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Il Signore Degli Anelli di J. R. R. Tolkien: un'analisi antropologica e teologica

Analizzare il romanzo di Tolkien, o altre opere dello stesso autore, prevedrebbe un approccio anche alla prospettiva prettamente filologica che non è comunque l’obiettivo di questa analisi. In questo caso, infatti, lo scopo perseguito è quello di mettere in luce come la fede e la cultura cristiana cattolica dell’autore costituisca la linfa vitale della sua opera di scrittore, nonostante una apparente diversità di contenuti tra le vicende del Signore degli Anelli e vicende e personaggi biblici e cristiani in generale. Come verrà più avanti evidenziato, lo stesso Tolkien accorgendosi del carattere religioso e cattolico della sua opera noterà come questa sua caratteristica non costituisca un rivestimento esterno e una indebita sovrapposizione ma costruisca l’opera dalle fondamenta.

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3 O. INTRODUZIONE Nel corso degli ultimi anni, Il Signore degli Anelli ha conosciuto una nuova ulteriore attenzione da parte del grande pubblico soprattutto in virtù della trilogia di film di Peter Jackson, trasposizione cinematografica delle rispettive tre parti del romanzo di Tolkien, a più cinquanta anni di distanza dalla pubblicazione del libro. Assistere alla proiezione di quel film è certamente un’esperienza che si incide in modo particolare nella mente e nel cuore dello spettatore: questa è l’esperienza che io ho vissuto in prima persona. È una trama che si presta agilmente ad una proiezione cinematografica per la sua ricchezza di episodi e scene che incollano lo spettatore alla poltrona: certamente più difficile la realizzazione per la vastità del racconto, il grande numero di personaggi, le scene collettive, le epiche battaglie. In seguito alla visione del film, la lettura dell’opera di Tolkien è d’obbligo: si innesca un movimento di curiosità, motivata dal grande fascino che un’opera come questa esercita in particolare sulle giovani generazioni. La lettura del romanzo costituisce una ulteriore straordinaria esperienza umana e spirituale: è come una finestra che si spalanca in una stanza buia e senza aria e fa scoprire la bellezza della realtà. All’interno di questa enorme e complessa vicenda, il lettore non solo si trova emotivamente coinvolto, ma riesce a gustare il piacere della lettura ed è condotto ad ammirare con stupore la bellezza dei personaggi, delle descrizione di paesaggi, delle emozioni, dei legami e degli affetti, la forza prorompente del coraggio dei grandi cavalieri che sembrano appartenere ai grandi cicli di racconti arturiani. Si gusta una bellezza che sostiene il contenuto e da armonia alla forma. Si tratta dunque di un capolavoro della letteratura mondiale (non a caso, dopo la Bibbia, è uno dei libri più tradotti di tutti i tempi). Riflettere su quanto man mano l’autore fa vivere al lettore è il passo successivo che un lettore accorto e intelligente è portato a fare: ciò che si trova nel Signore degli Anelli stimola ad un ripensamento, un lavorio mentale e spirituale, innesca un meccanismo che può condurre ad esiti anche inattesi. Nell’ambito di una siffatta volontà di riflessione e grazie al

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Davide Armenia Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3546 click dal 20/09/2011.

 

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