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Mrs Ramsay-Agnes Pembroke: bugie al femminile in To The Lighthouse e The Longest Journey

Il contrasto fra i due generi sessuali affonda le sue radici in ogni campo di interazione sociale e in ogni forma di civiltà. Esso trova, nella cultura europea, una sua legittimazione nella politica di stampo patriarcale sfacciatamente maschilista che ancora oggi determina la maggior parte delle azioni.
La tensione tra i sessi raggiunge il suo culmine nella sfera sentimentale, nella quale i motivi di conflitto trovano difficile conciliazione con l’esigenza di non incrinare il rapporto affettivo e generano esiti comportamentali insoliti. Se l’uomo difende la sua ‘naturale’ posizione di superiorità, volta a reprimere eventuali spinte di autoaffermazione della donna, quest’ultima soffre della sua posizione subordinata e cerca di instaurare una relazione basata su una fondamentale parità di diritti e opportunità. Alla chiusura da parte dell’uomo verso qualsiasi accordo, implicito o esplicito, la donna risponde interiorizzando il suo disagio e utilizzando un linguaggio comunicativo non più diretto, ma obliquo, che lascia intuire il problema, più che trattarlo apertamente; allusioni, silenzi, fraintendimenti sono preferiti al conflitto diretto per la naturale ritrosia delle donne verso i toni accesi e violenti.
Il linguaggio femminile, infatti, presenta delle caratteristiche distintive in rapporto a quello maschile, originato da una spiccata sensibilità e attenzione all’interiorità. Le donne tendono ad agire nel rispetto della politeness, nel tentativo di preservare un clima diaccordo e distensione; sono solite utilizzare un linguaggio dai toni pacati, accondiscendenti ed esitanti; anche il ricorso alla bugia è ammesso allo scopo di consolare e sanare conflitti. Esse, inoltre, sono le migliori promotrici di conversazioni, caute nella scelta degli argomenti e capaci di coinvolgere e interessare astanti dagli svariati interessi.
Una breve analisi di una recente pellicola cinematografica, What Women Want, avanza un’ipotesi dei compromessi cui le donne devono sottostare nei rapporti professionali e sentimentali promiscui: il protagonista del film, infatti, gode per un breve periodo della facoltà di ascoltare ciò che le donne pensano ma non dicono e rimane colpito dalla profondità delle loro motivazioni.
La bugia femminile, comunque, si presta a perseguire fini nobili o meschini in base alla sensibilità e allo spessore morale della figura che ne fa ricorso: i romanzi To The Lighthouse di Virginia Woolf e The Longest Journey di E. M. Forster, infatti, offrono esempi di due figure femminili che divergono nelle finalità delle loro bugie.
Mrs. Ramsay è la figura centrale del romanzo di Virginia Woolf e rappresenta un monumento alla memoria di sua madre e alla figura di moglie e madre per antonomasia, con la sua disposizione a sentire vivamente emozioni, sentimenti, affetti e la sua cura nel coordinare le tante incombenze che gravano sulla padrona di casa: l’assistenza al 8
marito e l’educazione dei figli, l’accoglienza dei numerosi ospiti nella casa al mare e la fatica nel cercare di amalgamarli, la cura della casa e le disposizioni per la cucina. La bugia diventa un mezzo insostituibile di cui si avvale per svolgere tali funzioni: ella mente al marito per accrescerne la fiducia in sé stesso, mente ai figli per evitare loro inutili dispiaceri, mente nelle conversazioni con gli ospiti per promuovere la distensione degli animi. La scrittrice si è avvalsa della scrittura interiore per descrivere la protagonista da ogni prospettiva, così come viene vista da ogni personaggio, e soprattutto nella sua interiorità, svelando una parte di lei celata a tutti, un luogo dove ella non è più tenuta ad adempiere qualche funzione, non è più moglie, madre, ma è soltanto sé stessa e può pensare senza più ipocrisie.
Forster, invece, incentra il suo romanzo sulla figura di un giovane studente di Cambridge, Rickie Elliot, zoppo ad un piede, timido e insicuro che al King’s College trova rassicurazioni del proprio valore e soprattutto il conforto dell’amicizia; lo scrittore vuole consacrare l’importanza dei legami amichevoli e distogliere l’uomo dall’instaurare una relazione con un singolo partner, decretando la fine di tutte le altre relazioni sociali. Rickie, invece, finisce per accantonare tali principi, circuito dalle parole di Agnes Pembroke, una donna superficiale e opportunista, che decide di sposarlo perché il suo vero amore è morto; ella, quindi, rinuncia definitivamente ad esso e si lega a Rickie anche per impiegarlo come professore nella scuola del fratello Herbert. Lo allontana dagli amici, in particolare da Ansell, perché percepisce il forte legame che li unisce e lo convince a tacere l’esistenza di Stephen, il fratello illegittimo di lui, perché mira ad essere l’esclusiva beneficiaria dell’eredità della zia di Rickie. I suoi piani, però, falliscono, e le sue bugie vengono scoperte; la donna però
non si rammarica delle sue scelte, ma continua a ragionare opportunisticamente.

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INTRODUZIONE La naturale multifunzionalità del linguaggio umano, che si presta indifferentemente ad instaurare relazioni di accordo o conflitto tra i parlanti, offre l’ideale terreno d’azione e di sviluppo alla bugia come espediente linguistico. Lo studio di questa modalità di espressione non manca di condividere le tesi che ne sanciscono la fondamentale negatività, ma svolta anche, e soprattutto, verso una visione prospettica nuova e ottimistica: innanzitutto la consacra come strumento al servizio di personalità intelligenti ed astute, che magistralmente modificano la realtà dei fatti, rimaneggiano la verità, risultando più credibili di chi dice la verità, e sanno nascondere le loro intenzioni dietro la corazza impenetrabile del corpo. Dire la verità, quindi, diventa, ironicamente, l’unica opzione per chi è incapace di sostenere la credibilità di un racconto fallace. Il ricorso ad essa, inoltre, può nascondere anche fini nobili, o comunque positivi, nel caso si menta per preservare la concordia in contesti sociali tesi ed evitare conflitti. Anche l’arte in genere si connota come una forma di finzione che ha radici remote nel tempo, nata con l’uomo e coltivata per il suo effetto distensivo, terapeutico e pedagogico. Molte sono le voci autorevoli che legittimano la fondamentale positività della finzione artistica e che si affiancano a considerazioni etiche che, invece, ne denunciano l’inconsistenza, in quanto frutto di fantasia. Il fruitore, però, pur 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Immacolata Santoriello Contatta »

Composta da 232 pagine.

 

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