intelligibile. Per Agostino, il tempo non è più considerato come un elemento dei fenomeni naturali da studiare, in quanto è legato al tema della creazione del mondo e ai rapporti tra Dio e le creature. Il tempo appare come un esperienza difficile da comprendere, avvolta nel mistero. Non vi è contrasto tra presente, passato e futuro. Vi è solo un attenzione presente dell’anima a ciò che è rivolto alla memoria, ossia al passato, e all’anticipazione, ossia al futuro. Nel Medioevo il tema del tempo è ancora fonte di discussione e la lettura dei testi dello Stagirita è condizionata dai Commentari arabi. Prima fra tutti Averroè, il quale è convinto più di Aristotele dell’unicità del tempo. Esso può essere percepito solo grazie alla percezione del movimento che a sua volta fa comprendere all’uomo di essere in uno stato ontologico di mutamento. Rispetto al Filosofo, vi è più insistenza sulla relazione tra il tempo ed il nostro esse trasmutabile, per cui la temporalità è una maniera di essere degli esseri materiali che possiedono la capacità di mutare. È interessante anche l’idea di Alberto Magno, per il quale il tempo è la misura delle mutabilità delle cose e non più del movimento. San Tommaso comincia dall’elaborazione aristotelica di Averroè, riprendendo l’unicità del tempo. A questo punto, si ha già una rilettura cristiana di Aristotele, che giunge ad accentuare il rapporto tra tempo e movimento dell’ultima sfera, fino a farli quasi coincidere. Così si ha una concezione cosmologica del tempo, grazie alle indicazioni di Averroè e Avicenna. Ma a un certo punto, l’indagine del tempo è passata in secondo piano. Ad esempio, i neohegeliani considerano il tempo logicamente assurdo. Alcuni filosofi, invece, sperano di risolvere il problema del tempo chiarendo prima quello dello spazio. Ciò si verifica perché si pensa che il problema del tempo sia minore rispetto a quello dello spazio, considerato più complicato. Reichenbach pensa che trattare il tema del tempo come parallelo al problema dello spazio risulta dannoso per il tempo perché non tiene conto delle sue caratteristiche particolari. Infatti, l’autore spiega che l’ordine temporale è possibile in un dominio privo di ordinamento spaziale, ossia del mondo delle esperienze psichiche di un individuo. Il tempo ha una posizione di primo piano rispetto alle altre esperienze coscienti, in quanto è più immediato. Ai giorni nostri quindi il tempo continua ad essere analizzato. Le indagini di Guglielmo d’Ockham e Arthur Norman Prior hanno in questo contesto molta rilevanza. Il logico neozelandese ha il merito di aver ripreso lo studio temporale, soprattutto dal punto di vista della tense-logic. In particolare, l’autore moderno riporta fedelmente gli altri scrittori, gli antichi come i moderni, che come egli affrontano tale problema. A parte i filosofi antichi e medievali già citati, si ricordano le teorie della serie A e serie B di McTaggart, le leggi temporali di Findlay, gli schemi di Reichenbach, gli attualia e possibilia in Cocchiarella e così via. Argomenti e autori fondamentali per la costruzione del pensiero di Prior, dai quali egli parte. Ovviamente non bisogna dimenticare il suo intento di simbolizzare la struttura ockhamista. Quindi una concezione medievale che ritorna nella modernità con simboli moderni. Come a dire che il pensiero del Venerabilis Inceptor è sempre attuale, anche dal punto di vista della logica. Per Guglielmo d’Ockham, voglio aggiungere solo una citazione per sottolinearne ancora l’importanza. La citazione appartiene a Dijksterhuis e riguarda la riduzione del moto da parte di Ockham ai suoi aspetti cinematica, considerati in termini relativi. Anche il tempo è visto non come concetto assoluto ma relativo.

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4 Introduzione. Un‟indagine sul tempo, richiede di prendere le mosse dal libro IV della Physica di Aristotele, il punto di partenza per analizzare tale concetto. Lo Stagirita discute prima del moto e dopo del tempo. Questi due concetti risultano connessi fra di loro. Come si sa, il Filosofo definisce il tempo come la misura del prima e del poi del movimento. Gli Stoici, da parte loro, sono concordi nel vedere il tempo come estensione del movimento. Plotino inizia da tale analisi. Ma le sue pagine mostrano un radicale mutamento di interesse e prospettiva. Il problema del tempo è inquadrato nel contesto di un universo visto come struttura eterna, stratificata in base alla gerarchia delle ipostasi, Uno, Intelletto e Anima. La speculazione plotiniana è rivolta a cogliere la realtà metafisica del tempo e non la sua apparenza fenomenica. Plotino critica Aristotele per la definizione esposta prima, in quanto ci dice solo cosa fa il tempo e non cosa esso sia. Il tempo inoltre non è estensione del movimento piuttosto l‟estensione di quest‟ultimo è nel tempo. Per di più Plotino preferisce affermare che il tempo è misura e non numero del movimento, in quanto il moto è continuo. Il movimento manifesta sì il tempo ma esso rimanda sempre all‟eternità. Tempo e eternità si collegano mediante l‟Anima che

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